Nibali, un’ultima settimana per la Rosa

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Il terzo giorno di riposo di questo Novantanovesimo Giro d’Italia chiude una settimana ricca di insidie e di sorprese: la prima Maglia Rosa costaricense, le crisi di Valverde e Nibali sul GPM del Passo Valparola, le difficoltà e la sfortuna di Nibali nella cronoscalata di domenica e la grande condizione fisica e mentale di Chaves e di Kruijswijk.

La seconda settimana ha delineato una classifica che, rimasta per molte tappe molto corta, è letteralmente esplosa, facendo segnare dei distacchi importanti, già sull’ordine dei due minuti dopo le prime salite.

Prime salite che hanno messo in serio dubbio le possibilità di Nibali di arrivare a Torino vestito di Rosa. Lo Squalo, infatti, pur essendo apparso molto brillante e attento dall’inizio di questo Giro sabato ha mostrato dei problemi di condizione. Sulla salita verso il Passo Valparola, il Siciliano, dopo ad aver messo la sua squadra a fare il ritmo e imposto una decisiva selezione, ha preso in mano la situazione, sferrando un attacco che ha lasciato sul posto il murciano Alejandro Valverde. Più reattivi sono stati il colombiano Chaves e l’olandese Kruijswijk che sono riusciti a prendere subito la ruota del capitano dell’Astana. È proprio in considerazione di quest’azione che ha sorpreso in negativo la crisi incontrata da Nibali poco dopo ad aver staccato Valverde. Vincenzo infatti non è riuscito a tenere il ritmo dell’olandese e del colombiano che in breve sono riusciti a staccarlo e a raggiungere, sul finire della tappa, Darwin Atapuma della BMC che si trovava in testa, guadagnando così anche dei preziosi secondi di abbuono.

Le difficoltà di Nibali sono apparse ancora più evidenti nella cronoscalata dell’Alpe di Siusi di domenica che, sulla carta, avrebbe dovuto essere la tappa più adatta alle sue caratteristiche. Già dai primi chilometri di salita però era in svantaggio nel confronto diacronico con la Maglia Rosa Kruijswijk che saliva con una frequenza di pedalata superiore rispetto a Nibali. Lo Squalo al rilevamento cronometrico di metà percorso stava già perdendo più di un minuto dall’olandese e dagli altri rivali diretti, Valverde e Chaves.

Sono bastati i primi nove chilometri della cronoscalata per evidenziare come Nibali non fosse riuscito a recuperare dalle fatiche del giorno prima, a differenza di Valverde, che, pur avendo attraversato un momento di crisi più profonda, è riuscito a portare a termine la crono in un tempo decisamente più basso rispetto a quello del campione italiano. A peggiorare la situazione, già critica, si è messa anche la sorte, un salto di catena e la necessità di cambiare bici appena prima degli ultimi 2000 metri hanno definitivamente compromesso la sua prova a tempo.

Non tutto è perduto però, nonostante ora la vittoria finale sia adesso per Nibali in vertiginosa salita lo Squalo ha le capacità tecniche e l’esperienza giuste per rimontare in questa ultima settimana. Nibali ha potuto contare anche su questo giorno di riposo che, nella situazione in cui si è trovato, è manna dal cielo.

Se infatti per Kruijswijk il riposo potrebbe essere un’insidia visto il suo crescendo di condizione, per Nibali potrebbe essere un’occasione per lasciarsi definitivamente alle spalle le delusioni con cui si è conclusa la seconda settimana di Giro d’Italia e buttarsi a piè pari nell’ultima settimana, quella più dura.

È difficile attendersi però qualche colpo di scena già dalle prime tappe di questa ultima settimana. Lo scontro diretto tra i big avverrà con tutta probabilità sulle grandi montagne che il Giro scalerà tra venerdì e sabato, quando scollinerà anche in Francia. Saranno infatti due tappe di altissima montagna, con picchi di pendenze al 15 per cento, che porteranno i corridori fino ai 2700 metri s.l.m. del Colle del Agnello.

 

 

 

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