A metà fra due mondi, c’è una festa

Ph: Niluka Laura Telli, photographer & visual designer

Mille persone vanno e vengono in questa stazione, fuori dal mio treno in sosta. E’ un’ordinaria domenica di Primavera. Ordinaria per me, la mia città e la mia nazione, l’Italia. Eppure, dietro l’ordinarietà collettiva apparente, può celarsi la straordinarietà di una festa che si nasconde; penso questo mentre il vestitino azzurro tradizionale di una bambina asiatica compare e scompare fra la folla. Vado ad una festa che ha dello straordinario. Una festa che viene da molto lontano, nello spazio e nel tempo.

Ph Niluka Laura Telli, photographer & visual designer

Il gruppo Dasamini Pahan si prepara per la festa (Ph: Niluka Laura Telli).

Mentre io viaggio, a Monza un gruppo di ragazzi nati o cresciuti in Italia da genitori Srilankesi è molto indaffarato. E’ il gruppo Dasamini Pahan e sta preparando tutto per la festa Avurudu, festa del capodanno Srilankese che tutti gli anni viene riprodotto in Italia in forma ridotta parallelamente ai festeggiamenti nazionali nello Srilanka.

Sento il loro urlo appena arrivata. Nessuno parla la mia lingua, ma riconosco l’entusiasmo di chi – qualunque lingua parli- riunito in cerchio dà l’in bocca al lupo a tutta la sua squadra unendo le mani. Nessun italiano intorno a me, ma non è tempo per l’imbarazzo: lo lascio dietro a quel cancello decorato con un sole di cartapesta e caratteri per me indecifrabili. “C’è scritto Buon anno”. Ecco Kasunie, che mi ha invitata qui. Mi dà il benvenuto con un sorriso.

fuochi srilankaPer la festa Avurudu lo Srilanka è paralizzato dai festeggiamenti una settimana intera. Il capodanno trae le sue origini nell’irrazionalità dell’astrologia, che nel paese ha una tradizione consolidata, e nasce come festa di primavera e di inizio del raccolto. Gli astrologi determinano l’ora esatta in cui il sole passa dalla casa dell’Ariete a quella dei Pesci, dando così inizio al nuovo anno; l’astrologia determina anche il resto, come le ore propizie per svolgere le normali attività quotidiane, e indica di indossare abiti leggeri e colorati, per dare il miglior benvenuto al nuovo anno. E’ un’occasione per ritrovare i parenti e amici nei festeggiamenti che coinvolgono tutte le etnie e tradizioni dell’isola: Srilankese, Hindu, Mussulmana, Buddista e Cattolica. Si mangiano cibi tradizionali e si gioca all’aperto con giochi come il tiro alla fune, il gioco della sedia, corse di elefanti, miss Capodanno.

Lo Srilanka, la "lacrima dell'India"

Lo Srilanka, la “lacrima dell’India”.

Mi guardo intorno. Una canzone suona , serena e allegra mi fa pensare al sole, alla giungla, all’acqua verde dell’oceano e agli elefanti. Adoro la poeticità dei nomi Srilankesi: Kasunie, oro. Niluka, pietra preziosa. Ma ecco che inizia la festa. Srilankesi di ogni età, dal più piccolo al più grande , salgono sul palcoscenico e accendono le candeline, simbolo di prosperità, su una sorta di candelabro , il Pahana, e tutti stanno a guardare con aria solenne. Per fortuna ci sono i genitori di Kasunie a spiegarmi tutto e a tradurre per me ogni discorso che viene fatto. Per l’occasione, il papà di Kasunie indossa una camicia ricamata con il Batik, tecnica che risale al diciassettesimo secolo; mi fa guardare intorno: anche altre due signore indossano tessuti simili. Mi spiega che Batik significa “ciò che si disegna” e infatti i ricami sono completamente fatti a mano, con la tecnica di tintura a riserva, facendo colare la cera sulle parti che non si intendono colorare. Il tessuto batik è presente con forte valore simbolico nei momenti salienti della vita.

Ecco il banchetto : Assaggio il Kiribath, un dolce di riso e latte di cocco; il suo

Kiribath

Il banchetto di capodanno -Kiribath

sapore dolce ed esotico porta i miei sensi nello Srilanka. E poi, cominciano i giochi. La corsa, la staffetta, l’elezione di Miss Capodanno, e ancora le danze tradizionali. Mi accorgo solo ora di quanti bambini siano arrivati; tutti si stanno divertendo. Mi stupisco di come oltre quel cancello sembra essersi creato un piccolo mondo a sé, un limbo nel quale ogni cosa che appartiene al mio quotidiano è sparita, e i volti dei giovani srilankesi mi danno il benvenuto nel loro piccolo paradiso.

 

Fotografia di Niluka Laura Telli - tutti i diritti riservati

I giochi della festa. (Ph: Niluka Laura Telli).

Guardo quei colori, quei bambini , ragazzi e adulti che si divertono. I giovani srilankesi di seconda generazione sanno l’italiano e il singalese . Sono Cristiani Buddisti o Mussulmani. Si sentono a metà fra due mondi, quello italiano, in cui stanno crescendo e che vedono a scuola, al parco, all’università; e quello srilankese, che sentono nelle proprie vene e nella propria memoria, negli insegnamenti dei genitori, nella propria casa.

Ho chiesto a Kasunie che cosa ci vede di bello in questa festa. Mi ha risposto che a volte non è semplice per lei e per gli altri ragazzi srilankesi vivere in armonia con il contrasto culturale nel quale stanno crescendo. Da questo contrasto però, stavolta è nato qualcosa di bello. Lì a Monza quel giorno c’è lo Srilanka e c’è l’Italia, ci sono le sue radici e le sue foglie. C’è la forza di ragazzi giovani che hanno voluto impegnarsi per tirar fuori le loro tradizioni ed esplodere, con tutto il colore di cui fossero capaci, e mostrarlo al posto che li sta facendo crescere colorandolo anche un pò. A metà fra due mondi è nata una festa, e festeggio anche io.

 

 

 

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