SPAZIO,TEMPO,PAROLA: RONCONI IN MOSTRA

Il teatro mi ha dato la possibilità di vivere, operare e soprattutto conoscere.

Luca Ronconi

SPAZIO, TEMPO, PAROLA. Questo il titolo della mostra dedicata a Luca Ronconi, inaugurata ad un anno dalla sua scomparsa (avvenuta il 21 febbraio 2015) e recentemente prorogata fino al 2 Aprile. Il titolo si presenta come un trittico ben congegnato, i cui elementi, che condensano l’operato di Ronconi, sono legati tra loro da un rapporto di interdipendenza. Lo spazio e il tempo sono elementi imprescindibili della rappresentazione, non lo è invece la parola. Si potrebbe dunque riflettere a partire da qui, dal peso specifico attribuito a ciascuno dei tre elementi.

In mostra le tre parole si materializzano: proiettate sul pavimento di una delle due sale in cui ha sede l’allestimento, si offrono allo spettatore per essere calpestate (fisicamente) e selezionate (virtualmente). Grazie ad un particolare dispositivo a raggi infrarossi, infatti, la selezione della parola ad opera dello spettatore avvia la proiezione di un video ad essa correlato. Osservando i video degli spettacoli, lo spettatore è condotto in avanscoperta nei meandri delle regie ronconiane: di volta in volta, attraverso la feritoia dello spazio, del tempo e della parola, ne esplora le possibili declinazioni.

Lo SPAZIO, ad esempio, in Celestina è uno spazio in movimento: la scenografia sembra avere, a primo impatto, una composizione monolitica, si presenta come un enorme tavolato ligneo, collocato sul palcoscenico in modo tale da descrivere una pendenza che digrada verso gli spettatori. In realtà la struttura, sin dai primi minuti dello spettacolo, si rivela tutt’altro che monolitica e statica: è il risultato di un sapiente assemblaggio di porte e botole dalla mobilità impressionante, attraverso le quali gli attori entrano ed escono dalla scena in modo del tutto imprevedibile.

Il TEMPO si configura in  Lehman Trilogy come il crollo del tempo: proiezione del crollo finanziario del ’29. Ne La compagnia degli uomini viene invece portato in primo piano il tempo della creazione: le immagini, montate in accelerazione, mostrano la frenesia del lavoro volto alla preparazione della messa in scena; o ancora in Quel che sapeva Maisie il tempo si delinea come un avanti e indietro nel tempo, con una sovrapposizione fra presente e passato.

La PAROLA è la parola del sogno ne La vita è sogno: immaginifica, dà vita ad una struttura frasale tipicamente barocca; ricca di metafore, evoca perfettamente la dimensione sospesa del sogno. In Pornografia, invece, la parola migra dalle pagine del romanzo, da cui è tratto lo spettacolo, alla scena, in cui gli attori interpretano anche la parti narrative in terza persona. Infine, in Sogno di una notte di mezza estate, la parola si reifica sul palcoscenico: enormi lettere mobili al neon, infatti, compongono e scompongono parole.


RovelloDue Piccolo | Spazio | Politecnico
via Rovello 2, Milano (M1 Cordusio – Cairoli)
dal 20 febbraio al 2 Aprile 2016
tutti i giorni dalle 12 alle 20.30
Spazio, Tempo, Parola
Il lavoro di Luca Ronconi al Piccolo Teatro

Ingresso libero

Nelle giornate di martedì, dalle 17.30 alle 19.30, mercoledì, dalle 18.30 alle 20.30 e sabato, dalle 17.30 alle 19.30, gli studenti del prof. Alberto Bentoglio, docente di Storia del  Teatro e dello Spettacolo presso l’Università degli Studi di Milano, saranno a disposizione  presso la mostra per una visita guidata.

 

 

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