Una strage di bambini

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Più volte mi sono battuta contro ogni forma di violenza, contro la violenza in senso lato, in tutte le sue diverse sfumature. Dalla lotta contro il femminicidio alla scottante tematica della pedofilia, differenti modi per umiliare e/o uccidere, ma tutti ugualmente osceni. Ed è proprio attorno a questo fil rouge che nuovamente si posizionano le mie seguenti considerazioni.

 

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I bambini di sei anni ridono in media 300 volte al giorno, gli adulti solo tra le 15 e le 100 volte. I più piccoli, grazie alla loro immaginazione, alla loro fantasia e alla loro solarità, sono tutti in qualche misura un genio, così come un genio resta in qualche modo un bambino. Eppure, troppo spesso, la vita di questi piccoli geni, con la loro allegria e la loro ingenuità, viene distrutta prematuramente e ingiustamente.
L’orrore del fondamentalismo islamico non risparmia neppure i bambini. Secondo un rapporto Onu rilasciato giusto poche ore fa, oltre a un progressivo aumento di under 18 minuziosamente addestrati a combattere, l’Isis sta vendendo bambini iracheni come veri e propri schiavi sessuali, uccidendo giovani con le peggiori forme di barbarie, crocifiggendoli o seppellendoli vivi. Vi sono persino notizie di bambini portatori di disturbi mentali, più o meno gravi, utilizzati come attentatori suicidi, molto probabilmente senza che loro si capacitino del folle gesto che stanno compiendo.

Mesi fa l’Isis ha fatto circolare un nuovo video shoc: 200 bambini siriani, l’uno accanto all’altro, sdraiati con la faccia rivolta a terra, mitragliati come bestie. Addirittura, al di fuori di ogni minima forma di civiltà e civilizzazione, nel gennaio dello scorso anno, 13 ragazzini iracheni sono stati massacrati dalle milizie dell’Isis per aver compiuto uno dei gesti più normali e consueti: guardare una partita di calcio alla tv, tifando la loro nazionale mentre giocava contro la Giordania, durante la Coppa d’Asia. Molto più recente è invece quell’immagine, assai diffusa e per questo altrettanto facilmente impressa nella mente dei molti, di quella bambina accasciata sulla strada, nel bel mezzo della Promenade des Angalis, a Nizza, con affianco la sua bambolina, eternata in quell’istantanea, esattamente come quella piccola innocente.
Vite nel fiore degli anni spezzate ingiustamente, vite ancora troppo brevi per meritare una simile fine.
Paradossalmente, sembra esserci una sorta di ritardo culturale tra l’evoluzione tecnologica in senso lato, che ormai risulta essere estremamente sviluppata, e l’evoluzione della nostra civiltà, che, al contrario, pare essere caduta in un baratro di disumanità e degrado.
Con queste parole, con questi ricordi e con queste considerazioni vorrei anch’io, nel mio piccolo, cercare di sensibilizzare i più, affinché si comprenda a pieno che così è impossibile continuare.
Non posso far altro che augurarmi che un simile scempio abbia vita breve.
“[…] dovunque si posino gli occhi dei bambini è l’immenso”. (Christian Bobin)

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