Un libro per Natale, quale storia regalare

Una copia di "A Christmas Carol" di Charles Dickens
Una copia di "A Christmas Carol" di Charles Dickens

Mancano pochi giorni a Natale, tutti hanno addobbato le proprie case da un po’ e qualcuno ha già messo sotto l’albero i regali per parenti e amici. I sondaggi rivelano che moltissimi italiani sono pronti a rivendere i regali “sbagliati”, inutili e non desiderati. Gli “incontentabili” sono una moltitudine variegata: chi è appassionato di high-tech, chi di modellismo, chi di arte e letteratura. A questo punto, viene da chiedersi come si possa centrare il bersaglio con gli individui che hanno estro artistico, interessati alla lettura in tutte le sue forme. Fra i vari prodotti editoriali disponibili sul mercato in tempi natalizi, i libri sono le idee regalo più efficaci, soprattutto con le persone che si conoscono di meno. Nel bombardamento mediatico che subiamo ogni giorno tramite le pubblicità, vediamo le case editrici italiane che si sbizzarriscono nell’offrire soluzioni legate alle ultime uscite in libreria, combinandole con i classici evergreen.

Ma la domanda rimane sempre la stessa: quale libro scegliere?

Innanzitutto, bisogna identificare gli interessi del nostro destinatario. I casi più semplici sono i bambini e i ragazzi. La letteratura per l’infanzia straborda di titoli: Canto di Natale di Charles Dickens, che tutti i bambini conoscono per il fortunato cartone animato con zio Paperone e Topolino, è il modello natalizio per eccellenza. Ma un classico che non si può dimenticare è Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll, del 1865: una storia col tocco giusto fra magia e sogno. Una bella edizione è la rilegata di Rizzoli, del 2013, oppure la sua variante in brossura, meno costosa. Il richiamo della foresta, di Jack London, pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1903, ha un’ambientazione che richiama facilmente l’atmosfera natalizia, ricercata negli addobbi tradizionali. Un pilastro della letteratura per bambini è il Diario di Anna Frank: è il libro che tutti i bambini dovrebbero leggere almeno una volta, in modo da diventare, un domani, adulti consapevoli. Nel 2009 è stato inserito dall’UNESCO nell’Elenco delle Memorie del mondo.

Per quanto riguarda il mondo degli adulti, i capolavori sono infiniti. Per chi voglia una lettura breve ma intensa e per chi sogna voli di libertà, Il gabbiano Jonathan Livingstone, di Richard Bach, è il libro adatto. Invece Il sergente sulla neve di Mario Rigoni Stern, scritto nel 1953, e Fahrenheit 451 del 1951, di Ray Bradbury, sono delle ottime occasioni in cui riflettere sui limiti della società e degli esseri umani. Il libro scritto dal militare nato ad Asiago, diventato un successo nell’immediato dopoguerra, ci ricorda un passato italiano ancora fresco, legato al gelo invernale della Russia. Inoltre, l’opera di fantascienza distopica di Bradbury ci trasmette una sensazione di smarrimento riguardo un tema attuale. Che fine farà la carta? E con essa, la letteratura? In un futuro progettato su smartphone e personal computer il mondo dell’editoria avrà un gran daffare per ritrovare una propria posizione.

Spostandoci verso la letteratura più recente troviamo il libro edito da Feltrinelli nel 2010 Troppa umana speranza. L’autore Alessandro Mari, classe 1980, crea un racconto vivo e corporeo su dei personaggi vissuti nel diciannovesimo secolo, fra cui Anita Garibaldi.  Il libro di Svetlana Alexievich, premio Nobel per la letteratura, è uscito nel 2015 per Bompiani. La guerra non ha volto di donna ci parla della seconda guerra mondiale vista dal punto di vista di donne sovietiche di tutte l’età, testimoni della barbarie della guerra. Ritornando nel panorama della letteratura nostrana, l’ultimo libro di Elena Ferrante Storia della bambina perduta chiude la saga composta da L’amica geniale, Storia del nuovo cognome, Storia di chi fugge e di chi resta. L’autrice napoletana ha avuto successo in tutto il mondo grazie alle sue storie velatamente autobiografiche. Il suo nome è preceduto dalla fama di scrittrice che non vuole rivelare la sua vera identità: ci auguriamo che questa non sia una scelta di marketing per stuzzicare il palato dei lettori, ma una reale esigenza personale.

Questo Natale, oltre i panettoni e i pandori, regaliamo un libro. Una storia che ci faccia valutare i propositi dell’anno nuovo, che ci faccia riflettere sull’anno che sta finendo, sulla rete di sentimenti da esseri umani in cui siamo immersi: tutto purché sia una storia.

 

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