Un viaggio nelle fotografie che hanno segnato la storia dello sport

rovesciata panini

Olimpiadi, mondiali, gare ed incontri sono occasioni in cui anche i fotografi, seppur nel loro piccolo, si sfidano a colpi di scatti, con l’obbiettivo di immortalare momenti indelebili nella storia dello sport. La fotografia ha lo splendido potere di fermare il tempo, riportandoci indietro nel tempo e facendoci rivivere gli avvenimenti che sono rimasti legati ai nostri cuori.

Ecco qui una carrellata delle dieci foto che, a mio parere, più hanno segnato la storia dello sport negli ultimi cent’anni.

 

 

rovesciata panini

 

1. La rovesciata di Carlo Parola.

‘’Celo, celo, manca’’. Quante volte questa frase pronunciata nel corso della nostra infanzia, quando completare l’album dei calciatori Panini era l’obiettivo principale di milioni di ragazzi italiani. L’azienda Panini, che prende il nome dai Fratelli Benito e Giuseppe, nasce a Modena negli anni sessanta e subito riscontra un grandissimo successo nel paese. I due scelsero come simbolo della racconta la fantastica rovesciata. Non tutti sanno però che il grande gesto balistico del calciatore che ha segnato la nostra carriera da collezionisti sia in realtà una vera e propria ‘’spazzata’’ dalla propria area di rigore, e non un gol da cineteca come tanti sostengono.

jesse owens

2. Jesse Owens trionfatore nella terra del Fuhrer (1936).

Le Olimpiadi di Berlino del 1936 sono passate alla storia grazie all’impresa dell’atleta americano Jesse Owens, allora ventitreenne, che fu capace di vincere quattro medaglie d’oro nell’atletica leggera (100, 200, salto in lungo e 4×100). Le Olimpiadi furono organizzate da Hitler per dimostrare la potenza del nazismo e la superiorità della razza ariana. Il principale rivale di Owens alle Olimpiadi era Luz Long, e tra i due nacque un’amicizia che fece imbestialire il Fuhrer e i suoi seguaci. Era il periodo della persecuzione degli Ebrei e delle razze considerate “inferiori”, e Hitler rifiutò di scattare le foto di rito dopo le fantastiche prestazioni dello statunitense. Jesse dirà poi: « Vero, Hitler non mi ha stretto la mano ma fino a qui non lo ha fatto neanche il presidente degli Stati Uniti.»

 

coppi e bartali

3. Coppi e Bartali si scambiano la borraccia (1952).

Era il 4 luglio e si correva la tappa Losanna-Alpe d’Huez. Fausto Coppi vinse quel Tour de France tagliando il traguardo per primo per ben nove volte, confermandosi dominatore assoluto del ciclismo in quegli anni. Nello stesso anno infatti fece il bis, siccome aveva già vinto il Giro d’Italia. Quella con Gino Bartali era vista come una delle più grandi rivalità dell’epoca, ma quello scambio si rivelò come uno dei gesti sportivi più belli di sempre. I due sul passo del Galibier si passarono la borraccia, o meglio una bottiglietta d’acqua, Perrier molto probabilmente, siccome erano in patria francese. Lo scambio fu immortalato da Carlo Martini e forse sarà la foto sportiva simbolo del ventesimo secolo. Di lì a poco Fausto Coppi avrebbe sferrato il suo attacco verso il trionfo. I due atleti hanno sempre giocato su questa foto, senza mai rivelare chi fosse stato a passare la bottiglia all’altro.

 

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4. ‘’You can not be serious!’’ – John McEnroe (1981).

Torneo Fred Hoyles. Disputa in puro stile telenovela sudamericana tra il campione statunitense e l’arbitro Ted James. McEnroe era un uomo dal carattere piuttosto frizzante, che in quella partita perse letteralmente la testa a causa delle decisioni clamorose (secondo lui) del giudice di gara. Inveì contro il povero uomo con insulti come ‘’sei la feccia del mondo’’ oppure ‘’idiota incompetente’’. Come se non bastasse, a fine incontro l’arbitro chiamò un out che per l’americano era palesemente buono, e il tennista si sentì preso in giro dicendo: ‘’you can not be serius!!’’. Mcnroe se la caverà, si fa per dire, con una multa di 1500 dollari.

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5. Fosbury e la rivoluzione del salto in alto (1968).

