Playlist Amicizia

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THE REMBRANDTS – I’LL BE THERE FOR YOU (1995)

Il brano con cui si apriva la serie televisiva più famosa di fine anni ’90. All’inizio il brano completo non esisteva e le radio dovettero dovettero trasmettere versioni fai da te, frutto di copia e incolla in loop della sigla televisiva. Fino a quando i The Rembrandts, con l’inizio della seconda stagione di “Friends” si decisero a pubblicarne una canzone vera e propria. Meglio tardi che mai.

R.E.M – ALL THE RIGHT FRIENDS (2001)

Il primo brano scritto da Micheal Stipe e Peter Buck, quando i R.E.M. non esistevano ancora, nel 1979. Venne rilasciato 22 anni dopo, quando ai R.E.M. fu chiesto di collaborare alla stesura di Vanilla Sky e quando i due misero da parte i loro preconcetti sul pezzo. “Troppo spensierato e giovanile per essere pubblicato”, si sono detti i due per lungo tempo.

BRUCE SPRINGSTEEN – BOBBY JEAN (1985)

Springsteen scrisse questo brano quando Steve Van Zandt, storico chitarrista e voce d’accompagnamento della E Street Band, decise di abbandonare la band per dedicarsi alla carriera solista. Un brano che parla di una amicizia basata sulla condivisione di ideali e di passioni. Ah, per la cronaca, Van Zandt è poi ritornato al suo posto qualche anno dopo. Perché solo l’amicizia garantisce legami che durano per sempre.

RED HOT CHILI PEPPERS – MY FRIENDS (1995)

Una ballata tratta dall’album “One Hot Minute”, il primo dopo la dipartita di Frusciante, soppiantato da Dave Navarro, ex Jane’s Addiction. Parla di quando ci capitano eventi o viviamo emozioni sgradevoli a tal punto che in un qualche modo cancelliamo mentalmente anche l’amore e l’esistenza dei nostri amici, che pure continuano ad esistere e ad apprezzarci e a cui forse anzi, proprio in quei momenti, dovremmo affidarci maggiormente.

PEARL JAM – GONNA SEE MY FRIEND (2009)

Opening track energica del disco “Backspacer”, a detta di Eddie Vedder si tratta di una drug song (un brano sulla dipendenza da sostanza) con un messaggio positivo: per stare lontani dalla “roba” bisogna stare vicino agli amici e divertirsi con loro il più possibile. Un brano educativo.

THEM CROOKED VULTURES – DEAD END FRIENDS (2009)

Non siamo sicuri che, titolo a parte, sia un pezzo che parla così tanto di amicizia. Ma quando venne annunciata alla stampa la lavorazione del disco da cui venne estratto Dave Grohl, frontman di Foo Fighters ed ex batterista dei Nirvana disse: “Il prossimo progetto che ho intenzione di intraprendere coinvolge me alla batteria, Josh Homme dei Queens of the Stone Age alla chitarra e John Paul Jones dei Led Zeppelin al basso, sarà il prossimo album, e non farà schifo”. Insomma, volete perdervelo?

THE DOORS – WHEN THE MUSICS OVER (1967)

Questo brano ci dice che la musica è una nostra amica speciale, l’unica vera amica di ciascuno di noi fino alla fine del nostri giorni. Lavorando in una radio, non possiamo che essere d’accordo.

DEPECHE MODE – NEVER LET ME DOWN AGAIN (1987)

Una delle 5 canzoni più importanti di tutta la carriera dei Depeche Mode, il pezzo con cui chiudono quasi ogni loro concerto, è un brano epico e maestoso che li ha portati, nel 1987, a fare un salto di qualità musicale fortissimo che li ha condotti fino ai picchi degli anni ’90. E’un omaggio di Dave Gahan e Martin Gore a Andrew Fletcher, per tutti Fletch, ovvero il terzo membro dei Depeche Mode.

GROOVE ARMADA – MY FRIEND (2001)

Come spesso succede in un certo tipo di musica elettronica, di fatto si tratta di un mashup di tre brani: c’è un sample di “Gotta learn to dance” dei Fatback Band, un drum break di “It’s a new day” degli Skull Snaps e il testo è una interpolazione di una hit del 1995 della artista soul Brandy “Best friends”. Non sono certo voi siate riusciti a prendere appunti, in ogni caso a me basta vi godiate “My friend”.

LED ZEPPELIN FRIENDS (1970)

Nel 1970, di ritorno da una massacrante tournée negli Stati Uniti, Jimmy Page e Robert Plant si stabilirono in un piccolo cottage in Galles, precisamente a Bron-Yr-Aur, dove mancava l’elettricità e l’acqua corrente. Lì nacquero le canzoni acustiche di cui è popolata la terza fatica discografica degli Zeppelin.

Questa è una delle pochissime canzoni del dirigibile che vede la presenza di archi, questi sono stati arrangiati da John Paul Jones, il bassista della band. Ha una fortissimo gusto indiano, ma a differenza di quello che i Beatles avevano fatto con George Harrison a suo tempo, gli Zen ottennero queste atmosfere, appunto, senza far suonare musicisti indiani.

LUCIO DALLA – L’ANNO CHE VERRÁ (1979)

Pezzo storico della canzone italiana. E’ una lettera che Lucio Dalla scrive a un amico lontano.

E’ figlia di un periodo molto particolare per il nostro paese: nel 1979 si stava uscendo dagli anni di piombo e l’inflazione era a più del 20%. In questa serie di immagini e di considerazioni personali, tutti si possono ritrovare perché si parla di incapacità di comunicare, della voglia di una vita libera e soprattutto del bisogno di speranza.

Tutto questo è reso con un testo ironico, immerso in un’atmosfera musicale molto leggera, da ballata popolare.

JOE COCKER – WITH A LITTLE HELP FROM MY FRIENDS (1968)

Una canzone che Lennon e McCartney scrissero appositamente perché fosse cantata dal loro batterista Ringo. Almeno in termini di popolarità, però, l’interpretazione che ne ha dato Joe Cocker ha fatto sì che praticamente il brano sia stato da lì in poi sempre associato più a lui che ai Fab Four probabilmente. I Beatles stessi inviarono a Joe un telegramma di congratulazioni quando la sentirono.

Il pezzo fu rivoltato come un calzino: passò dal 4/4 classico al ¾, il tempo del valzer, fu modificata la tonalità e nella versione in studio ha una lenta introduzione strumentale. Sempre nella versione in studio originale di Cocker, la chitarra solista è suonata da un “certo” Jimmy Page.

ELTON JOHN – FUNERAL FOR A FRIEND / LOVE LIES BLEEDING (1973)

La opening track di un disco splendido, ”Goodbye Yellowbrick Road” del 1973 del grande Elton John. Il pezzo si chiama Funeral for a friend/ Love lies bleeding e, come prevedibile dal titolo, consta di due parti. La prima é una sezione strumentale di pianoforte e sintetizzatori, che all’epoca erano una novità assoluta e, seppure sia stata intitolata Funeral for a friend appunto, Elton John ha affermato di avere pensato nella composizione alla musica che avrebbe voluto ascoltare per il suo stesso funerale. La seconda parte viceversa é il rabbioso racconto della fine di un amore. Il brano é piuttosto lungo, dura 11 minuti e in effetti proprio per questo non é stato usato come singolo. É diventato però molto celebre in Inghilterra perché veniva spesso usato dai DJ e dagli speakers che approfittavano del tempo per andare in bagno o più spesso per fumarsi una sigaretta.

PINK FLOYD – WISH YOU WERE HERE (1975)

Questo pezzo, come gli altri brani dell’omonimo album, è dedicato

a Syd Barrett, il primo cantante e chitarrista dei Floyd, che fu allontanato dalla band nel 1968 a causa della sua infermità fisica e mentale causata dall’abuso di LSD, che lo aveva reso davvero ingestibile e pericoloso per sé e per l’attività musicale della band.

Durante le sessioni di registrazione dell’album la band reincontrò Syd. Si era presentato il 5 giugno 1975 negli studi di Abbey Road. Era completamente calvo e aveva in mano una busta della spesa, aggirandosi tra i presenti con aria distratta. Era molto ingrassato ma venne riconosciuto da David Gilmour, tra lo stupore generale. Qualcuno gli chiese come avesse fatto a ingrassare tanto e Barrett rispose di avere a casa un grande frigorifero, pieno di carne di maiale. Poi i Pink Floyd, insieme a lui, ascoltarono Shine On You Crazy Diamond, paradossalmente la canzone sull’album che maggiormente conteneva riferimenti a lui, e andarono a pranzo insieme. Quando Roger Waters gli chiese cosa ne pensasse della canzone, Syd rispose: «suona un po’ vecchia». Finito di mangiare, Barrett sparì senza salutare così come era comparso, lasciando Waters e compagni attoniti e con le lacrime agli occhi.

DIRE STRAITS – YOU AND YOUR FRIEND (1992)

Il prossimo brano parla del confine tra amicizia e amore, un confine che alle volte può risultare complicato da delimitare e che alle volte in effetti rappresenta anche motivo di turbamenti e problemi. “You and your friend” é un brano scritto da Mark Knopfler per l’LP del 1992 dei Dire Straits, “On every street”, e racconta le riflessioni di un innamorato che viene tradito dalla sua amata e da un cosiddetto “amico” della stessa. “Amici amici….. e ti rubano la bici.”

JAMES TAYLOR – YOU’VE GOT A FRIEND (1971)

Youve Got A Friend è una canzone di Carole King del suo album Tapestry del 1971. Lo stesso anno James Taylor ne fece una cover che diventò il suo unico numero 1 in America. Non solo, vinse anche ben tre Grammy come Migliore Performance Vocale Pop Maschile, Canzone dell’Anno (questo lo vinse la King) e Disco dell’Anno.

Nelle armonie vocali James Taylor è accompagnato dalla grande Joni Mitchell.

Carole King dichiarò: “la canzone è stata la cosa più vicina a una pura ispirazione che abbia mai vissuto nella mia vita. La canzone si è scritta da sola. “E’ stata scritta da qualcosa fuori di me, dentro di me”.

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