Italia emozionaci ancora!

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È incredibile come il tempo trascorra tanto velocemente. Mi sembra ieri che ero seduto davanti alla televisione e vedevo la “Regina Elisabetta” atterrare grazie a un paracadute come uno 007 al centro di uno stadio inglese. Mi sembra ieri che, sfogliando il giornale, ero intento a studiare il medagliere olimpico per contare quanti ori, quanti argenti e quanti bronzi erano riusciti a portare a casa i nostri atleti. Poi, è bastato un solo battito di ciglia e quattro anni sono passati in un istante. Abbiamo salutato Londra, abbiamo vissuto Sochi e ora siamo già a Rio 2016, siamo già all’inaugurazione delle Olimpiadi brasiliane.

Da questa notte quello che per molti sportivi era solo un sogno inizierà ad assumere contorni reali. Quando vedremo la Pellegrini avanzare in testa al gruppo azzurro con il tricolore in mano, in ognuno di noi prenderà corpo un senso di patriottismo che noi italiani siamo soliti tirare fuori nelle occasioni che contano. Nelle grandi manifestazioni siamo partiti spesso come underdogs ma altrettanto spesso ci siamo fatti valere e abbiamo insegnato ai nostri avversari a guardarci sempre con rispetto e, perché no, anche con un pizzico di timore.

Entriamo in queste Olimpiadi di Rio con la testa bassa, con casi di doping – o presunti tali – che stanno macchiando la nostra immagine ma con la voglia di rialzare la testa fin dai primi giorni e di iniziare a mettere in bacheca qualche metallo prezioso. Entriamo in queste Olimpiadi di Rio forse con poche possibilità di medaglia in diverse discipline ma con la voglia di stupire e di dimostrare che la vittoria è sempre dietro l’angolo, “basta” lavorare tanto e farsi trovare quando la fortuna decide di dare la mano decisiva.

Il nuoto e la scherma sono storicamente i due sport in cui spesso riusciamo a dire la nostra ed è per questo che ci aspettiamo molto dalla nostra portabandiera Federica Pellegrini, da quel Gregorio Paltrinieri che da qualche anno ci sta regalando emozioni, da quel Luca Dotto che è ormai maturo per imporsi nel panorama mondiale. Ci aspettiamo molto dalle ragazze del fioretto e dai ragazzi della sciabola. Ci aspettiamo molto anche dall’Italia del pugilato e della lotta e personalmente mi aspetto molto dall’Italia del ciclismo e in particolare dal suo leader Vincenzo Nibali.

Certo non siamo gli americani, non siamo i cinesi, non siamo i russi, insomma non siamo la grande nazione capace di abbuffarsi ogni quattro anni di medaglie di ogni genere. Siamo però una nazione capace di emozionarsi e di emozionare.

A mio avviso, la vera nota stonata di questa manifestazione a cinque cerchi è che il Brasile non è pronto per ospitare questa Olimpiade. Molte strutture sono approssimative, alcuni alloggi degli atleti sono impresentabili, i cadaveri nei canali scandalizzano il mondo e le misure di sicurezza (soprattutto di questi tempi) sembrano insufficienti. Il paese è spaccato da dissidi politici e soprattutto dalle note differenze sociali che sfociano in un tasso di delinquenza incontrollabile. Una commissione olimpica interessata veramente allo sport più che ai soldi avrebbe potuto evitare tutto ciò affidando i Giochi a una nazione più stabile e preparata (anche perché i brasiliani avevano già dimostrato di non essere all’altezza quando due anni fa ospitarono i Mondiali di calcio).

Il tempo delle analisi su ciò che poteva essere e invece non sarà è però terminato. Quando questa sera al Maracanà la Grecia aprirà questo Rio 2016, l’unico nostro compito per i prossimi giorni dovrà essere quello di sostenere i nostri colori.

Buona Olimpiade Italia!

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