Liverpool-Borussia: una partita da raccontare ai nipoti

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È successo ancora! Il Liverpool lo ha fatto di nuovo! Nel ritorno dei quarti di finale di Europa League la squadra inglese ha regalato ai propri tifosi una rimonta memorabile, una di quelle imprese che è destinata a entrare nella storia del calcio e a rimanerci per decenni. Davanti ad un Anfield Road gremito i Reds sono riusciti a imporsi per 4-3 sul Borussia Dortmund in una sfida al cardio palma. In campo si sono viste due squadre pronte a tutto pur di approdare in semifinale, si sono viste due squadre dalla buona tecnica ma soprattutto dal cuore immenso.

La partenza è stata di quelle shock. Calcio di inizio, passano cinque minuti e il BVB passa in vantaggio con la rete di Mkhitaryan. Al 9’ è il fuoriclasse Aubameyang a segnare e a portare i gialloneri sul 2-0. Dieci minuti perfetti per il Borussia sembrano mettere già la parola fine sul match. I tifosi del Liverpool però non la pensano così. Non smettono neppure per un secondo di cantare e sostenere i propri giocatori. Sanno che la partita è ancora lunga e vogliono una reazione d’orgoglio. La reazione arriva ad avvio di ripresa quando Origi insacca di punta il gol del 2-1 che accorcia le distanze. Quando Marco Reus scrive 3-1 sul tabellino a 25’ dalla fine, succede quello che non ti aspetti. Anziché chinare la testa e dichiarare la resa, il Liverpool si accende e inizia a colpire il muro tedesco fino a spezzarlo, guidato da un eccellente Coutinho, rimpianto degli interisti che troppo facilmente lo hanno lasciato partire rei di non aver capito il suo talento. Il brasiliano prima segna da fuori area e poi sfodera l’assist per Sakho che vale il pareggio. L’arbitro concede 4’ di recupero e al 91’ i Reds riescono a conquistare un calcio d’angolo che vale oro. Tutti sanno che è l’ultima occasione. Ai tifosi tedeschi iniziano a tremare le gambe mentre quelli inglesi sono impegnati a trattenere il fiato. Milner batte dalla bandierina e al limite dell’aria piccola un angelo vestito di rosso di nome Lovren si stacca dalla marcatura, si erge in cielo e con una inzuccata da manuale mette la palla in fondo alla rete. Quello che accade dopo è indescrivibile. La Kop è in delirio! Tutti sanno di aver assistito a una rimonta storica, a un’impresa magica che mostra al mondo l’imprevedibilità del calcio.

L’assoluto protagonista di serata è stato ovviamente il grande ex della partita, il tecnico del Liverpool Jurgen Klopp, uomo dalla grinta infinita capace di far emergere nei propri ragazzi un senso d’orgoglio e una forza mentale che nemmeno loro sapevano di possedere. “All’intervallo Klopp ci ha detto di giocare una partita che avremmo potuto raccontare ai nostri figli e ai nostri nipoti”. Questa dichiarazione che l’attaccante belga Origi ha rilasciato alla stampa riassume perfettamente il mantra che accomuna Klopp e il Liverpool, ovvero quello di non mollare mai e di essere sempre pronti a cogliere ogni occasione possibile per scrivere la storia.

Klopp è stato un condottiero perfetto. Ha incitato i propri soldati dal primo all’ultimo minuto. Ha ricordato loro lo storico ribaltone che questo club è stato in grado di mettere in scena a Istanbul nella finale di Champions League 2005 contro il Milan. Ha gioito come un bambino ad ogni gol dei Reds e non ha mai smesso di infondere positività nella squadra. Ha festeggiato una vittoria memorabile ma in cuor suo ha anche pianto per aver infranto i sogni del suo ex BVB e per aver dato una lezione troppo severa a un club che ha sempre amato (ancora possiede un abbonamento per le partite casalinghe del BVB) e con cui per anni ha scritto pagine importanti in Germania e in Europa.

Klopp, come fatto da Simeone con il suo Atletico, ha dimostrato che il vero compito di un tecnico non è solamente quello di far crescere tatticamente il proprio team ma anche quello di migliorare l’aspetto caratteriale dei giocatori, di lavorare sulla loro personalità e voglia di vincere, per portarli a credere sempre anche nell’impossibile.

Liverpool-Borussia 4-3 sarà ricordata come una delle rimonte più belle di sempre. Sarà ricordata come la partita in cui la testa ha avuto la meglio sui piedi. Klopp e i suoi ragazzi sono riusciti a dimostrare che la tecnica e le gambe possono portare a vincere una partita ma che per entrare nella leggenda l’ingrediente indispensabile è la forza mentale di un gruppo compatto, capace di buttare il cuore oltre l’ostacolo e di regalare una notte magica ai proprio tifosi, una di quelle notti difficile da dimenticare.

Se il Liverpool è riuscito a fare quello che ha fatto lo deve anche ai propri supporters che per tutti e 94 i minuti non hanno mai smesso di incitare la propria squadra e di intonare il leggendario inno You’ll Never Walk Alone.

Ciò che si è visto ad Anfield Road è una delle migliori cartoline calcistiche degli ultimi anni. Liverpool e BVB sono riusciti a dimostrare che anche l’Europa League, competizione spesso bistrattata da diverse squadre, può regalare emozioni da capogiro.

Non rimane che inchinarci e applaudire.

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