Olimpia: l’orgoglio della Milano sportiva

olimpia milano

Finalmente la Milano sportiva può tornare a festeggiare.

Mentre milioni di italiani sono raccolti nelle piazze o davanti le proprie tv per assistere al debutto della nazionale azzurra a Euro 2016, al PalaBigi di Reggio Emilia va in scena gara 6 delle finali playoffs della Serie A di basket. L’Olimpia Milano si presenta forte della vittoria ottenuta al Forum due giorni prima e che ha permesso alle scarpette rosse di portare la serie sul 3-2 a proprio vantaggio. Reggio Emilia invece, con la voglia di mantenere fede al fattore campo, si presenta molto carica davanti al proprio pubblico per cercare di annullare il primo match point avversario e con la volontà di rimandare il verdetto finale a gara 7.

Coach Repesa si affida al consolidato quintetto base formato da capitan Gentile, Kalnietis, Sanders, Batista e l’ex Reggio Cinciarini. Coach Menetti risponde schierando i suoi migliori cinque ovvero De Nicolao, Polonara, Della Valle, Veremeenko e l’insostituibile Kaukenas.

La tensione in campo è molta. La voglia di non sbagliare porta le due squadre a rischiare poco e tutto ciò influisce negativamente sulla qualità della partita. Il primo tempo è uno di quelli duri ed equilibrati, dove nessuna delle due formazioni riesce a scavare un solco e a indirizzare l’inerzia del match dalla propria parte. Il +9 con cui la Grissin Bon giunge al riposo di metà gara non sembra infatti essere una montagna difficilmente scalabile da una EA7 che ha dimostrato nei primi due quarti di poter tenere il ritmo, soprattutto grazie alle giocate del proprio capitano Alessandro Gentile, che chiude con 10pt il proprio primo tempo.

Milano esce dagli spogliatoi motivata a colmare il gap e il parziale iniziale di 7-0 riporta i meneghini a meno due dagli avversari. A rimettere ulteriormente in partita Milano ci pensa Lavrinovic, che commettendo il quarto fallo personale costringe coach Max Menetti a stravolgere i propri piani tattici, mandando in confusione e affanno la Grissin Bon. Milano non riesce però ad approffittare del momento negativo di Reggio e concede a Needham un tripla che consente agli emiliani di rifiatare e riordinare le idee.

Finalmente la gara si accende. Da una parte salgono in cattedra Kaukenas e Polonara, dall’altra Simon e Sanders. Milano spinta dalla voglia di chiudere la serie sul 4-2 passa finalmente il vantaggio e approfittando della definitiva uscita di scena di Lavrinovic (5 falli) mette la freccia e con una sontuosa tripla di Sanders si porta sul +5. L’Olimpia cerca di volare come un’aquila verso la conquista del suo 27esimo tricolore ma il duo italiano Della Valle-Polonara riesce a tenere in partita Reggio. Il PalaBigi esplode quando l’EA7 perde una palla velenosa in difesa e per Reggio si presenta inaspettatamente l’occasione di pareggiare il match. Della Valle prima e Pietro Aradori poi si lasciano però tradire dall’emozione di poter riaprire la serie e sbagliano le triple che avrebbero potuto permettere alla squadra emiliana di scrivere un’altra storia. Sanders prende l’ultimo decisivo rimbalzo e cuce lo scudetto sulle maglie rosse dei compagni. 74-70 EA7 il risultato finale.

Milano torna a esultare a si libera in un urlo di gioia. Lo scudetto saluta Sassari e torna nella città lombarda. L’accoppiata Coppa Italia-Scudetto regala alla squadra di Repesa un’annata da incorniciare.

Sanders viene nominato nuovamente Mvp come già accaduto la scorsa annata quando indossava la maglia di Sassari.

Gentile visibilmente commosso ma soprattutto soddisfatto può alzare orgogliosamente per la seconda volta da capitano uno scudetto indossando la maglia più prestigiosa d’Italia. Le sue parole nel dopo gara sanno purtroppo di addio e lasciano un po’ di amaro in bocca a tutti quei tifosi che in questi ultimi cinque anni hanno potuto ammirare le gesta di un grande campione ma anche in quella di chi spesso lo ha ingiustamente criticato. Il campionato italiano sentirà sicuramente la mancanza di un giocatore tanto talentuoso quanto eclettico, ma ovviamente se dovesse arrivare una chiamata oltreoceano sarebbe ingiusto non permettere al ragazzo di giocarsi le proprie carte nella Nba.

Cinciarini torna a vincere uno scudetto proprio nel palazzetto di quella che fino lo scorso anno era la sua squadra, dimostrando a tutti di aver operato la scelta migliore firmando con le scarpette rosse a inizio stagione.

Nella notte magica in cui l’Italia di Conte, soffrendo ma regalando emozioni, batte 2-0 i baby prodigio del Belgio, l’Emporio Armani Milano, battendo una dignitosissima Reggio Emilia, aggiunge il 27esimo scudetto alla propria già ricca bacheca e regala ai propri tifosi una serata di festa.

Per una notte il cielo di Milano si tinge di Rosso, non di quel rosso sbiadito delle sirene cinesi del calcio, ma del rosso acceso dell’Olimpia, del rosso lucente della Milano del basket.

Grazie ragazzi.