you’ll never walk alone

bvb sciarpata

Chi non ha mai provato ad aprire un giornale, sfogliare le pagine dedicate al calcio e trovarsi a leggere articoli riguardanti l’inciviltà di alcuni tifosi? Troppo spesso molti giornalisti sportivi sono costretti a soffocare la propria indole da cantastorie, che li porterebbe sempre a esaltare nei propri pezzi le imprese dei campioni in campo. Troppo spesso molti giornalisti sportivi sono costretti ad indossare i panni neri da cronista per narrare storie che nessuna penna vorrebbe mai scrivere.

Questa settimana è successo ancora. Sfogliando i giornali mi sono ritrovato a posare gli occhi su racconti surreali, che con il calcio non c’entrano nulla.

Martedì pomeriggio, prima della partita di Champions League tra Atletico Madrid e PSV Eindhoven, alcuni ultras olandesi ubriachi hanno deciso di lanciare diverse monetine contro alcuni mendicanti sdraiati su dei marciapiedi della capitale spagnola. Il giorno dopo, prima del match tra Barcellona e Arsenal, altri ultras, sempre ubriachi, hanno deciso di fermarsi davanti ad un uomo che chiedeva l’elemosina per schernirlo, insultandolo per la sua nazionalità e per un handicap fisico. Come se questi episodi non dimostrassero già abbondantemente la stupidità di alcune persone, nella giornata di giovedì alcuni supporters dello Sparta Praga, giunti a Roma per assistere alla sfida di Europa League tra la loro squadra e la Lazio, camminando lungo Ponte Sant’Angelo ed avendo visto una mendicante, hanno avuto la surreale idea di abbassarsi i pantaloni, di urinare sulla donna e poi di continuare il proprio cammino come nulla fosse, fieri della propria disumanità.

Leggere articoli riguardanti questi eventi mi ha fatto riflettere.

Indossare la maglia del proprio club, seguire la squadra in trasferta e intonare cori a sostegno dei propri giocatori non basta per essere considerati dei tifosi. Essere tifosi significa prima di tutto rispettare le regole e gli avversari; significa rispettare le città che ospitano un match (e non mostrare quanto si è stupidi distruggendo monumenti storici e orinando ovunque), significa rispettare ogni singola persona che si incontra durante la passeggiata che porta ai tornelli dello stadio. Essere tifosi significa essere uomini e non bestie!

Sono stanco di sentir parlare dell’inciviltà dei tifosi, perché chi compie atti come quelli narrati non è degno d’essere classificato come tale.

Quante volte abbiamo sentito questa frase, eppure nulla è mai cambiato.

Non sono più disposto a sprecare parole per descrivere le “gesta” di questi animali. Voglio utilizzare le prossime righe per raccontare una storia che rappresenta pienamente cosa significhi essere tifosi con la T maiuscola.

Domenica 13 marzo, al Signal Iduna Park di Dortmund, Borussia e Mainz 05 sono scese in campo per una normale partita di Bundesliga. Il match è stato vinto per 2-0 dal BVB ma dopo il triplice fischio nessun giocatore e nessun tifoso si è abbandonato a normali festeggiamenti per un successo importante. Purtroppo, mentre le due squadre si stavano sfidando sul terreno di gioco, sugli spalti un tifoso 80enne del Borussia ha accusato un attacco cardiaco e in pochi minuti è deceduto. Poco dopo un altro supporter giallonero è stato colpito da un infarto ma fortunatamente è stato rianimato in tempo.

La maggior parte dei tifosi presenti allo stadio, appresa la notizia a match in corso, ha deciso di smettere di incitare i propri giocatori e di abbandonarsi fino al 90’ a un religioso silenzio. Diversi striscioni sono stati rimossi dagli spalti in segno di lutto e i due gol segnati dalla formazione casalinga sono stati accolti da una flebile e quasi impercettibile esultanza.

I giocatori in campo, come già successo in passato, non sono stati avvisati di quanto fosse accaduto e si sono ritrovati a giocare in clima gelido, mai provato prima al Westfalenstadion (i tifosi del BVB infatti sono noti per essere tra i più calorosi d’Europa). “All’inizio mi ero irritato perché non sapevo cos’era successo – ha detto dopo la partita l’attaccante ‘borussiano’ Marco Reus -, ora invece mi complimento con i tifosi per come si sono comportati”.

Al termine dell’incontro, appresa la notizia, tutti i giocatoti di Borussia e Mainz si sono riuniti nel silenzio più profondo mentre sul tabellone è apparso uno struggente messaggio. I tifosi hanno deciso di alzare le proprie sciarpe e di dedicare al compagno deceduto un commosso “You’ll never walk alone”, inno reso celebre dai tifosi del Liverpool.

I supporters del Borussia con il loro gesto sono riusciti a dare al mondo una lezione. Sono riusciti a far vedere cosa significhi essere dei tifosi, degli esseri umani civili e capaci di comprendere che davanti alla tragedia di una vita che si spegne tutto si deve fermare e passare in secondo piano.

Questi sono i gesti che meritano di essere citati negli articoli dai giornalisti; sono i gesti che mi fanno amare questo sport e che mi permettono di potermi considerare un Tifoso, senza vergognarmi di essere chiamato in questo modo.

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