L’8 marzo regalate il fiore del rispetto.

aware- festa delle donne, marilyn

” Sorella, tu non dormi, no, non dormi:
forse il tuo cuore sente crescere la rosa
di ieri, l’ultima rosa di ieri, la nuova rosa.
Riposa dolcemente, sorella “
   [Pablo Neruda, “Tina Modotti è morta”]

Regalami un fiore. Oggi è il mio giorno. Ma che ne è di me tutti gli altri?
Regalami un fiore. L’ho aspettato tutto l’anno, con tanta pazienza. E’ il mio momento di gloria (una gloria mozzata).

Portami una rosa se per te sono passione, portami un’orchidea se sono per te eleganza, portami un tulipano se sono per te amore vero.
Portami una mimosa, ma non farlo a prescindere. La mimosa è luminosa,  forte e orgogliosa.
Non mentirmi se per te valgo  di meno.

L’8 marzo 1908 , 129 donne rimasero uccise in un incendio, mentre protestavano per le condizioni di lavoro catastrofiche a cui dovevano sopravvivere tutti i giorni. E non riuscirono a rimaner vive.
Ogni donna ha il suo fiore. Ma la mimosa rappresenta quelle 129 che sono morte, perchè pioniera.


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Suffragette Parade, New York, 1912

circa 1911:  British suffragette Emmeline Pankhurst (1858 - 1928), being jeered by a crowd in New York.  (Photo by Topical Press Agency/Getty Images) black & white;format landscape;vehicle;carriage;Roles & Occupations;Rallies & Public Speaking;British;English;North America;TOP 7726 1/1;P/PANKHURST/EMMELINE/1857-1928/BRITISH SUFFRAGETTE

Emmeline Pankhurst, Suffragetta britannica, 1911


Non è conformismo voler ricevere una mimosa. E’ conformismo riceverla da chi non ci rispetta.
Che senso ha che ci festeggi chi ci subordina tutto l’anno o chi ci priva delle nostre libertà?
Che senso ha che ci festeggino coloro che si sentono colpiti nella virilità quando sente la parola “uguaglianza”?
Questa pseudo-vittoria lascerebbe l’amaro in bocca.
Non è conformismo ricevere attenzioni l’8 marzo. E’ un’ingiustizia lasciarsi degradare proprio nel giorno di festa.
Non sprechiamo il giorno per conformarci alla pratiche maschili che più ci umiliano e che più detestiamo gli altri 364 giorni.

La generalizzazione che viene fatta sta nel pensare che la festa della donna sia da abolire, in quanto é solo ” un pretesto per tante donne di fare le poco di buono un giorno l’anno” o per alcune l’unico giorno per sentirsi valorizzate.
E’ come dire che siccome a Natale bisogna essere tutti più buoni, ma sopravvivono gli stronzi anche il 25 dicembre, allora dobbiamo abolire la festa.
La festa delle donne è la ginestra. E’ la festa che nel più arido terreno della disuguaglianza di genere ci dà ancora la speranza e la forza di pretendere parità. Un giorno all’anno, sì, che si moltiplica per 365.
L’8 marzo è quel giorno che non ricorda solo agli uomini quello che siamo, forti e dignitose, ma ricorda anche alle donne più povere di sostanza che non dovrebbe essere il giorno di libertà dal carcere, gentilmente offerto dalla società maschilista.


 

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(Femen- denuncia contro la violenza sulle donne)


“Quel lavoro è da donna”
“Questo non è da donne”
“Lascialo fare agli uomini questo, non è roba tua”

Nonostante il numero di laureate in Italia superi il numero dei loro colleghi anche in termini di voti, è più alto il numero di assunzioni di uomini.
Se un ragazzo e una ragazza presentano un curriculum con le stesse informazioni,ma con il nome diverso, la probabilità che chiamino “lui” è più alta.
Il famoso “glass ceiling” invisibile di vetro che blocca la salita femminile ad un livello imposto ed oltre il quale non possono andare perchè “quel posto al vertice non è roba tua”.

Ci sono voluti anni e donne sacrificate perchè tu potessi andare a votare, amica, e tu li neutralizzi vendendo il tuo corpo per fare successo, e nemmeno usi la tessera elettorale.
“Grazie” alla guerra tu sei potuta andare a lavorare e hai iniziato a fare quello  che faceva tuo marito, al posto suo, e tu li getti usando una minigonna e una scollatura per convincerli che vali.
Ci sono volute rivolte femminili perchè tu potessi decidere di essere padrona del tuo corpo e perchè tu fossi padrona di scappare con la dignità da un matrimonio infelice o ingiusto, e tu vanifichi tutto credendo che martedì sia il giorno dello spogliarello del palestrato di turno.
Eppure sono le cose che tanto odiamo degli uomini… Parità di diritti e libertà, o parità di ignoranza?


 

san su ki

Aung San Suu Kyi, politica Birmana, Premio Nobel per la pace 1991


Tu vali ogni giorno, che tu faccia la casalinga o che tu lavori in ufficio, che tu abbia figli o che tu non ne abbia.
Vale il tuo uomo, quello che gioisce della tua indipendenza, quello che ora e in modo scontato tu puoi scegliere fra tanti e che prima ti era imposto.
Ma vale anche sbagliare, vale anche il tempo per capire se lui non ti rispetta e vale ancora di più il momento in cui rifiuti di farti calpestare e te ne vai, ora puoi.


 

emma watson

Emma Watson, ambasciatrice dall’UN Women, si occupa della parità di genere e il pari ruolo delle donne nel mondo. Non è solo un attrice.


Regalateci un fiore, voi che ci rispettate ogni giorno come fosse l’8 marzo.
Ci vogliono più uomini come così.
Fateci ballare, fotografateci, incoraggiateci, appoggiateci  e siate convinti che noi valiamo come voi tutti i giorni, in tutti i luoghi.
E’ l’8 marzo sette giorni su sette.

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