Solo un’alba sul mare di Ischia.

Ph: Antonio Mattera & Emanuele Minerva @antoniomatteraproduction @EmanueleMinervaPhotographer

Era un Giovedì sera qualche ora fa, e tutti sono venuti qui, nella parte ovest dell’isola, a Forio d’Ischia. Ce lo avevano detto: Giovedì sera è Forio. Ragazzi e ragazze hanno popolato i locali sul porto, al di là delle case antiche color pastello; per bere qualcosa, fare due chiacchiere, ballare. Le camicie dei ragazzi e gli orecchini delle ragazze sposavano perfettamente con l’abbronzatura e col riflesso della luna sul mare: Forio per l’occasione è stata splendente. Ora la musica è spenta e il molo ha cambiato colore. Il blu scintillante si è trasformato in un timido rosa. Alcune ragazze tornano a casa ridendo, hanno ancora i tacchi, non sono stanche. Una signora anziana le guarda dal balcone della sua vecchia casa e sorride. Io, affacciata alla mia finestra, mi giro. Le mie amiche si sono addormentate con i vestiti addosso. Ho gli occhi pesanti, ma non posso chiuderli di fronte allo spettacolo là fuori. Il sole sorge sul porto. Capita sempre in questi momenti in cui ti trovi così, lontano da casa, dall’inverno e dal quotidiano, in un attimo sospesa, non ti rendi bene conto ne dove ne come, ma capisci, che di fronte a qualcosa di così bello non puoi chiudere gli occhi. Sarebbe come perdersi qualcosa di troppo importante, e che cosa poi; un piccolo grande attimo di contemplazione dell’universo, celato alla normalità della luce del giorno, in cui ti senti fortunata , come se potessi in un solo istante nascosto al mondo accedere agli arcani della tua anima e dell’esistenza. Il tempo ti sembra fermo anche se a tratti ti accorgi che il colore rosa è ora violetto, ora indaco. Eppure è solo un’alba sul mare.

Un rumore. C’è un gabbiano sulla spiaggia. Le ragazze che tornano a casa, la signora anziana che sorride guardandole, lui ha visto tutto. Probabilmente sa che quest’isola regala sorprese. in ogni angolo, in ogni particella di ossigeno. Lo sa bene, infatti lui è parte di Ischia. Sa che è viva. Il magma che nella notte dei tempi l’ha generata è sempre lì, sotto il mare, pulsante. Nulla di soprannaturale, come pensavano i greci, ma nettare, che la nutre di sorgenti termali, di calore e di vibrazioni che potrai sentire, se stai molto attento, in ogni suo angolo, in ogni tassello che ne compone il mosaico.

Nel mare, nelle grotte, nelle baie, nei boschi rigogliosi che la fanno respirare. Potrai sentirle nella casa ricoperta di mattonelle di ceramica tutte diverse fra loro, e anche in quella di pietra bianca con la porta blu. Nel temporale che vedi arrivare dal mare. Nei peperoncini rossi appesi al muro di una casa rosa. Nel banchetto giallo di limoni enormi del fruttivendolo con barba bianca e bandana rossa.  Nel profumo di basilico così intenso che ti cattura per strada e ti guida in un posto nuovo che ti stupisce. Nel cioccolato caldo che straborda dalla pasta morbida di un cornetto. Nello sconosciuto che per strada ti dice che “Maronn , quant’è buona la pizza lì, dite che vi mando io e vi fa nu prezzo d’eccezione. Nella bambola di pezza seduta sul lucernario di una torre. C’è una storia dietro a quella bambola. C’è ne è una dietro alla grotta del mago, un’altra dietro agli scogli degli innamorati, e allo scoglio dell’impiccato; dietro a ogni piccola cosa, al nome di ogni luogo, c’è una storia, non importa se è vera oppure no, c’è una storia che si tramanda nel tempo, o una che ti puoi solo sforzare di immaginare. Ogni vibrazione di Ischia è una storia.

Quel gabbiano che ora zampetta sulla sabbia sicuramente le sa tutte. Se potesse parlare, te le racconterebbe. Eccolo, sta prendendo la rincorsa e ora è già in volo.

Si posa sul Torrione, e ti racconta di pirati feroci, temutissimi dagli isolani, avvistati da lì.

Vola più a sud e ti parla della chiesa del Soccorso, sulla scogliera ; piccola, semplice, bianca sull’immenso blu.

chiesa soccorso 2

Scende lungo la costa e ti dice della baia di Citara; dedicata a Venere Citerea, colei che dà l’amore, è scrigno di sorgenti termali che danno benessere.

Statua di Poseidone nel parco termale Poseidon, baia di Citara.

Statua di Poseidone nel parco termale Poseidon, baia di Citara.

