The NBA is back

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Ottobre solitamente è un mese che porta un po’ di tristezza. Inizia a far freddo sul serio, le giornate si accorciano e chi è studente ha già ripreso a pieno ritmo le lezioni. Tuttavia c’è un piccolo particolare che riesce a rendermi più sopportabile questo periodo: l’inizio della stagione del campionato cestistico più bello del mondo, l’NBA.

Quest’anno la griglia di partenza si presenta con le solite note pronte a darsi battaglia per arrivare al titolo (Golden State, Cleveland, Clippers, San Antonio) ma anche con alcune squadre che sono in cerca di una rivalsa rispetto ad una stagione passata un po’ nell’ombra (Oklahoma e New York su tutte).
Visto che siamo solo all’inizio della stagione e di duelli importanti non ne abbiamo ancora visti, ho deciso di mettere in questo pezzo quelle che per me sono state le 5 cose più belle ed emozionanti viste sui parquet statunitensi durante la prima settimana

1) Il video di presentazione degli Atlanta Hawks
Che gli americani fossero i migliori a creare spot pubblicitari sul basket ne eravamo consapevoli. Che fossero in grado di regalare un hype esagerato ai tifosi anche. Credo però che in questo caso siano riusciti a superarsi, infatti la presentazione fatta dagli Atlanta Hawks prima della gara in casa contro i Detroit Pistons (27/10/15) è stato davvero qualcosa di magnifico. Oltre all’effetto procurato di “scaldare” il pubblico della Philips Arena sono riusciti a fare uno show nel pre-partita che da solo valeva il prezzo del biglietto. Well done Atlanta.

2) Il ritorno in campo di Chris Bosh
L’avevamo salutato (purtroppo) a febbraio per un grave problema di salute: coaguli di sangue nei polmoni. Il sette volte all-star gamer di Miami aveva fatto spaventare tutto il mondo NBA con questa notizia, tuttavia dopo una lunga riabilitazione, circa 3 mesi di campionato e tutta l’estate, è tornato a calcare i campi di gioco. La sua mancanza tra gli Heat si era fatta sentire molto nel finale della scorsa stagione e nella post season visto l’importanza che ricopriva nel gioco di coach Spoelstra. Ora però sta bene ed è pronto a guidare i suoi compagni insieme all’amico e compagno, Dwyane Wade. Con questi due in salute ed un roster di tutto rispetto Miami potrà dire la sua ad est.

3) La stoppata di Paul Gasol
Esordio stagionale, Gara di apertura. Si trovano a fronteggiarsi allo United Center di Chicago gli sconfitti delle ultime Finals, i Cleveland Cavaliers di LeBron James e Kevin Love, ed i Bulls padroni di casa, a roster completo e con un Paul Gasol fresco campione europeo con la sua nazionale. La partita come prevedibile è molto bella oltre che combattuta, si arriva all’ultimo minuto punto a punto. Chicago riesce a passare avanti grazie alle giocate di Butler prima e di Rose poi, tuttavia Cleveland ha la possibilità di pareggiare con l’ultima azione. Ovviamente l’uomo che si incarica di questa responsabilità è James. Il n6 sceglie di cercare 2 punti facili con un penetrazione e così battendo la difesa di Butler va per chiudere e prendersi la parità. È proprio qui, nell’ultima azione della gara, che avviene la giocata più bella: Gasol va in aiuto a canestro e riesce a stoppare LeBron. La conclusione? Palla ai Bulls, vittoria e palazzetto in delirio.

4) I 93 punti di Stephen Curry
Non fatevi ingannare dalla cifra che ho scritto qui sopra perché Steph ha sì segnato 93 punti ma li ha suddivisi in due partite, non proprio una cosa banale. Le prime due uscite stagionali di Curry&co hanno rappresentato perfettamente la potenza ed il talento che questa squadra, guidata da un fenomeno, può mettere in campo. Le due carneficine messe in atto da Steph sono state ai danni di Pelicans e Rockets, parsi quasi impotenti contro di lui.
Così dopo aver largamente vinto sia l’Mvp della scorsa stagione sia l’Mvp delle finali contro Cleveland il play di Golden State sembra aver deciso anche quest’anno di prendersi tutti i riflettori, regalando giocate da highlights e numeri da paura. Noi come pubblico ringraziamo per lo show che questo ragazzo sta mettendo su, gli avversari magari un po’ meno.
P.s: Dato che segnare 40 punti a partita sembra esagerato Curry ha deciso di scendere a 30 di media e di rilassarsi un po’.

5) Il finale di partita tra Oklahoma ed Orlando
Gli ultimi quindici secondi del quarto quarto disputatosi tra gli Oklahoma City Thunders e gli Orlando Magic più che sembrare ad una partita di basket assomigliavano tanto al finale di un thriller: svolte, colpi di scena e l’ansia di non sapere come finirà. Con la sua squadra sotto di 3 punti e quindici secondi da giocare, Durant si prende un tiro dall’arco e riesce ad impattare il pareggio . Orlando ha a disposizione un’altra azione per portare a casa la vittoria e si affida ad Oladipo che con un magnifico step-back centra in pieno l’obbiettivo. Potrebbe benissimo chiudersi qui ed essere ricordata solo come una delle tante gare chiuse punto a punto, se non fosse per un personaggio in particolare: Russel Westbrook.
Il playmaker più pazzo della lega decide infatti che non è finita e con uno dei suoi tiri, scoordinato e da centro campo, segna il canestro per i tempi supplementari. Se dovessi scegliere un spot per l’NBA senza dubbio sarebbe questo.

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