Più libri più liberi

Come da tradizione anche quest’anno si è tenuta al Palazzo dei Congressi di Roma la fiera Nazionale della Piccola e Media editoria, Più libri più liberi, giunta alla quattordicesima edizione.

Promossa e organizzata da AIE (Associazione Italiana Editori), la sua storia nasce nel 2002 e nel corso degli anni ha portato avanti l’obiettivo iniziale: essere occasione in cui piccole case editrici possano presentare al pubblico la propria produzione, al riparo dall’ombra lunga delle case editrici forti, e luogo di incontro per le figure di settore e per discutere di problematiche e soluzioni affini. Dal 4 all’8 dicembre oltre 350 gli eventi proposti dall’editoria indipendente italiana, ospitati nelle 9 sale a disposizione. La fiera ha anche un programma per ragazzi, ricco di incontri, di aree laboratorio e lettura. E’ possibile visionare il tutto sul sito della fiera che riporta la programmazione completa di ogni singolo giorno.

Lo scrittore Erri De Luca in fiera il 5 dicembre,ha ricordato l’importanza di ascoltare storie. Ha iniziato il suo intervento col raccontare cosa ha risposto a un giornalista che una volta gli chiese come si diventa scrittori: “Nella mia esperienza, è importante ascoltare le storie dei vecchi, raccontate a voce fra di loro perché se ci sono bambini tra i piedi censurano vocabolario e argomenti: quindi quando io ero piccolo bisognava origliare attraverso i muri. Per fortuna nella mia città i muri non sono fatti per separare: il tufo è poroso, è come un alveare, un grande sistema di collegamento, noi napoletani sappiamo sempre cosa accade intorno perché il tufo ci riferisce tutto, anche quando le persone sussurrano.” Il ricordo di quelle storie, vicine seppur lontane, si fa libro.

E così sette romanzi su dieci degli autori italiani più letti in libreria sono stati scoperti dalla piccola e media editoria. Sono dati che emergono da uno studio dell’AIE e presentato all’incontro del 7 dicembre, “Come avrei potuto fare, per non farmi lasciare”, nella Sala Smeraldo. L’analisi, condotta sui 64 autori italiani che hanno venduto di più nel 2015, conferma che la maggior parte degli autori contemporanei di successo ha pubblicato il primo libro con un piccolo editore. Di questo hanno parlato Daniela Di Sora e Claudia Tarolo.

Viviamo ormai nell’era del digitale, in cui può esser considerato lettore antico o tradizionale quello che è ancora affascinato dall’odore della carta, dalla possibilità di disporre di una libreria fisica possente nella propria casa; al contrario il lettore moderno al passo coi tempi, è colui che per ragioni economiche e pratiche preferisce disporre della versione digitale del libro “perché quel che conta è il contenuto”. Al di là delle preferenze personali e dei metodi di adattamento ai tempi, un messaggio carico di verità e di significato è quello che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto inviare alla Fiera: “I libri sono un fondamentale strumento di crescita e di conoscenza e la conoscenza ci rende persone libere, come giustamente ricorda il titolo della rassegna, e cittadini consapevoli. I libri sono, insieme, un bene privato e un bene pubblico, perché generano sapere condiviso. Sono il patrimonio che lasciamo alle giovani generazioni, le radici sulle quali continuare a costruire il futuro della nostra comunità. È necessario adoperarsi per garantire la maggiore libertà editoriale possibile”.

Non diversa la linea del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini che tra l’altro ha inaugurato la quattordicesima edizione: “Dobbiamo lavorare tutti insieme, istituzioni ed editori, librerie fisiche e online, grandi e piccoli, non dividendoci in un settore del mercato né rassegnandoci ad avere pochi lettori in Italia. Un aiuto deve arrivare anche da altri settori, a cominciare dalla televisione (il cui modello non aiuta né incentiva la lettura): stiamo infatti lavorando a un patto sulla lettura per avvicinare chi è estraneo al mondo dei libri. Sono convinto che i risultati arriveranno e renderanno il Paese più ricco, più vivace, più aperto al mondo.”

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