Stesso modulo, diversa filosofia

4-3-3: è questo il punto d’incontro tra Napoli e Roma che si affronteranno domani sera allo stadio San Paolo.

Sarri ha abbracciato questa disposizione solo quest’anno dopo aver accantonato lo storico rombo a centrocampo in favore della maggiore naturalezza tattica per giocatori come Callejon, Mertens ed Insigne. Sul fronte capitolino Garcia ha sempre utilizzato le tre punte come punto di partenza di ogni suo schieramento: da Totti come “falso nueve” fino a Djeko vera punta centrale con “frecce” sempre più veloci sugli esterni.

Il 4-3-3 partenopeo è sempre stato più fluido e corale nei suoi automatismi: i movimenti opposti tra interno di centrocampo ed esterno d’attacco, con il supporto dei terzini sempre in sovrapposizione, hanno causato molti problemi alle difese avversarie e assicurato quella naturalezza nello sviluppo delle azioni che alla Roma manca.

Spesso si può notare come i giallorossi in fase offensiva “ristagnano” nella trequarti avversaria fino a concludere l’azione con un tiro dalla distanza o attraverso un “uno contro uno” tra esterno e terzino. Indice di questa problematica è l’elevato numero di calci d’angolo: 100, solo la Lazio ne ha ottenuti di più. La Roma in queste situazioni diventa spesso sterile e non riesce a far fruttare la superiorità territoriale. Inoltre, qualora manchino le “frecce” come Salah e Gervinho, questa situazione si aggrava ulteriormente: Iturbe e Iago Falque non sono altrettanto capaci di ribaltare l’azione e di creare superiorità numerica. Con i due africani in campo la Roma segna ogni 39’ minuti, senza solo ogni 150’.

Se il Napoli quindi può far affidamento sulle riserve basando il proprio calcio su un’idea corale, la Roma non può. Solo la velocità dei singoli (oltre alla classe di Pjanic), infatti, può rimediare alla staticità della squadra giallorossa e Garcia ogni anno ne paga le conseguenze non adattando mai il proprio modulo ai giocatori a disposizione. La partita quindi diventa quasi vantaggiosa per la Roma che non dovrà sviluppare il gioco e avrà le sue chances in ripartenza soprattutto verso il finale di gara quando il Napoli calerà fisicamente.

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