Parma Calcio 1913 la storia

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credit: Crusaders

A tre giornate dalla fine del campionato i gialloblù ottengono la promozione aritmetica in lega pro dominando il girone D della serie Dilettanti esattamente un anno e un mese dopo il fallimento decretato nel 2015.

È stata ampiamente utilizzata la retorica del girone dantesco riguardo alla discesa del Parma in serie D ma quella che vogliamo raccontare oggi è una storia diversa.

Ebbene se vogliamo parlare d’inferno allora possiamo solo riferirci all’anno passato, alla lenta agonia vissuta da tifosi, dai dipendenti e calciatori che, senza essere pagati nella ultima nefanda stagione della gestione Ghirardi, scivolavano verso il fallimento societario un risvolto dopo l’altro. Tutto questo è finito il giorno in cui le sale dell’asta fallimentare sono rimaste vuote.

Nessun Manenti di turno, nessuno sceicco o cordata di petrolieri russi che fosse si è presentata, insomma nessun esterno si è portato via il Parma Calcio in un momento in cui non ne era rimasto niente se non l’amore dei propri tifosi. Ed è da qui che il nuovo club è risorto, dalla passione per questo sport e dal senso di appartenenza di chi fa parte di questa comunità.

Il Parma Calcio 1913 è una società moderna, basata su azionariato popolare, vuol dire che sono i tifosi ad esserne i proprietari. La newco1 è la parte di società che detiene la maggioranza azionaria ed è composta dai “magnifici 7” (tutti imprenditori parmigiani: Barilla, Dallara, Del Rio, Ferrari, Gandolfi, Malmesi, Pizzarotti) e dalla newco2 dove ci sono i tifosi e almeno 17 piccole e medie imprese.

La proprietà non ha voce in capitolo sull’amministrazione calcistica… non si vedranno mai porcate alla Zamparini. Un’impostazione che sarebbe una valida medicina per molti club di serie A.

Quello del Parma Calcio 1913 è invece un progetto solido, con personalità d’esperienza come Nevio Scala alla presidenza, l’allenatore degli anni d’oro del Parma in Europa, e di presenze legate al campo come Luigi Apolloni, ex nazionale e giocatore del Parma confermato come allenatore anche per il prossimo anno.

Una società con un logo scelto e votato dai tifosi, una società che si è sempre impegnata per garantire un numero di biglietti in trasferta maggiore di quello normalmente consentito. corteo parmaUna società dove il vicepresidente Marco Ferrari in piazza il giorno della festa della promozione lancia il coro “ari ari ari oh” dei Boys con il megafono. Una società fatta dei giovani del settore giovanile e dall’attaccamento alla maglia dei veterani: Lucarelli un capitano, un solo capitano dalla serie A alla serie Dilettantistica.

 

 

Quindi quando si parla d’inferno calcistico in serie D appena terminato, secondo me è perché non si capisce veramente quale sia il punto. Il punto è proprio questo: la risalita, il cuore, la vittoria sofferta all’83’ contro il Delta Rovigo, questo è il paradiso del calcio.

Una media di affluenza di 10mila tifosi ogni partita, addirittura 15mila in casa al Tardini ieri 17 Aprile, più della media di tutte le squadre di serie B e più di Carpi, Frosinone ed Empoli in serie A.curva nord Unica squadra imbattuta d’Italia fino alla 4^ divisione, 25 vittorie e 10 pareggi, 73 goal fatti e appena 25 subiti. Non è proprio un inferno vivere certe cavalcate dai bassi fondi, anzi è il vero spirito dello sport. Una curva fatta di ragazzi e vecchietti, i capi ultrà degli anni d’oro nel ‘90. Questo è il calcio, penso che nessun tifoso parmigiano preferirebbe saltare direttamente in serie B senza poter giocare prima andata e ritorno del derby con la Reggiana in lega pro. Non è solo il prestigio di una categoria, la categoria in cui si gioca non c’entra niente, si può giocare anche contro l’Alto Vicentino e riempire una curva da serie A in trasferta.

Lucarelli in curva

Una città intera in piazza a cantare con i giocatori, un capitano in curva nord con il megafono, andatelo a dire ai parmigiani che sono all’inferno e devono passare per il purgatorio prima di tornare in A. Un’annata così signori miei è un bell’esempio di calcio, che al Parma spetti una permanenza in purgatorio lo vedremo solo quando lo stadio tornerà ad essere mezzo vuoto.

 

Serie D o no il Parma di quest’anno ha fatto sentire la propria gente parte di qualcosa. Meno burocrazia più passione, si spera che nel prossimo futuro i soldi non rovinino tutto.

 

Una è andata ora viene il bello.

 

 

 

 

Foto di Crusaders

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