Madonie, voci della natività

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In una terra di cultura, scandita dal tempo delle tradizioni buone, vivere il Natale significa accostarsi al significato originario della natività e declinarlo con momenti ed immagini antiche quanto familiari. Nel cuore della Sicilia, i presepi delle Madonie  – luogo caro per chi ci è cresciuto e le vive, catartico per chi sente l’esigenza di recarvisi o tornarci –  diventano voci della natività, offrendo dei tour, ai visitatori vicini e lontani, in cui poter ammirare la manualità in occasione della ricorrenza della natività.

Originale e sentita la trovata dei ragazzi di Bompietro (Pa) che hanno scelto di rappresentare la natività nella propria terra, allestendo il presepe che ritrae l’isola circondata da una distesa d’acqua salata, collocandone la parte più importante (la scena della natività) alle pendici del vulcano Etna, perennemente attivo. Ad Alimena (Pa) il parroco Don Giuseppe Cigno, insieme a Rosario Genduso e ad altri collaboratori, ha realizzato il presepe diviso in due parti (l’una ritrae il paese stesso, l’altra il presepe tradizionale), incentrandolo sulla Misericordia, tema più che mai attuale visto il riferimento all’Anno Santo. Queste sono solo due delle molteplici voci madonite, tra le quali anche Locati, Blufi, Petralia Sottana e Soprana e Madonnuzza. (Pagina Facebook: I presepi sulle Madonie).

A Gangi (Pa), borgo più bello d’Italia 2014, dal 26 al 29 dicembre, si è tenuta la settima edizione del presepe vivente, da Nazareth a Betlemme. I vicoli stretti, le scalinate, le case unite tra loro, insieme alla bravura dei protagonisti (del posto), diventano il palcoscenico suggestivo e puntualmente atteso per quanti (tra l’altro sempre più numerosi) si lasciano attrarre dal mistero e dalla bellezza della natività, in una cornice dal fascino estraniante, che ospita un altro tempo, quello della Palestina di allora.

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(http://www.presepeviventegangi.it/home.html)

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