Migranti, la morte può attendere

ANSA/ F. LANNINO - S. GABRIELE
ANSA/ F. LANNINO - S. GABRIELE

Francesco Malavolta è un fotogiornalista che da vent’anni a questa parte ha deciso di raccontare storie, nemmeno lontane da noi, con la forza delle immagini che parlano da sé e la fiducia di chi le recepisce. E’ un incontro, di sguardi: gli occhi di uomini del mare e delle terre lontane parlano nella loro immediatezza agli occhi di uomini del mondo della speranza.

“Era lì. Un ultimo sguardo verso la sua terra. Era lì, a guardare un orizzonte che, forse, non avrebbe rivisto più…era lì, solo. Un’ultima volta…prima di girarsi per sempre.”

Il fotografo segue i flussi migratori che dal Nord Africa e dal Medio Oriente arrivano in Europa, cercando di farne cogliere il volto umano, l’anima stessa. Gente straniera che dopo aver perduto forse tutto, affida a un gommone il miracolo della vita, perché la morte può attendere.

Malavolta, in “POPOLI IN MOVIMENTO ALLE PORTE D’EUROPA”, allo SpazioBad (via San Marco 46, Milano) fino all’8 dicembre, vuole condurre lo spettatore a considerare la fierezza e la dignità di uomini, donne e bambini, lungi da stereotipate considerazioni: invasori, assassini, ladri, usurpatori. Proprio facendo di tutta l’erba un fascio si rischia di dimenticare il lato umano e il dramma di questi uomini che bussano alle porte d’Europa.

Il totale dell’emergenza europea è di 770.838 migranti, arrivati dal primo gennaio ad oggi. Tutti ricorderanno la strage del 18 aprile scorso, con 800 migranti annegati nel Canale di Sicilia, dopo la quale si iniziò a parlare di Europa solidale e, dopo un ingiusto tira e molla, si concordò che in due anni, 160 mila migranti sarebbero stati accolti nei diversi Stati europei. La Stampa, in un articolo, ha parlato del flop del piano europeo. La Svezia non può più accogliere migranti, ne ha almeno centomila in più e ha chiesto alla Unione Europea di attivare la “relocation”, e così è andata anche in Italia e in Grecia. Solidarietà insomma sostituita dall’incapacità dei governi europei nel trovare politiche efficaci. Sensibilizzare l’opinione pubblica però non è impossibile, e questa è la scelta del fotogiornalista.

“Così dovunque tu sia, in qualunque circostanza tu sia, devi vivere come se mai tu dovessi morire.”

 

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