La battaglia per l’est

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Ci siamo quasi. La fine è vicina.

No, non vi sto annunciando l’apocalisse ma “solo” l’arrivo delle finali NBA.
Tra poco più di una settimana due squadre strapperanno il biglietto per potersi contendere il Larry O’Brien Trophy ed aggiudicarsi uno splendente anello.

Prima di arrivare a questo punto però rimane un ostacolo da oltrepassare, un’ ultima avversaria che che gli farà sudare fino all’ultimo questa occasione: stiamo parlando delle finali di conference.
Ad ovest è battaglia tra i campioni in carica di Golden State ed i ritrovati Oklahoma City Thunder mentre ad est si affrontano i Cleveland Cavaliers ed i Toronto Raptors. Entrambe le serie hanno tutte le carte in regola per regalare spettacolo.

Come già detto ad est ci sarà la sfida tra #Allin16 e #WeTheNorth (gli slogan), con entrambe le squadre che hanno rispettato pronostici e posizioni in classifica.
Per i canadesi questa serie sarà una vera e propria impresa, sino ad ora sono riusciti a passare il primo turno e le semifinali ma hanno anche pagato un caro prezzo; le due serie sono infatti finte a gara 7 e ciò ha comportato un notevole dispendio energetico.
Nell’Ohio la storia è diversa. James & co. hanno vinto 4-0 sia contro i Pistons che contro gli Hawks ed hanno avuto una settimana in più di riposo rispetto ad i propri avversari. Questo potrebbe non rivelarsi così vantaggioso come sembra, restare fermi a lungo rischia di togliere ritmo ad un meccanismo ben oliato. Meglio non arrugginisi durante la postseason. Nel mentre “The King” non ha ancora iniziato a fare sul serio, si è “trattenuto” affidando più palloni ai suoi compagni che rispetto allo scorso anno sono fisicamente integri, fattore di importanza capitale per questa squadra.

Un altro punto a sfavore dei Raptors è l’inesperienza del roster. All’interno della squadra non ci sono giocatori che abbiano già disputato una finale di conference (a parte Carroll con Atalanta l’anno scorso, Cory Joseph e Luis Scola) o che abbiano mai avuto una tale pressione addosso. Gli effetti di quest’ultima si sono già visti sulle principali stelle della squadra: Kyle Lowry e DeMar Derozan. I due da aprile in poi hanno risentito dell’effetto playoff in termini di percentuale dal tiro e di efficienza,  infatti la loro percentuale al tiro è scesa dal 43% al 33.1% – la peggiore per due titolari negli ultimi 20 anni-. In loro difesa c’è da dire che nelle gare decisive sono anche riusciti a trascinare i compagni con prestazioni convincenti, come gara 7 contro i Pacers e sempre gara 7 contro gli Heat.

Proprio contro i Miami Heat i ragazzi di coach Casey hanno sfruttato la fisicità sotto canestro, si sono ritrovati una Miami martoriata nel reparto lunghi (fuori Bosh e Witheside) e lì hanno colpito, affondandola. Contro Cleveland però non avranno questa possibilità. Il quintetto titolare di Tyronn Lue infatti prevede Irving, Smith, James, Love e Thompson; nessun centro naturale quindi ma una serie di giocatori che possono andare a dar fastidio ai lunghi avversari.

Per ribaltare le carte in tavola Toronto dovrà annullare il fattore campo (in vantaggio dei Cavaliers) durante le prime partite che saranno fondamentali. La possibilità c’è, in stagione regolare i Raptors sono in vantaggio 2-1 ed infatti i Cavaliers sembrano soffrire il gioco veloce dei canadesi. Inoltre Cleveland ha si giocatori in grado di elevarsi difensivamente in momenti chiave come James e Thompson ma ha anche elementi come Love, Smith ed Irving che spesso e volentieri hanno dimostrato di non reggere la concentrazione per un’intera partita, lasciando agli avversari lo spazio per fare male.

Proprio gli accoppiamenti difensivi/scontri diretti saranno interessanti: vedere la sfida tra i due play Irving e Lowry, data la poca attitudine difensiva dell’ex Duke, e DeRozan che dovrà vedersela a turno con Shumpert e JR Smith. Carroll l’anno scorso ha marcato LeBron James nelle finali di conference, presumibilmente anche qui avrà lo stesso compito. Quello che potrà fare davvero male ai Raptors è la difesa dall’arco, quando Clevland imbrocca la serata al tiro non ce n’è per nessuno. Infine sotto le plance Love ma soprattutto Thompson sfrutteranno il fisico per contrastare il gigante nigeriano, Bismack Biyombo. Il tutto con l’incognita di Jonas Valanciunas, riuscirà a rientrare in tempo dall’infortunio all’anca?

Da una parte le speranze di un popolo che nel basket non ha mai avuto la possibilità concreta di vincere, dall’altra, invece, il sogno di chi alla vittoria ci è arrivato davvero vicino ma ha sempre perso sul più bello. L’appuntamento è per martedì notte alla Quicken Loans Arena di Cleveland, gara 1 vi sta aspettando.

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