Ilaria Bochicchio – Jay C Lohmann // NO.BODY

No.Body

Voglio raccontarvi, in prima persona, la mia esperienza di collaborazione artistica con Jay C Lohmann, artista americano. No.Body è un’idea di esposizione differente, che abbiamo creato studiando ogni dettaglio per plasmare una bi-personale metamorfica.

Io (Ilaria Bochicchio) e Jay siamo ora a Catania per la nostra terza tappa italiana.

Una mostra contaminata dai nostri percorsi differenti. Jay C Lohmann classe 62’, ed io classe 88’, confrontiamo i nostri linguaggi e le nostre esperienze artistiche. No.Body nasce come desiderio di espressione libera. Svincolati e autonomi ci affidiamo al nostro gusto e alla nostra ricerca per proporla senza filtro a un pubblico eterogeneo. Lavoriamo sul corpo come base per raccontare la sessualità, analizzata con molteplici sfumature. Dalla brutalità e il primitivismo del segno che riconduce all’esplicito atto erotico, alla delicatezza dell’abbandono di corpi amorfi che richiamano da lontano il desiderio.

No.Body è un contenitore insolito. Scegliamo posti differenti perché non vogliamo essere fedeli a una tipologia di luogo. Desideriamo che la cornice si adatti ai nostri umori. Scegliamo le città e gli spazi espositivi per autogestire la mostra. Curiamo personalmente ogni dettaglio: dalla grafica dei manifesti, all’idea di allestimento.

Il fenicottero, che è il logo di No.Body, è stato scelto perché non ha nessun legame con il contenuto. Un oggetto che attira lo sguardo e ha un forte richiamo visivo. Sfruttiamo, imparando dalla pubblicità, la comunicazione immediata delle immagini, attraenti al primo sguardo.

A Catania, il logo e la grafica hanno come protagoniste delle banane psichedeliche. Il criterio è il medesimo, accompagnato da un sincero desiderio ludico. La banana iconica di Andy Warhol, in No.Body diventa frutto divorato: il consumismo consumato che produce un prodotto avariato dall’aspetto “malsano”.

The artists are present. Siamo presenti non per guardare ma per godere di una reazione. Sentire l’opinione e avere la possibilità di guarire dall’autismo che contraddistingue frequentemente l’arte che è per noi il nutrimento necessario. La comunicazione fatta di freddi virtualismi ci sprona a essere presenti, ci invoglia a far parte di quello che produciamo. La mostra è stata presentata in aprile a Roma allo spazio Make Make di via del Boschetto, a maggio a Milano presso la galleria d’arte contemporanea gli eroici furori di via Melzo. L’esposizione resterà a Catania nell’atelier Ovunque fino al 4 luglio.

Le opere presentate sono selezionate per ogni mostra. Abbiamo entrambi il desiderio di far comunicare i nostri mondi. Il contrasto è il nostro modo di dialogare. Una danza estrema di equilibri interrotti fa coesistere le nostre idee.

Raccogliamo, come un sismografo, le variazioni dei pareri e delle emozioni di chi fruisce. Non abbiamo chi fa da mediatore, nessun critico “giustifica” il nostro lavoro. Le persone sono i nostri “giudici”. Roma è stata la città che ci ha accolto con grande pathos. Milano, abituata ai molteplici e quotidiani stimoli, inizialmente moderata nel coinvolgimento ha sorpreso con il ritorno di più persone durante il finissage che abbiamo realizzato. Qualcuno “timido” alla prima occasione ha colto la possibilità di riprovare a comunicarci qualcosa alla seconda. Catania è un terreno vergine di esperienze simili, le forme d’arte concepite sono vicine all’idea di un’arte applicata, mestiere molto simile all’artigianato. Le sorprese non mancano. In quest’isola piena di calore umano, il confronto diventa pretesto per conoscere e dialogare con codici totalmente nuovi. Tutto da sperimentare, tutto da imparare come lezione fondamentale che ci fa comprendere l’enorme diversità culturale dell’Italia, sfaccettata in molteplici realtà. In quest’ambito l’aspetto primario è il confronto con i proprietari dell’atelier Alberto Genovese e Carla Saeli, entrambi urban artist, ci guidano nella comprensione di una realtà artistica differente, altrettanto interessante e stimolante.

Continueremo a cercare, sperimentare, dialogare e comunicare. Nel frattempo vogliamo dare un grazie virtuale a tutti.

 

“Nessuno, noi non vogliamo essere nessuno”.

Ilaria Bochicchio – Jay C lohmann

 

Esposizione a Roma presso lo spazio Make Make, via del Boschetto: http://goo.gl/b4svBi

Esposizione a Milano presso la galleria d’arte contemporanea gli eroici furori, via Melzo: http://goo.gl/fiaEha

Esposizione a Catania presso l’atelier Ovunque, via Roccaforte: https://goo.gl/zIWUW4

 

LE OPERE PRESENTATE:

La mia ricerca si sviluppa attraverso le “trasformazioni del corpo” inteso come luogo di memoria del tempo. Il titolo è #chambres, sono 27 le tele che ho realizzato fino ad oggi e che esporrò in tempi diversi fino ad avere l’occasione di trovare il giusto spzio per esporle tutte. Utilizzo la pittura e la materia. I corpi che raffiguro sono chiusi nelle loro stanze di colore, si muovono lenti con la pesantezza dell’abbandono. La “voracità” distrugge l’espressione descrittiva e sfocia nell’“autocannibalismo” delle forme. Queste mutazioni della realtà trasformano le masse, i segni e i gesti. Cerco di rappresentare corpi che si sciolgono nel tempo, lungo metamorfosi progressive. Essi sono pieni di “carne”, composti di strati di colore annullato sotto l’involucro bianco.

Jay C Lohmann presenta la sessualità libera e moderna unita alla sacralità come assoluto abbandono del vivere nell’altro. Le White Boxes traggono ispirazione dal film di Kubrick “2001: Odissea nello spazio”. Una visuale intima dell’essere umano. L’obelisco è il fulcro dei quadri. La nevrosi dell’uomo da solo con la sua sessualità è esasperata dal gesto di autoerotismo. Le Origami Boxes: queste piccole scatole di carta gessata sono dei “mini teatri”. Ogni box è parte di una storia. Il visitatore può osservare attraverso una piccola fessura, un particolare di un mondo segreto. Le Porn Boxes hanno un lato bucato, s’infila la mano, e all’interno della scatola c’è qualcosa da toccare. Qui l’immaginazione esplode, il timore e la curiosità si assemblano nel gesto desideroso. L’esperienza della sessualità è l’esplorazione delle sensazioni interiori all’interno del “contenitore” dell’altro.

 

 

Allestimento Roma, spazio Make Make, via del Boschetto

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Allestimento Milano galleria gli eroici furori, via Melzo

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Allestimento Catania atelier Ovunque, via Roccaforte

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pensieri necessari

 

 

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