Dick Fosbury, semplicemente un rivoluzionario. Si presentò alle Olimpiadi di Città del Messico superando l’asticella con la schiena rivolta verso il basso, il che fu incredibile siccome fino ad allora la tecnica usata era quella del salto ‘’ventrale’’. Questa innovazione valse a Fosbury la medaglia d’oro e il record del mondo alle Olimpiadi messicane, con una misura di 2.24m. in realtà lo statunitense usava questa tecnica già da molto tempo, e non si rese conto della portata della sua invenzione. Da quel giorno però tutti iniziarono a usare la tecnica Fosbury, ottenendo risultati incredibili.

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6. La mano de D10S (1986).

Mondiale del Messico, quarti di finale, Argentina – Inghilterra. La sentita rivalità tra le due formazioni fece uscire una partita a dir poco strabiliante. Tra i tanti campioni in campo c’era anche Diego Armando Maradona, considerato da molti come il più grande calciatore di tutti i tempi. Al sesto minuto del secondo tempo, con il risultato fermo ancora sullo zero a zero, Diego salì in cattedra siglando uno dei gol più belli quanto strani della storia del calcio. Anticipò il portiere inglese con la mano e segnò la rete che valse il vantaggio per l’Albiceleste. Tutti avevano visto il gesto irregolare dell’attaccante, ma non l’arbitro, che convalidò il gol. A fine partita Maradona, intervistato, dichiarò che la rete era stata siglata  “Metà con la testa di Maradona e metà con la mano di Dio”. In quella partita l’argentino segnò anche un altro gol, quello che molti definiscono come il gol più bello del secolo, scartando cinque giocatori avversari dopo che era partito da metà campo, toccando per dodici volte la palla solo di sinistro.

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7. Black power (1968).

Gli anni 60 negli Stati Uniti erano contrassegnati dalla discriminazione nei confronti delle persone di colore. Le Olimpiadi di Città del Messico furono occasione di rivalsa per i due atleti statunitensi Tommie Smith e John Carlos, primo e terzo nella finale dei 200 metri, che salirono sul podio con il pugno alzato ricoperto da un guanto nero, per rivendicare i diritti delle persone di colore. Il vero eroe in questa foto è però l’unico bianco sul podio, il secondo classificato Peter Norman. L’australiano si fece dare una coccarda dell’OPHR, un’associazione olimpica per i diritti dell’uomo. L’Australia era un paese per niente tollerante riguardo a questo tema, e l’azione di Norman fu punita con il divieto di partecipazione alle Olimpiadi di Monaco 1972. Questa grande azione venne riconosciuta invece dagli Stati Uniti, che il giorno della sua morte proclamarono il Peter Norman day.

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8. Michael Jordan schiaccia dalla lunetta (1988).

Slam Dunk Contest. Michael Jeffrey Jordan, il più grande giocatore di basket di tutti i tempi, si esibisce in una schiacciata che ha dell’incredibile. Il giocatore newyorkese spicca letteralmente il volo dalla linea del tiro libero e, sempre volando, arriva a schiacciare a canestro. È una delle foto più spettacolari della storia dello sport, un momento magico della storia del basket che non si riesce a smettere di rivedere. Da quel momento il soprannome associato a Jordan fu “Air”, dal quale nascerà anche un brand ancora diffuso ai giorni nostri.

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 9. Kung fu Cantona (1995).

Come il nostro amico Mcnroe, anche Eric Cantona è stato uno degli sportivi dal carattere più controverso della storia. Giocatore del Manchester United, durante una partita contro il Crystal Palace, venne ripetutamente insultato da un tifoso, e lui non esitò ad attaccarlo con una vera e propria mossa di arti marziali. Il giocatore dopo questo gesto fu definitivamente radiato dalla Nazionale. “sono atterrato in piedi. Ed è per questo che sono andato a dargli anche un pugno. Ma non gli ho dato un pugno abbastanza forte. Avrei dovuto darglielo più forte”. A distanza di 21 anni Cantona parla ancora in questo modo di quell’episodio, senza mostrare alcun pentimento.

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10. Una testata al mondiale (2006).

Berlino, 9 luglio 2006, finale dei mondiali di calcio. Una data che ogni italiano ricorda con immenso piacere. Zinedine Zidane sta giocando l’ultima partita della sua carriera, e nei tempi supplementari si lascia andare ad un gesto che lo macchierà per sempre. Istigato ripetutamente da Materazzi, il fantasista francese gli sferrò una testata che gli valse il cartellino rosso e chi lo sa, forse anche la vittoria del mondiale. Fu un gesto di debolezza che gli italiani colsero senza esitare, e si portarono a casa la finale ai rigori. È un esempio di come a volte anche le leggende possano crollare in momenti di assoluta follia.

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