Una Juve da pub

pogba-muller

Sono un ragazzo molto, forse troppo scaramantico. Nelle occasioni importanti mi metto sempre gli stessi vestiti, mangio le stesse cose, ripeto certe frasi per far sì che tutto vada nel verso giusto al momento giusto. Sono scaramantico anche e soprattutto per quanto riguarda il calcio. Non sono il tipo che guarda la partita in compagnia, mi piace stare seduto sul solito divano che ormai ha la perfetta forma anatomica del mio fondoschiena, in silenzio, magari scambiando qualche battuta con mio padre ma solo sul look di alcuni giocatori. Insomma, non sono un tipo da ”chiacchere da bar” che si improvvisa allenatore un minuto sì e l’altro pure.

La partita contro il Bayern ha avuto un sapore diverso, è stata una partita da pub. Non perché io volessi entrare nel clima bavarese bevendomi due litri di birra, che sia chiaro, ma semplicemente perché essendo lontano da casa non ho avuto alternative. Mi sono gettato nella prima bisca in stile irlandese e sono riuscito a trovare 20 centimetri di spazio per sedermi da cui a malapena riuscivo a vedere lo schermo, situato a circa quindici metri di distanza.

Di speranze ne avevo ben poche, essendo così scaramantico ma soprattutto realista. Bayern Monaco – Juventus, all’Allianz Arena, e credo che bastino queste sei parole per far alzare la pelle d’oca a qualsiasi tifoso bianconero. Fuori Dybala, Chiellini e Marchisio. Mandzukic acciaccato che scalpita in panchina. Di partite così in salita me ne ricordo poche.

Nemmeno il tempo di sedermi e la Juventus era già in vantaggio, e il gioco espresso era troppo bello per essere vero. Al minuto 36 del primo tempo il telecronista recitava la frase ”0-2 all’Allianz Arena”. Juve perfetta e Bayern che non conclude mai in porta, difesa impeccabile e dalla parte degli alieni era rimasto solo il tiki-taka (che potrebbe essere tradotto in ”tutto fumo-niente arrosto”). La ripresa è una fotocopia del primo tempo, la Juve che gioca a fare il Bayern e il Bayern che…

Il Bayern che ci siamo dimenticati che rimane pur sempre il Bayern, squadra di campioni come un certo Lewandowski (42 gol in 42 partite) che timbra il cartellino anche alla 43esima, che è capace di ribaltare le sorti di qualsiasi incontro in pochi minuti. La partita della Juventus finisce al minuto 72, quando esce Alvaro Morata, dopo aver giocato forse la migliore partita della sua carriera. Le sorti della gara sono già scritte, e leggo nei volti da pub che qualcosa sarebbe successo di lì a poco. Infatti. Muller insacca, al noventesimo. Juventus a un passo dal sogno. I supplementari sono una storia già scritta, tracollo bianconero e Bayern che riesce a ribaltare una partita con il gioco, la grinta e il cuore dei grandi giocatori.

La Juventus è una grande squadra, ma non lo è fino in fondo. è una squadra che gioca e sogna sull’onda dell’entusiasmo, che arriva con il cuore dove non riesce ad arrivare con le gambe, è una squadra che riesce a tenere i suoi tifosi con il fiato sospeso fino alla fine, rendendo possibili le partite impossibili. E’ una squadra a mio avviso ancora acerba, a cui manca ancora un pizzico di tranquillità ed esperienza nel saper gestire situazioni difficili.

Insomma, è stata una Juventus da pub. Una Juventus che ha fatto sognare tutta la sua gente ma anche gli amanti del calcio, che è arrivata così vicino alla meta e l’ha vista allontanare nel momento più bello. Un po’ come quelle volte in cui esci per una birra con amici e ti ritrovi a vagare tutta la notte per le vie della città senza meta, convinto che non tornerai mai più a casa. Ma alla fine a casa ci torni, con l’amaro in bocca e con un insegnamento in più nel bagaglio.

 

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