La Perla di Sultan

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Scrivere per scoprire i misteri e le meraviglie di un paese lontano e affascinante.

Sabato 7 novembre il Museo dei Bambini di Milano – MUBA ospita ‘La Perla di Sultan’, il laboratorio gratuito di calligrafia araba per bambini dai 5 anni.

I piccoli partecipanti insieme ai loro accompagnatori saranno coinvolti nella lettura di racconti che faranno viaggiare la loro immaginazione verso territori magici e sconosciuti, fino ad improvvisarsi calligrafi arabi provetti.

I bambini potranno mettere alla prova le loro abilità di scrittura, muovendosi da destra verso sinistra e seguendo, quindi, la tradizione del “buon musulmano” il quale inizia ogni azione con la destra.

Sviluppatasi nel secondo secolo dell’era islamica, la calligrafia è per i musulmani l’espressione visibile dell’arte più alta di tutte. L’arte del mondo spirituale, considerata il collegamento fra la religione dell’Islam e le lingue dei paesi islamici che si basano sull’arabo, la calligrafia richiede all’amanuense di comporre sotto una diretta ispirazione divina.

 

Il laboratorio è organizzato dall’Ente del Turismo e della Cultura di Abu Dhabi.

LA PERLA DI SULTAN

Sabato 7 novembre 2015

Orari: dalle ore 15:45 alle ore 17:30

MUBA – Museo dei Bambini di Milano

Via Besana 12, MILANO

Ingresso gratuito. Prenotazione obbligatoria al numero 02 43980402

www.muba.it

RotondaDellaBesana

MUBA – Museo dei Bambini di Milano è un centro permanente di progetti culturali e artistici dedicati all’infanzia.

Ospitato all’interno dell’antica San Michele, ex chiesa costruita nel 1696, il Museo è abbracciato dai portici del complesso tardobarocco della Rotonda della Besana.

La Rotonda nasce nel 1695 come “Foppone”, il cimitero per i morti della Cà Granda (Ospedale Maggiore oggi Università Statale) in un’area che costeggia viale Regina Margherita nella cerchia dei Bastioni Spagnoli, tra le porte Romana e Vittoria.

Un numero ancora imprecisato di cripte molto profonde sono dislocate sotto la pavimentazione del portico che circonda la chiesa; si tratta dei loculi nei quali furono radunate e poi murate centocinquantamila salme. Solo nel XIX secolo l’area viene bonificata per lasciar spazio al giardino pubblico.

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