Je suis italien, ma solo con Charlie Hebdo!

Giorno 2/09/2016, la patria si fa sentire e rivendica rispetto.
A poco più di una settimana dal terremoto che ha distrutto numerose città e che ha fatto crollare interi edifici nel centro Italia, gli italiani, quelli veri, si indignano di fronte alla vignetta satirica del famoso settimanale francese “Charlie Hebdo”.
La bacheca di Facebook diventa improvvisamente un campo di battaglia per professionisti, filosofi, sociologi, antropologi, politologi, tuttologi che si scatenano sul social network più famoso al mondo.

Charlie Hebdo dipinge una vignetta molto aspra in cui sono ritratti tre uomini feriti e sotterrati dalle macerie per rappresentare la strage che da poco ha colpito l’Italia.
“Un sisma all’italiana: salsa di pomodoro, penne gratinate, lasagne”.
Ma vorrei sapere dagli esperti: quale vignetta di Charlie Hebdo vi è mai parsa insipida, neutrale e gentile?
Vorrei sapere da tutti i sentimentalisti che condanno la vignetta del giornale francese: perché non siete uguali anche quando tutti i giorni a causa di uno dei più alti tassi di corruzione in Europa vengono costruite case su case, grazie ad appalti truccati e opere mafiose?
Perché accanirsi così tanto solo quando vi toccano la madrepatria dall’estero, con carta e penna, e non quando quotidianamente vi mangiano la nazione dalle viscere?

Je suis italien, oui.
Ma si è più italiani ad indignarsi per un colpo basso dalla satira made in France o si è più italiani togliendosi le bende che abbiamo sugli occhi quando tutti i giorni muoiono persone nel proprio Paese?
Oggi è stato per un terremoto dal quale non siamo scampati perché le pareti erano fatte con sabbia marina grazie all’appaltatore mafioso che ora sta a guardarvi col bottino in tasca, domani per un tumore da cui non siamo riusciti a scappare nemmeno con la “dieta veg” solo perché non sapevamo di avere i rifiuti tossici nascosti sottoterra, dopodomani per non esser stati curati come avrebbero dovuto fare negli ospedali, perché per la sanità si risparmia e con la sanità si guadagna…

Non sia mai poi che un francese giudichi un italiano. Ma avete mai comprato Charlie Hebdo nelle settimane diverse dall’attentato alla sua redazione? Ogni giorno Charlie Hebdo ironizza sulla sua nazione, sui suoi politici, sui suoi difetti e ride di se stessa, come fa satira su Maometto, come fa satira sul papa, come lavora su qualsiasi altro evento che generi qualcosa di piccante, qualcosa che brucia… come la verità per esempio.
Non è una vignetta che dipinge la considerazione che hanno i francesi degli italiani, ma mi facciate il piacere! Sarebbe come dire che per aver ironizzato su Maometto o sul burkini allora l’intero popolo francese o anche solo quella piccola ma tanto discussa redazione si sentisse superiore ai musulmani.

Cari italiani, la satira non è tale se non punge. Non chiamiamola nemmeno così se deve essere insapore!
Se vi scioglie di più il cuore la vignetta di un quotidiano moderato e pudico, compratelo pure! Ma lasciatemi il gusto amaro della satira francese. Lasciate che almeno alcuni tengano gli occhi aperti e non ci ficchino sopra due belle fette di salame per fare gli italiani solo in occasione delle olimpiadi, dei mondiali di calcio, per i Marò o per i terremotati. Lasciate che io sia italiana quando vorrei che le cose girassero diversamente in partenza, dalle fondamenta.

Perché non ci aizziamo allo stesso modo di fronte alla criminalità organizzata? Perché quella può entrare nelle viscere del nostro Paese e distruggerlo, ma ci offendono tanto le parole di un giornale?
La verità fa sempre un po’ male italiani. Siamo così  codardi da scaricare tanto furore sui francesi ma mai sulle nostre coscienze, forse tutte un po’ sporche.
Il rispetto non va chiesto alla satira francese, ma a tutte quelle mani sudice che ogni giorno fanno degradare un Paese che potrebbe molto.
Parlando poco finemente, è sempre bello fare l’italiano con il fondoschiena di qualcun altro.

Il patriottismo di facciata solo per sfide culturali becere mi è sempre stato difficile da digerire…
E’ proprio vero che feriscono più le parole di una spada, se poi è un francese senza bidè a pronunciarle:
Avanti popolo!

 

1 Commento

  • Federico ha detto:

    Il tuo articolo è strutturato molto bene e capisco la tua posizione (più che legittima), ma la vignetta è di pessimo gusto e oggettivamente non aveva un messaggio satirico “chiaro” dietro. Quello che è passato, invece, è la semplice e pura ironia su una tragedia a pochissimi giorni dal sisma. La vignetta lasciava poco spazio ad atre interpretazioni, riassumibile con: “poveri sfigati”. Il patriottismo è relativo in questo contesto (opinione personale) visto che la ferita è ancora aperta.

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