Tutto quello che avreste voluto sapere sul diabete (ma non avete mai osato chiedere)

Diabete - Aware

Ogni anno in Italia circa 27’000 persone tra i 20 e i 79 anni muoiono a causa del diabete: una morte ogni 10 minuti circa.

L’Italian Barometer Diabetes Observatory ci dice che l’8% della popolazione adulta, circa 3,6 milioni di italiani, soffre di diabete e che questi numeri aumentano di anno in anno seguendo a ruota quelli dell’obesità, principale causa del diabete nei soggetti geneticamente predisposti. Dei vari tipi esistenti il più comune è il diabete di tipo 2, anche detto familiare non autoimmune, dato che il 90% dei diabetici italiani soffre proprio di questa variante della malattia.

Il diabete di tipo 2 è una malattia metabolica caratterizzata da glicemia alta in un paziente che mostra insulino-resistenza e carenza di produzione di insulina, un ormone in grado di sopprimere la produzione di glucosio nelle cellule epatiche. Al contrario del diabete di tipo 1, nel quale c’è una assoluta mancanza, nel tipo 2 l’insulina viene prodotta ma in quantità minori e le cellule bersaglio ne sentono meno l’effetto portndo a un innalzamento della glicemia del sangue. L’aspettativa di vita di un paziente si abbassa di circa 10 anni rispetto a un soggetto sano.Questo soprattutto a causa delle complicanze a cui può andare in contro un paziente diabetico come ad esempio il rischio di incorrere in malattie cardiovascolari, cecità, insufficienza renale o la possibilità di dover subire amputazioni.

Il trattamento del diabete può basarsi sulla correzione dello stile di vita (dieta ed esercizio fisico) o sull’uso di medicinali specifici. Le iniezioni di insulina, necessarie alla maggior parte dei diabetici, possono essere affiancate ai farmaci o utilizzate da sole. Il farmaco attualmente più in uso è la Metformina, il cui principale effetto è quello di diminuiere la produzione di glucosio nel fegato e aumentarne il consumo nei tessuti periferici. Ma dal 2000 ogni anno nuovi farmaci vengono scoperti e presentati come quello presentato al XX Congresso Nazionale dell’Associazione Medici Diabetologi, tenutosi a Genova dal 13 fino al 16 maggio,che sarà messo in commercio in Italia a breve: il Canaglifozin. Nel 2013 è stato pubblicato uno studio dove 584 soggetti hanno ricevuto 100 mg, 300 mg o un placebo per 27 settimane. E’ stato provato che questa nuova molecola migliora notevolmente il controllo della glicemia,riduce il peso corporeo ed è generalmente ben tollerato da pazienti con il diabete di tipo 2 con i quali dieta e esercizio non bastano.

Eventi come la presentazione di questo nuovo farmaco sono sempre ben accetti dalla comunità scientifica ma soprattutto sono sentiti come una nuova speranza da tutti coloro che devono confrontarsi con una malattia come il diabete che fa sentire la sua presenza in molti aspetti della vita di tutti i giorni.

3 Commenti

  • Marina Bordonali ha detto:

    Molto interessante!

  • Francesco ha detto:

    C’è molta differenza tra cadere nella disinformazione e anelare alla stessa. Da diabetico posso ritenermi parzialmente offeso? Forse sì!
    Non credo che utilizzare titoli sensazionalistici (che poi di sensazionalistico poco hanno) per attirare ed ingannare gli ignari lettori sia sbagliato, ma lo ritengo molto lontano dall’etica e dalla vision che proponete.
    Tra la molta disinformazione di cui potrei parlarvi, di certo questa, che mi colpisce direttamente, è forse quella che più mi ha fatto inorridire.
    A parte il completo stravolgimento dei dati, da fonte citata, non vedo come pompare il numero di morti di persone possa portare al piacere della lettura (utilizzare il dolore degli altri è un sistema mediatico alla D’Urso, che si adatta a magazine, ma non a cultura né a informazione); spero vivamente che gli studi di medicina abbiano sottratto l’autore a quelli di matematica. L’IBDO infatti riporta di 3 morti all’ora e cioè una ogni 20 minuti e non ogni 10. Senza contare che il nome del farmaco è inesatto.
    L’autore forse non è stato molto preciso e la revisione non è stat affidata alla persona adatta. È intollerabile una quantità di disinformazione di questo tipo (e non si tratta di un caso sporadico, purtroppo).

    • Federico Belladelli ha detto:

      Anzitutto mi scuso per i due errori. Effettivamente il rate di morte per diabete è di 1 ogni 20 minuti e non dieci come indicato nell’articolo e il nuovo farmaco si chiama Canagliflozin e non Canaglifozin. Per chi, come me, vorrebbe provare a parlare di scienza la precisione è obbligatoria e mi scuso di nuovo per non essere stato abbastanza attento da accorgermi di questi due errori.

      Quello per cui invece non penso di dovermi scusare è il sensazionalismo e la disinformazione di cui sono stato accusato.
      Intanto partiamo dal fatto che se avessi voluto fare del sensazionalismo di certo non avrei usato cifre che per stessa ammissione del IBDO sono sottostimate.
      Cito testualmente dal documento ufficiale “Diabetes report” dell’IBDO: “In Italia, circa 27.000 persone nella fascia di età fra i 20 e i 79 anni muoiono ogni anno a causa del diabete […].Questo dato è ampiamente sottostimato, sia perché non tiene conto delle fasce di età più avanzate, sia perché molti decessi per cause cardiovascolari, cerebrovascolari e per tumore sono in realtà da attribuire al diabete”.
      Non seguendo molto i programmi della D’Urso dubito fortemente che usare cifre sottostimate sia il modo migliore per fare sensazionalismo ma sono sicuro che insultare un autore per un evidente errore di distrazione senza informarsi adeguatamente lo sia.
      Passiamo all’accusa di disinformazione. Wikipedia definisce la disinformazione come l’attività malevola che mira a fornire e diffondere deliberatamente informazioni false, fuorvianti o non oggettive, distorcendo o alterando la realtà dei fatti allo scopo di ingannare, confondere o modificare le opinioni di qualcuno verso una persona, un argomento, una situazione, traendone spesso vantaggio.
      Un singolo dato sbagliato all’interno di un articolo che ne contiene molti esatti di certo non mira a distorcere o alterare un bel niente e dimenticare una L in un nome non mira certamente a confondere o modificare le opinioni di nessuno in merito a un farmaco. Il mio articolo potrebbe essere considerato disinformazione se facesse credere che il diabete si cura con acqua e limone o se affermasse che il diabete deriva da un cattivo allineamento dei pianeti.
      Penso che lei in quanto diabetico possa offendersi quanto e come vuole ma il soffrire di una malattia non le dà certo il diritto di sparare giudizi insensati per una molto probabile mancanza di attenzione nella vita fuori dalla rete.

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