MotoGP Austin 2015: paella texana per tutti

Circuit of the Americas, Austin. Primo Gran Premio a stelle e strisce della stagione, da guardare con camperos ai piedi e shottini di adrenalina in corpo.

Nel mirino? Marc Márquez, deluso dal quinto posto del Qatar, famelico di riscatto e ostinato a saltare sul gradino più alto del podio per riportare a splendere la bandiera spagnola, sconfitta amaramente dal tricolore dopo anni di dominio indiscusso. Agisce in silenzio, da perfetto serial killer, senza avvertire la mancanza del team mate Dani Pedrosa – costretto a una brusca ritirata a causa di una sindrome compartimentale -.

Sferza il primo colpo rubando la pole position ai suoi avversari nel suo classico modo rocambolesco: abbandona la moto in folle a 2 minuti e 23 secondi dalla fine, intraprende la corsa del secolo verso i box portandosi addosso una tuta più pesante della sua persona – una credibilissima controfigura di un alieno in preda ad un attacco di dissenteria -, raggiunge i box e salta in sella alla moto di riserva speronandola come il più abile dei cowboys.

Risultato finale? La pole è sua (raggiunta con la corsa ai box, mica in pista) e i pronostici sulla sua possibile vittoria ritornano alle stelle.

La moto fuori uso di Márquez è però solo uno dei tanti colpi di sfortuna che si sono abbattuti sul weekend di gara texano, perseguitato dal maltempo. I piloti della classe regina hanno iniziato le prove libere del venerdì con un’ora di ritardo per uno slittamento della Moto3 causato da innegabile disorganizzazione dei commissari.

Il vero protagonista del Gran Premio, però, è stato un labrador che ha fatto la sua comparsa in pista quasi battendo il record di velocità raggiunto nel circuito. Una mascotte in pelo ed ossa in perfetto stile americano, che ha sostituito gli orribili pupazzi zampettanti sui campi sportivi statunitensi.

La stessa gara della domenica è stata rimandata di 37 minuti a causa di una pozza d’acqua formatasi sotto un ponte, minuti che hanno trasformato gli addetti alla sicurezza, intenti a spazzare l’asfalto il più velocemente possibile, in impeccabili professionisti del curling.

Nonostante le follie dei giorni addietro, la sfida finale in pista si è rivelata sciapa e priva di bagarre da capogiro, con lo stallone catalano in solitaria e una mandria di bufali accaniti al suo seguito. Andrea Dovizioso, la vera rivelazione dell’anno, ha chiuso secondo accarezzando la sua Ducati con fare complice; dietro di lui, il capo tribù Valentino Rossi e un appestato Jorge Lorenzo, che ha sconfitto l’influenza guadagnandosi un meritato quarto posto.

Da dove sia uscito il labrador temerario delle prove libere, resta ancora un mistero. La cosa certa è che, in quanto a organizzazione, questa volta la figura degli italiani l’hanno fatta i “primi della classe”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *