Progetto Brescia Nuova

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Foto di: Davide Buncuga Photography & Videomaking

Probabilmente in tutto il mondo ci sono giovani che si attivano all’interno delle loro comunità perché credono che il futuro si possa ancora costruire con buone prospettive, oggi noi vi proponiamo questa storia da Brescia.

Un gruppo di studenti di architettura e scienze politiche ha proposto al comune di Brescia un piano alternativo per la salvaguardia di un edificio storico destinato altrimenti alla demolizione per fare spazio “all’ennesimo” centro commerciale nella zona, ottenendo una moratoria per un anno in attesa di investitori.

I ragazzi hanno presentato un progetto che prevede un’area verde edificata intorno alla Casere (l’edificio in questione esempio di archeologia industriale) in modo da preservarne il valore storico e simbolico e allo stesso tempo rivalutare l’intera area in termini di servizi e ambiente.

Intorno a questo obiettivo ha preso vita il Progetto Brescia Nuova che si occupa direttamente della sensibilizzazione verso queste tematiche, organizzando incontri ma anche prendendosi carico di iniziative come per esempio il recupero di aree dismesse, cercando di mantenere e promuovere un punto di vista etico sul modo di gestire gli spazi comuni della città.

A capo di questo gruppo c’è Jacopo Alessandro Tassoni con cui ho avuto la possibilità di approfondire la questione.

L’area degli ex magazzini generali a Brescia dove si trova il sito in questione è una zona nevralgica perché punto d’incontro fra due quartieri che, con una nutrita presenza di immigrati, costituiscono due micro ambienti a sé stanti.

È chiaro che un minimo di sensibilità non guasterebbe quando si tratta di questioni complesse e delicate, ma edificare un centro commerciale nell’area con la più alta densità di centri commerciali in Lombardia rasenta la comicità. Ovviamente è in costruzione a pochi isolati di distanza un altro centro commerciale a sua volta a soli 2 Km dall’Ikea di via D’antona.

Tutto questo sulla stessa via che, mi assicura Jacopo, conta ben tre torri di uffici inutilizzati, edifici residenziali vuoti, insomma una sovrabbondanza di servizi che non servono.

Forse è perché siamo giovani quindi troppo ingenui ed illusi per credere ancora che non siano le gare d’appalto truccate a regolare certi meccanismi, di sicuro quello che dobbiamo fare è parlare più spesso e con più ottimismo di questo tipo di iniziative.

I ragazzi del gruppo di Brescia Nuova hanno indetto una petizione e ottenuto dal sindaco la sospensione del progetto per un anno intero… c’è altro che possono fare? È qui che gli imprenditori locali, chi come questi ragazzi ha a cuore la città e i mezzi per cambiare le cose, ha il dovere di intervenire.

Quando in gioco ci sono valori di questo genere il crowdfunding dovrebbe essere l’ultima alternativa non una necessità.

Clicca qui per maggiori informazioni sul progetto.

 

PH: Davide Buncuga Photography & Videomaking

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