Sono arrivato come re, me ne vado come leggenda

tweet

Dopo 178 presenze, 152 gol realizzati, 4 Ligue 1, 1 Coppa di Francia, 3 Coppe di Lega francese, 3 Supercoppe di Francia conquistate e dopo essere diventato il miglior marcatore della storia del Psg sia in Ligue 1 (111 gol) che in Champions League (20 gol), Zlatan Ibrahimovic ha annunciato al mondo tramite un suo tweet che il match di sabato contro il Nantes sarà il suo ultimo con il club parigino.

Come sempre accade, le parole scelte dal Re Sole del calcio sono state poche ma incisive. Affidandosi alla sua dote migliore, l’arroganza, Zlatan ha voluto salutare i francesi con questa frase che è già entrata nella storia: “Sono arrivato come Re, me ne vado come Leggenda”.

Mai banale dentro e fuori dal campo, questa è solo l’ultima delle innumerevoli pillole che l’immenso campione di Malmö ha regalato negli anni ai suoi fans.

Ecco dieci delle frasi più celebri pronunciate dal bomber svedese nel corso della decennale carriera:

wenger

1. Ibrahimovic aveva 17 anni e giocava per il Malmö. un giorno l’Arsenal lo chiamò e gli disse che Wenger voleva incontrarlo per sottoporlo a un allenamento di prova con i Gunners. Dopo averci pensato un po’ e avendo quuasi messo piede su un volo per Londra, lo svedese tornò sui propri passi e rispedì l’offerta al mittente. Il motivo:

“Zlatan non fa provini!”

ajax

2. Dopo aver rinunciato all’Arsenal lo svedese venne messo sotto contratto dall’Ajax, club che si era innamorato delle doti fisiche e tecniche del giocatore. Zlatan decise di presentarsi ai nuovi compagni in maniera diretta, mostrando fin da subito tutta la sua arroganza e sicurezza nei propri mezzi. Le prime parole pronunciate appena entrato nello spogliatoio dei Lancieri furono:

“Io sono Zlatan. Voi chi cazzo siete?”

hencoz

3. Nel 2001, durante un’amichevole tra Ajax e Liverpool, Ibrahimović deliziò il pubblico dell’Amsterdam Arena con un dribbling strepitoso su Stephane Henchoz. Lo svedese umiliò letteralmente il difensore svizzero e a fine gara decise di commentare il proprio gesto tecnico con queste parole:

“All’inizio andai a sinistra e lui fece lo stesso; poi andai a destra e lui fece come me. Poi tornai ancora a sinistra e lui andò a comprarsi un hot dog”.

guardiola

4. Durante l’esperienza al Barcellona non sbocciò mai l’amore tra lo svedese e Pep Guardiola. Ibra veniva spesso fatto giocare fuori posizione e nonostante i molti gol segnati non riuscì mai a guadagnarsi la fiducia del tecnico spagnolo. Come riportato anche nella sua nota autobiografia, Ibrahimovic criticò spesso l’atteggiamento irrispettoso che, a suo avviso, l’allenatore blaugrana gli riservò:

“Se prendi me, compri una Ferrari. Se guidi una Ferrari, devi metterci la benzina migliore, poi prendi l’autostrada e affondi il gas. Guardiola invece in questa macchina ha messo del diesel e l’ha usata per un giretto in campagna. Avrebbe dovuto comprare una Fiat”.

Assegno

5. L’ultima esperienza italiana di Zlatan è stata quella con la maglia del Milan, con il quale vinse un campionato e una Supercoppa italiana. Quando la società gli comunicò che sarebbe stato venduto al termine della sua seconda stagione in rossonero per problemi di bilancio, Ibra decise di andare da Adriano Galliani e chiedergli ironicamente:

“Ma davvero siete messi così male? Vi serve un assegno?”

(p.s: visto le acque cinesi in cui naviga oggi il Milan, forse era meglio accettare la proposta dello svedese!)

loro sanno chi sono

6. Ingaggiato nel 2012 dagli sceicchi del Paris Saint Germain, Ibra arrivò in Francia con grande voglia di vincere e con un portafoglio pieno di soldi. Con uno stipendio di 14 milioni, si presentò come il secondo calciatore più pagato all’epoca (il primo era Eto’o con i suoi 20 mln) e non si preoccupò minimamente di nascondere la propria ricchezza. infatti affermò:

“Io e la mia famiglia stiamo cercando un appartamento a Parigi. Se non riusciremo a trovare nulla, probabilmente compreremo l’hotel”.

 Per presentarsi invece ai nuovi colleghi e avversari, Zlatan decise di utilizzare un’altra frase molto diretta:

“È vero, non so molto dei calciatori di questo campionato, ma sono sicuro che loro sanno molto di me”.

moglie

7. Così come in campo, anche nella vita privata Ibra si sente il numero uno. Interrogato da un giornalista circa cosa avrebbe comprato alla moglie per il suo compleanno, il bomber svedese volle ribadire come la sua compagna avesse già al suo fianco il meglio che potesse desiderare:

“Cosa regalerò a mia moglie? Niente, lei ha già Zlatan!”

god

8. Quando nel 2013 la Svezia si è giocata la qualificazione al Mondiale brasiliano allo spareggio col Portogallo, un giornalista scandinavo chiese a Zlatan come sarebbe andata a finire la sfida: «Solo Dio lo sa», fu la replica di Ibra. «È un po’ difficile chiederglielo», ribattè il giornalista alla ricerca di una risposta. Lo svedese decise allora di mostrare tutta la propria modestia rispondendo a sua volta:

“Dio ce l’hai davanti!”

paese di m

9. Dopo una sconfitta subita con il Psg, Ibra fu squalificato per quattro giornate a seguito di una dichiarazione rilasciata a fine match. Lo svedese si infuriò con l’arbitro e facendo sfoggio di ben poca diplomazia pronunciò una frase che fece infuriare un intero paese:

In 15 anni di professionismo non avevo mai visto un arbitro così. Questa m…a di paese non si merita il Psg”.

tour eiffel

10. Negli ultimi mesi, avvicinandosi la sessione estiva di calciomercato e la scadenza del contratto di Ibra con il club parigino, molti sono stati i rumors di mercato intorno al campione svedese. Zlatan, unico a sapere già cosa farà nel prossimo futuro, ha voluto lasciare una flebile speranza ai tifosi francesi circa un suo rinnovo, avanzando però una “piccola” richiesta:

“Qui mi vogliono bene? Certo, ma non credo che possano rimpiazzare la Tour Eiffel con una mia statua. Nemmeno i dirigenti ce la possono fare. Ma se ce la facessero rimarrei qui, promesso”.

Ovviamente la storica Tour Eiffel è rimasta saldamente al suo posto e oggi Ibrahimovic ha voluto rendere nota la sua volontà di terminare la sua esperienza parigina. Ha voluto farlo a modo suo, con la solita pacatezza e misura nelle parole:

“Domani sarà la mia ultima partita al Parco dei Principi. Sono arrivato come Re, me ne vado come Leggenda”.

Au revoir Zlatan.

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