Ce n’è per tutti?

Expo povertà - Aware

Grazie di cuore al padiglione della Svizzera

Il più brutto di tutta l'Expo
Ma l’etica? Non sembra essere ancora pervenuta, veramente non interessa più a nessuno?

Poco tempo fa mi è capitato di intervistare il professor Marco Lombardi su altri temi ma chiacchierando dopo l’intervista mi è sorta spontanea la domanda: lei cosa ne pensa di Expo?

“Certo tutto molto bello, bello per i visitatori e per gli architetti, sinceramente non credo che questa fiera d’installazioni possa affrontare in modo significativo il tema che ha proposto.”

Nutrire il pianeta, niente di più attuale… trovo solo un po’ troppo alto il rischio che i visitatori possano perdersi in mezzo a tutta questa spettacolarità degli allestimenti, scambiando l’estro degli architetti per il punto focale dell’esposizione. Non è certo una fiera del design, si dovrebbe parlare di “energia per la vita”, ma certo i 2 miliardi di euro spesi per Expo non servono a nutrire nessuno.

Dunque dove sta il suo valore a livello mondiale questa volta? Al di là del rilancio del “made in Italy” e dell’opportunità che costituisce per il nostro paese, quale è il suo ruolo globale? Vendere un’operazione di marketing per altro non è corretto logicamente, almeno quanto non lo è considerare Expo una pura operazione di marketing dato che, nonostante le più ottimistiche aspettative di introiti, mi pare chiaro che esistano metodi più efficaci e meno dispendiosi per fare marketing… Diciamocelo con 2 miliardi di spesa, o si tratta di pubblicità un po’ troppo cara o di una strategia di marketing molto presuntuosa se si crede di riuscire con questa a portare abbondanti miliardi di introiti a breve termine (sarebbe già qualcosa rientrare con le spese). Sul lungo termine si vedrà, non è assolutamente mia intenzione discutere su questo, diciamo solo che è la speranza di tutti.

Arrivati a questo punto, sempre che non abbiate smesso di leggere in precedenza considerandomi un ignorante, starete pensando che quello che conta è che se ne parli, che il tema sia sotto i riflettori e ci sia gente riunita da tutto il mondo che possa tornare casa con qualcosa che gli frulla in testa. Morivo dalla voglia di deludervi dicendo che a conti fatti per quello che si vede Expo 2015, con i suoi padiglioni di multinazionali e scenografie pirotecniche, ha ben poco da offrire su questo tema; ma a smentire tutti me compreso ci hanno pensato gli impensabili, quelli su cui nessuno avrebbe mai scommesso: gli svizzeri. Già la Svizzera direttamente con il padiglione più brutto di tutta Expo, che ringrazio di cuore. Non so se per l’eleganza, la sensibilità, mi piace pensare che sia semplicemente un pizzico di genialità… Si tratta di una struttura divisa su quattro torri per altrettanti generi alimentari: acqua, sale, mele e caffè, a cui si può attingere gratuitamente per tutta la durata dell’esposizione. La particolarità sta nel fatto che esse non verranno mai rifornite. In più di volta in volta che le scatole contenenti il cibo vengono prelevate, il pavimento del padiglione si abbassa in modo che i visitatori possano rendersi conto del livello di consumo da loro messo in atto. All’esterno vige la scritta “ce n’è per tutti?

Si può pensare che sia provocatorio, che tanto finirà tutto subito, magari che lasciare lì il cibo sia uno spreco perché sarebbe andato a male o magari invece sarebbe andato in beneficenza, magari addirittura che sia inutile chiederselo perché tanto lasciarlo a quello dopo o prenderlo subito non fa differenza, il punto è sempre che qualcuno lo prenderà… l’unica cosa che non puoi fare è non pensarci.

Quindi sì lo ammetto avevate ragione, Expo serve a fare riflettere la gente di tutto il mondo sulla convivenza globale, grazie a chi ha deciso di farlo in questi termini.

Tags

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *