Si legge paciugo.

base

Il bello di Milano è la partecipazione agli eventi,
è notare come le persone si rechino fisicamente in luoghi di aggregazione, preferendo il live alla diretta streaming.

Il 22 e il 23 di un ottobre scherzoso, BASE è stata la casa di artisti alternativi. BASE è uno spazio in zona Tortona, dedicato ad allestimenti, conferenze, workshop.

E in quest’occasione Pach-chew-go, si paciugo, si era appropriato dei suoi locali.

Sale spoglie del superfluo.

Adorne
di artisti che si confondevano con le loro creazioni,
di semplici reti metalliche sulle quali erano esposti estratti dei loro lavori,
di editori alternativi,
di curiosi, esperti, o semplicemente girovaghi.

Vitalizzate
dalla musica, che in modo non troppo invadente, rendeva le voci più diverse armoniche.

La Mostra Mercato dell’Illustrazione era invasa da graphic novel, fumetti, disegni, piccoli esemplari Millelire.

E parole, e parole fluivano dalla Sala A. Luogo non appartato, ma intimo dove alcune fra le anime citate sopra, hanno deciso di fare una sosta.

L’intervistato di quel 22 ottobre pomeriggio era

Marcello Baraghini.

Cappello di lana, maglia leggerina, occhi talmente espressivi tanto da impedire allo schermo degli occhiali di fermarli,
con esperienze di vita di un uomo che era un ventenne negli anni Sessanta. Conserva di quegli anni modi rivoluzionari di guardare la vita, che non sempre noi ventenni del Duemila conosciamo.

Raccontava episodi della sua vita,
del suo spostarsi continuamente,
della sua necessità di rigenerarsi come editore,
di come sia dovuto “morire” per poter guardare la vita con altri occhi e
reinventarsi.

Raccontava dei “Millelire”, che la Piccola Enciclopedia Garzanti etichetta “I libri che hanno rivoluzionato il mercato editoriale”.

E oltre a raccontare, si chiedeva, ci chiedeva da dove incominciare la quarta vita.

E allora mostra la frase che era appesa alla maglietta

“Mi rivolto dunque siamo.” estrapolata da Camus. Sì ma a quale scopo?

Lo scopo è cercare di far ritrovare ai giovani la curiosità alla lettura.

La sfida sono i nuovi lettori, chi ancora non legge,
e perché non proporre loro scrittori di qualità?

Uno dei pregi della nostra epoca non è forse quello di disporre di veicoli straordinari per divulgare,
e uno dei disagi della nostra epoca non è forse quello di far sì che la qualità scompaia?

Far risorgere i grandi scrittori dalla rete non è poi così facile, ma la sfida presuppone anche nuove modalità che regolino il mercato editoriale, rappresentato, nel suo caso da Stampa Alternativa.

Raccontava di come la campagna fosse stato

il luogo

dove poter riflettere e lasciare alle idee la possibilità di germogliare.

“Perché se la rete è un ottimo strumento per intercettare possibili lettori, il fine ultimo è far sì che la loro curiosità li porti a desiderare
una fisicità
di quei libri che possono essere letti gratuitamente in rete.”

Curiosità pura, che non presupponga strategie di marketing.

E rivolgendosi all’intervistatore,

“tanto lui non ci crede. Sono io fuori di testa pensando alla rivoluzione editoriale permanente popolare”.

E uscendo da questo luogo di aggregazione avevo una confusione in testa,
che forse si è riversata in queste righe,
ma avevo anche una gran voglia di mobilitare persone alla volta di questa rivoluzione, che subordini il mercato alla qualità,
per una buona volta. “Se la tua opera è di qualità è un bene dell’umanità”.

E se la rivoluzione fosse già scoppiata?

base

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *