Trash: Un incredibile viaggio nelle favelas

Siete mai stati in Brasile? Se la risposta è no, questo film è un’ottima occasione per fare un giro in una folcloristica favelas di Rio De Janeiro, accompagnati da tre ragazzini, che vivranno un’avventura al limite dell’incredibile.

Sto parlando di Trash, l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo scritto nel 2010 da Andy Mulligan, diretto da Stephen Daldry, e con protagonisti tre ragazzini delle favelas.

Ci troviamo a Rio, e Rafael, Gardo e Rato, tre ragazzini di poverissima estrazione sociale, passano il tempo a rovistare tra la spazzatura, campando grazie allo smistamento dei rifiuti.

Un giorno, Rafael trova fra l’immondizia il portafoglio di un uomo, scomparso in circostanze non chiare. Il contenuto del portafoglio suscita subito grande interesse da parte dei ragazzi: al suo interno, infatti, oltre ad un mucchio di soldi, ci sono una foto con alcuni numeri sul retro, un calendario con l’immagine di San Francesco e una chiave.

A quanto pare però, quel portafoglio è più importante di quanto sembri, tanto che la polizia locale, verso la quale i ragazzini non nutrono né fiducia né simpatia, cala sulle favelas nel disperato tentativo di recuperarlo.

Il proprietario è Josè Angelo, ex braccio destro di quello che da li a poco diventerà il nuovo sindaco. Per essersi finalmente deciso a raccontare i malaffari segreti del candidato, nonché suo capo, Josè è stato ucciso direttamente dalla polizia.

I ragazzini si ritrovano così coinvolti in uno sporco intrigo politico-poliziesco, rischiando più volte la vita e trovandosi in situazioni talmente complicate, che a chiunque altro sorge il pensiero che abbandonare l’impresa sia forse la cosa migliore. Loro, invece, continuano imperterriti, rischiando tutto, semplicemente perché è giusto farlo.

Per onestà intellettuale sono portato a dirvi che questo film non è un capolavoro, nonostante le strepitose interpretazioni dei tre ragazzini, che -ci tengo a ricordare- sono stati scelti dalle favelas (quelle vere) con un casting fra migliaia di aspiranti: sono stati tutti e tre irresistibilmente carismatici e convincenti, sia nella recitazione verbale che in quella fisica. Io stesso però, dopo aver letto diverse recensioni molto positive e dopo aver visto il film, sono rimasto un filo deluso.

Però (eh si, perchè c’è un “però”), a mio parere c’è un validissimo motivo per il quale debba essere visto: viviamo in un mondo pieno d’ingiustizie; ovunque ci giriamo c’è qualcosa che non va, qualcosa che non ci sta bene. Ma per pigrizia, per paura di essere giudicati o semplicemente perchè non ci riteniamo in grado di cambiare le cose, non facciamo niente.
In questo film abbiamo davanti ai nostri occhi tre giovani uomini che non hanno niente, se non la loro innocenza e il loro rapporto di amicizia. E proprio grazie alla loro innocenza si accorgono delle ingiustizie che costernano il loro mondo, e alla prima occasione di cambiare qualcosa, lo fanno. Non ci guadagnano niente, anzi rischiano più volte di perdere tutto, eppure continuano… perchè? Perchè è giusto!

Trash è un’ottima occasione per conoscere luoghi che probabilmente non vedremo mai in tutta la nostra vita; per osservare da vicino stili di vita che ci sembrano impensabili; per vedere come tre ragazzi (e non attori professionisti) riescano a interpretare un ruolo tutt’altro che semplice, perchè quella è la loro vita vera; ma soprattutto Trash è un’occasione per riflettere su quanto possiamo fare, anche nel nostro piccolo, se solo avessimo la volontà di cambiare le cose.

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