Pile di libri, piuttosto che libri a pile

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Quasi ogni mese, una libreria a Milano chiude. Questa volta toccherà alla Libreria Puccini, di corso Buenos Aires. Fondata nel 1963 dalla famiglia Nanni e con 50 anni alle spalle, è l’ultima di una lunga serie di casi.
Uscirà di scena a fine mese.

Nel 2015 la situazione è stata disastrosa: da 326, i punti vendita sono scesi a 311. Le librerie indipendenti stanno piano piano scomparendo. Non riescono più a competere con la potenza della rete, con i grandi rivenditori online, con i testi digitali e con gli sconti selvaggi che si trovano nella grande distribuzione. Ogni volta che leggiamo un un e-book, ogni volta che compriamo online un libro che ci arriva comodamente a casa, uccidiamo una parte di queste realtà. Uccidiamo una storia su uno scaffale di un piccolo negozio, l’amore di un libraio per il suo mestiere.

«Eravamo un punto di riferimento per le famiglie, ma tra supermercati, grande distribuzione sul web e tablet c’è stato un crollo» Dice Luca Tesini, 43 anni, responsabile della Puccini.

Era successa la stessa cosa lo scorso luglio, con la Libreria del Corso in zona San Gottardo. Era relativamente giovane, undici anni soltanto.

Tre mesi prima, ad aprile, chiudeva dopo 50 anni, Milano Libri in via Verdi, fondata da Giovanni Gandini con la moglie Annamaria Gregorietti. Era sempre stata un grande punto di riferimento per appassionati del fumetto. E’ qui che nacque la rivista Linus.

Il primo febbraio 2014 abbassa la serranda, Librerie Riuntire di Via Dante. Realtà storica, fondata nel 1945. Da qui sono passati, negli anni, moltissimi personaggi noti, a cominciare da Umberto Eco.

Posso quasi sentirlo, il dolore che hanno provato quelle persone, nel chiudere per l’ultima volta la porta del loro negozio, della loro passione. Piccole realtà che hanno provato a sgomitare contro i grandi colossi, contro i giganti che non sentono nemmeno il fastidio di un pizzicotto.

Abbiamo libri, ma forse ci mancano le persone che sentono la gioia nel venderli, nel donarceli e nel regalarceli.
Abbiamo i libri ma non sempre l’amore di un libraio indipendente.
Abbiamo i libri, ma non respiriamo più l’aria di una piccola boutique piena di storie, poche copie, tanta voglia di leggere.

Studio Editoria. Ho intrapreso questa strada convinta, e ogni giorno la mia passione si fa sempre più grande. Studio per un futuro, per una realtà che so non essere facile. Passeggio, e quando trovo una libreria, non riesco a non entrare. Ci passo delle ore, perdo la concezione del tempo. Non mi importa quanta scelta essa abbia, se ci sono tanti libri o pochi. Penso che se ce ne fossero anche solo dieci, io perderei comunque un’infinità di tempo.

Vi dirò però una cosa: quando entro in una piccola libreria dove un signore sa consigliarmi, dove so che trovo carta, inchiostro, pagine ma sopratutto passione… è sempre più bello. L’amore di un uomo che ama i suoi scaffali come se fossero la cosa più preziosa che ha al mondo, il suo commento: ‘’Ottima scelta, questo è un gran bel libro’’, mentre pago… beh, per me è il vero piacere di comprare una storia. Hanno un’atmosfera diversa, hanno un che di ‘’antico’’, di autentico… e mi sembra che portando via un libro, io riesca a portare via anche una parte di quel posto.

Impegniamoci di più.

Impegniamoci perché queste sensazioni continuino ad esserci. E se non ve ne importa più di tanto, se per voi è indifferente, fatelo per chi vuole continuare a provarle. Per favore ragazzi, preferite sempre:

La concretezza di una pagina all’astratto di un tablet.
L’inchiostro allo schermo.
Le mani di un uomo, una donna, che vi consegnano un libro, al pacco postale.
Il profumo della carta, alla plastica di un E-book.
La lampadina accesa sul vostro comodino per leggere, alla luce regolabile di un Pc.
I colori di una copertina, al bianco e nero.
Pile di libri, piuttosto che i libri a pile.

Toccateli i libri, sentiteli in mano, bagnateli con le mani umide al mare, fategli prendere freddo in montagna, riponeteli composti, vicini nella vostra libreria, fateci le orecchie nelle pagine, vivete le storie e vivete anche loro.

Così avrete combattuto, sperato e aiutato, anche solo in piccola parte, la passione di un uomo… di tanti. Sarà merito anche vostro, se le serrande si chiuderanno solo a fine giornata, non per una vita intera.

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