Poi ti racconta della baia di Sorgeto, dove, anche se è notte, ci sono ancora alcuni ragazzi che fanno il bagno. Infatti l’acqua incuneata fra altissimi scogli raggiunge i 90 gradi, e il gabbiano ti direbbe che lì puoi guardare le stelle cadenti mentre il mare bollente ti avvolge.

sorgeto2

Niente cibo nell’acqua calda, troppi umani nei paraggi, meglio volare più a sud;

c’è Sant’Angelo, un enorme scoglio collegato all’isola da una striscia di terra che fu un borgo di pescatori, e ora è uno dei luoghi più chic; ci sono case colorate, boutique, pasticcerie d’autore, ristoranti, e qualche luce è ancora accesa.

Sant-Angelo-Ischia casette

Ma il gabbiano non si accontenta. Il suo volo si fa impervio, plana dentro la pietra viva di un vallone; Cava Scura, dove gli antichi romani scavarono le loro terme, che sono ancora qui; ci sono cascate di acqua bollente, e fra girasoli e ginestre, la pietra vulcanica è scura. Attento a non scottarti: c’è chi cucina sotto la sabbia delle fumarole, patate arrosto e uova sode;

Cavascura. (Ph: Perla Lo Giudice)

Cavascura.

Il gabbiano raggiunge la riva destra. Finalmente ecco un pesce saltare sull’acqua. Un volo in picchiata e il pasto è consumato. Lui sorvola basso il mare,e arriva a Ischia Ponte;  segue la striscia di terra che collega la riva a un grande scoglio. Ed eccolo, come parte di quella roccia, possente, magnifico, il Castello Aragonese.

castello aragonese (Y)

Il gabbiano ti racconterebbe di chi lo ha abitato, i potenti di tutti i tempi come il greco Gerone, che fu il primo; gli abitanti dell’isola per difendersi da barbari, Arabi, Normanni, Svevi, Angioini e conquistatori di ogni quando; i prigionieri politici; e ti racconterebbe della festa di Sant’Anna del 26 Luglio, quando tutta l’isola raggiunge quella baia per ammirare lo spettacolo del teatro sull’acqua e dei fuochi d’artificio sul mare e sul castello, che si tinge di rosso, memoria dell’incendio che avvenne per opera dei Turchi. Ti racconterebbe dell’isola in fermento, della folla che per assistere allo spettacolo ricopre tutta la riva ed è un tappeto di spettatori con il naso all’insù, e delle luci, e della musica indimenticabili.

E’ un vero peccato che il gabbiano non sappia parlare, perché di cose te ne racconterebbe. Sta ancora volando, ora verso Ovest, ma non si è accorto, assorto com’era, di essere finito nell’entroterra. Ci sono vigneti, ricchezze dell’isola verde,ma non c’è un’anima a quest’ora; Le fronde degli alberi danzano con il vento;  la temperatura si abbassa, il mare è ormai lontano, la luce diminuisce, questi boschi sono avvolti nelle tenebre.

Bosco_della_Maddalena_a_Casamicciola

Il gabbiano è molto in alto, c’è un monte strano, il monte Epomeo; si racconta sia l’ingresso al mondo sotterraneo di Agartha, al quale dal medioevo, passando per i nazisti, credono i sostenitori della teoria della terra cava; e in effetti questi boschi hanno un che di misterioso, ci sono strane case fatte di pietra che si nascondono nella vegetazione, dimore di chissà quali strani abitanti; massi , caduti in seguito a un’eruzione vulcanica, nei quali la popolazione scavò case, per creare un rifugio sicuro dalle incursioni piratesche;

boscoischia

e poi il gabbiano vede il bosco di Zaro. Qui si narra di apparizioni divine, e oscuri riti esoterici; gli abitanti ci credono, non ci credono, ma comunque, di notte, meglio non entrare. Non era intenzione del gabbiano arrivare lì, e sicuramente non è contento di esserci arrivato. Alla larga, alla larga! Il battito delle sue ali si fa più veloce. Meglio tornare a Forio.

Ecco il paesino. Ormai un timido raggio di sole nasce dal mare illuminando le torri, le chiese e i palazzotti signorili. Il gabbiano si posa sulla spiaggia da cui era partito, finalmente è sazio. Poi  vola su un cornicione. le vede, tre ragazze addormentate nella piccola stanza di quel palazzo rosa dalle forme eclettiche e bizzarre. Anche qui c’è una storia, quella di un’isolana innamorata di un marinaio, che edificò la casa per viverci insieme. Posizione strategica. Da qui si vedono le barche in arrivo; si sentono le onde del mare che ti trascinano nel porto sicuro di un amore.

Infatti ora le onde hanno riempito il silenzio di quella piccola stanza di pietra smussata bianco-rosa e, cullate da quel rumore,alla fine tutte e tre si sono addormentate. Ma il sole sta sorgendo e, anche se con poche ore di sonno, fra poco si sveglieranno. Una di loro racconterà di essersi addormentata mentre guardava l’alba e poi di aver fatto un sogno stranissimo, c’erano un gabbiano e mille posti pazzeschi, e dirà alle altre che, in fondo, di quest’isola magica, ancora hanno tutto da scoprire…

 

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