Tre campioni e un Pallone d’Oro tutto da decidere

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Nulla di sorprendente. Come ogni anno i tre giocatori più forti delll’intero pianeta sono in finale, pronti a giocarsi il trofeo più ambito a livello individuale: il Pallone d’Oro. Trofeo che per un calciatore, una volta portato a casa, è la conerma di aver lasciato un’impronta indelebile nella storia del football. I finalisti che si giocheranno la vittoria nella storia ci sono già finiti, indubbiamente. Ma nel calcio è così, più si vince e più si vuole vincere, non ci si accontenta mai. Messi, Ronaldo, Neymar. Tre giocatori che incarnano l’essenza del calcio, tre attaccanti che giocano i Spagna, tre attaccanti che sono decisamente l’essenza del calcio moderno. Tre giocatori che al primo impatti si somigliano estremamente, ma che in realtà non hanno niente in comune. Mai come quest’anno il Pallone d’Oro è stato così indeciso, tutti e tre se lo meriterebbero a pieno titolo, senza particolari discussioni.

Lo darei a Lionel Messi perché incarna esattamente il prototipo del calciatore, perché forse proprio lui è il Calciatore con la C maiuscola, calciatore a cui ognuno, volontariamente o meno si ispira. Messi è l’uomo che ogni allenatore sogna di avere, semplicemente per il fatto che nel prepartita basterebbe una frase: “entra in campo e fai il Messi, e vedrai che la partita la portiamo a casa”. Lionel è uno di quei talenti che sul prato verde lascia sempre il segno, che nella stagione passata ha totalizzato la bellezza di 58 gol in tutte le competizioni, che ha vinto da trascinatore la Champions League con il Barcellona e che non finisce mai di stupire. Spesso si parla di Messi come un uomo non facile da avere come compagno di squadra, ma credo che questa regola valga per tutti i campioni. Puoi fare 30 gol in una stagione, ma il tuo rendimento verrà sicuramente offuscato e messo in secondo piano da uno come lui che ne farà 40. Messi è un habitué del Pallone d’Oro, a casa sua la mensola ne conta già quattro, e l’argentino sta cercando in tutti i modi di fare spazio per aggiungerne un altro.

Lo darei a Cristiano Ronaldo perché forse è quello che più di tutti riveste il ruolo di trascinatore all’interno del club. Giocare al Bernabeu non dev’essere facile, soprattutto in stagioni come quella passata in cui i risultati non sono arrivati. Ma Cristiano ci ha messo tutto se stesso come sempre, ed ha fatto da solo il lavoro di un intero reparto, andando a segno per 61 volte, più di chiunque altro. Probabilmente non sarà lui il vincitore 2015, e questo ci fa capire il livello che stiamo andando a toccare. Cristiano è il campione in carica, i Palloni d’Oro in casa sua sono tre, ma sono sicuro che se ne aggiungerà almeno un altro, se non quest’anno in quelli a venire.

Lo darei a Neymar per incisività, perché ha sempre risposto “presente” all’appello delle grandi occasioni. Arrivare a giocarsi il Pallone d’Oro a soli 23 anni non è cosa da molti. è uno dei pochi che è riuscito a reggere il confronto all’interno del club con Messi, e se vogliamo aggiugere Suaréz va a far parte del tridente forse più forte di tutti i tempi. In maglia blaugrana nella scorsa stagione ha segnato 39 volte di cui dieci in Champions, esattamente come Messi e Ronaldo. Neymar è il futuro del Barcellona e del calcio, e se stiamo alle parole di Pélé (uno che qualche gol l’ha segnato pure lui), è destinato a diventare il giocatore più forte di tutti i tempi. Neymar è sempre stato accusato per i suoi “numeri da circo” che di concreto avevano ben poco, ma appena arrivato in Europa ha dimostrato di saper essere concreto ed incisivo, spesso decidendo partite importanti. Il gol alla Juventus nella finale di Berlino è stato il coronamento di una stagione straordinaria, di cui non è stato affatto comprimario ma protagonista.

Insomma, il Pallone d’Oro si gioca tutto in Spagna, ma forse mai come quest’anno è stato così indeciso. Abbiamo validi motivi per assegnarlo ad uno senza fare torto all’altro, ma la scelta rimane comunque difficilissima. Mi viene difficile pensare alla vittoria di nuovi giocatori nei prossimi anni, dovremo perciò aspettare il ritiro di queste leggende per vedere il Pallone d’Oro in nuove mani.

 

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