Regala anche tu una pistola a Mario Rossi

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Il sogno americano all'italiana da Bonnie e Clyde a Olindo e Rosa

Quando Maccio Capatonda tinteggia tragicomicamente l’italiano medio siamo tutti pronti a ridere a crepapelle, e ci mancherebbe che non lo facessimo. Purtroppo però spesso ci troviamo davanti la realtà dei fatti che, sempre più amaramente, ci ricorda che quel personaggio comico in realtà diventa fin troppo vero, e così usciamo dalla commedia “non troppo all’italiana” e ci troviamo a discutere con quello stesso italiano di quanto sia bona Belen Rodriguez, di quanto si stesse meglio quando si stava peggio e di quanto egli sparerebbe al primo passante che gli fa uno sgarbo.

Mi piacerebbe dire che mi sto dilettando a narrare fatti di pura fantasia, ma purtroppo quello che state per leggere è un estratto reale della vita in una periferia milanese. Un uomo che, ahimè, conosco bene giunge al bar, si beve il caffè e si mette a sfogliare il giornale; fin qui tutto normale se non fosse che, per risparmiare il suo preziosissimo tempo, l’uomo non avesse parcheggiato la sua macchina in maniera consona alla larghezza della strada. Anzi diciamo che neanche ha perso tempo a provarci e l’ha lasciata ferma in mezzo alla strada senza quattro frecce o altri segnali che lasciassero intendere la sua vicinanza al mezzo. Ecco, in questo quadro piuttosto normale, sopraggiungere un autobus che, per passare, inavvertitamente tocca lo specchietto della macchina e lo gira, ma senza romperlo. Rientro nel bar convinto che non fosse successo alcunché ma, appena avvicino la tazzina alla bocca, dalla strada iniziano a provenire urla e imprecazioni, situazione per la quale in tre secondi il marciapiede diventa più affollato di San Siro la sera del derby. Appena capisco che quello stesso uomo entrato poco prima nel bar sta maledicendo tutta la stirpe dell’autista di quell’autobus mi viene quasi da ridere, ma purtroppo come quando mi fermo a riflettere sul Capatondiano Italiano Medio, mi prende il terrore.

L’uomo in breve inizia a sbraitare contro chiunque, millantando che se avesse posseduto una pistola adesso l’autista dell’autobus sarebbe in ospedale con varie ferite e che purtroppo in questo stato siamo sottomessi a chiunque e che non possiamo mai farci valere. Vi risparmio invece la deriva romana del discorso secondo la quale se ci fosse ancora il duce gli autobus chiederebbero permesso prima di toccarti lo specchietto.

Ed eccoci al fulcro del discorso: facendo mente locale ho capito che quell’uomo non è un caso isolato. In troppi pensano che se avessero una pistola in tasca il mondo girerebbe molto meglio, che se potessero sparare a chiunque si sentirebbero molto più appagati a fine giornata. Mi è anche venuto da sorridere quando ho pensato che una volta spentosi un sogno americano di ricchezza e di progresso, se ne accenda un altro fatto da proiettili e canne mozze.

Ritenendo sempre umilissima la mia opinione mi permetto di dissentire dalle parole guerrigliere di quell’uomo, e rilancio dicendo che le leggi vigenti in Italia a proposito del porto d’armi sono molto più avanzate e adatte all’epoca in cui viviamo rispetto a quelle americane. E qui trova spazio la domanda che secondo me deve guidarci in una riflessione del genere:

REGALERESTI UNA PISTOLA ALL'ITALIANO MEDIO?

ossia ti sentiresti più tranquillo sapendo che chiunque tu possa incrociare per strada abbia facoltà di possedere un’arma? E parlo proprio di quello a cui hai tagliato la strada all’incrocio oppure quello a cui hai per sbaglio pestato il piede in coda alle poste. Io sinceramente sarei terrorizzato dagli effetti devastanti che un’azione legislativa in questo senso potrebbe avere sulla popolazione. Come ho già detto, se non darei uno stipendio all’italiano medio per il solo merito di essere nato qua, figuriamoci se mi sentirei tranquillo a lasciargli in mano una pistola; e non serve arrivare fino alle stragi commesse da persone folli negli USA per avvalorare questa tesi, ma basta pensare alle situazioni più banali in cui possa intervenire l’italico spirito giustizialista.

Sono convinto che quelle dell’uomo contro l’autista del bus fossero frasi esagerate sul momento, ma sono anche convinto che, in una società evoluta, la tutela dei cittadini spetti alle forze dell’ordine e che quindi noi potremmo sicuramente ritenerci soddisfatti se fossero solo i loro membri ad utilizzarle (in maniera consona). Il sogno americano lasciamolo da un’altra parte, perché a Bonnie e Clyde noi possiamo affiancare solo Olindo e Rosa; e non mi sembra che il confronto possa reggere.

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