Quando il gioco si fa duro

Purtroppo è finita la finale della West Conference. Eh si, dico purtroppo perchè se amate la pallacanestro, avreste voluto anche voi come me, che Oklahoma City e Golden State giocassero almeno altre 10 partite.

È finita come avevo pronosticato, una serie alle sette gare decisa nell’ultimo match, dove i campioni in carica hanno dimostrato, ancora una volta, di essere superiori portandosi a casa il titolo dell’Ovest.

Tutt’altro che semplice la vita per Golden State che probabilmente sottovaluta un po’ gli avversari e perde in casa la prima delle 7 partite. Gara 2 sembra riportare tutte le cose alla normalità, Curry e compagni soffrono, ma nonostante tutto vincono senza troppe difficoltà e portano il risultato sul 1 pari.

Sono gara 3 e gara 4 a regalarci quello che forse in molti non si aspettavano, perchè Oklahoma domina tra le mura amiche. I Thunder vincono entrambe le partite grazie a una difesa impressionante, infatti, fanno in modo di concedere meno tiri possibili agli esterni avversari e occupano l’area splendidamente, grazie soprattutto al lavoro di un immenso Steven Adams. In attacco invece si affidano principalmente al duo Westrbook/Durant che, da veri fenomeni, danno l’impressione di poter eliminare la squadra dei record.

Ma è proprio quando il gioco si fa duro che i campioni iniziano a giocare da tali. Proprio così, gli Warriors sono messi alle corde, sono nella peggiore delle situazioni: sotto 3-1 e con l’inerzia completamente a favore degli avversari. Per darvi un’idea della difficoltà dell’impresa di vincere una serie ripartendo da questo punto posso dirvi che, nella storia dei play off NBA, solo 9 squadre sono riuscite a ribaltare il risultato e ad eliminare l’altra squadra.

Inoltre sui campioni in carica c’è un’enorme pressione psicologica, infatti, visto lo svantaggio, in molti hanno rispolverato quello che nel ’96 era lo slogan dei Bulls “don’t mean a thing, without the ring” riferito al loro record di 72 vittorie, e ora usato per il nuovo record di 73 vittorie di Curry e compagni.

Gara 5 però, come da copione, viene vinta da Golden State, Curry e Thompson fanno quasi 60 punti in due e in casa riescono ad annullare il primo match point dei Thunder.

È gara 6 la partita della verità. Secondo match point per Oklahoma che in casa deve provare a tutti i costi a chiudere la serie. Sennonchè è proprio qui che gli Spalsh Brothers decidono di stupirci ancora una volta giocando una partita a dir poco sensazionale, il match finisce 108-101 in favore degli Warriors e i due leader generano, grazie assist e canestri, 82 punti (più del 75% del totale) di cui 27 nell’ultimo quarto, e Thompson abbatte l’ennesimo record, realizzando il maggior numero di triple (11) in una partita di play off.

Si arriva alla partita decisiva e ora l’inerzia è ritornata a Golden State che in casa non ha intenzione di perdere. Nonostante la partenza un po’ sotto tono Curry si e ci ricorda di essere l’MVP, allora sale in cattedra, gioca l’ennesima partita mostruosa e con 36 punti e 8 assist guida i suoi alla vittoria di partita e serie. Golden state è campione dell’Ovest e giocherà la finalissima contro i Cleveland Cavaliers di Lebron James.

Ci tengo a precisare che il merito di questa impresa non va ricercato solo negli Splash Brothers ma bensì in tutta la squadra, a partire da Green che nonostante le non poche difficoltà si è dimostrato decisivo nel finale, per continuare poi con tutti i giocatori entranti dalla panchina sempre pronti a dare il loro contributo, e arrivare a coach Kerr che forse per la prima volta si è trovato davvero alle strette ma ne è uscito alla grande.

Ora ci attendono le Finals, Warriors contro Cavaliers, Curry contro James, Thompson contro Irving… Chi avrà la meglio? Davvero difficile dirlo. A mio parere parte leggermente favorita Golden State nonostante l’incredibile momento di forma di Cleveland, quindi mi sento di pronosticare un altro 4-3 in favore dei campioni in carica.

Detto questo, ancora una volta non ci resta che sincronizzare gli orologi con l’oltre oceano, puntare le sveglie nel pieno della notte e accomodarci sul divano a goderci lo spettacolo.

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