Il Teatro del Cerchio non si ferma mai!

foto di Gabriella Carrozza da "Io non sono quello che sono" da Otello di W. Shakespeare con la regia di Maria Pia PAgliarecci
foto di Gabriella Carrozza da "Io non sono quello che sono" da Otello di W. Shakespeare con la regia di Maria Pia PAgliarecci

Intervista a Mario Mascitelli

Il teatro di ieri e di oggi nel sistema Italia

Il teatro è un mondo bellissimo e difficilissimo allo stesso tempo.

E’ un mezzo di comunicazione che offre tantissime possibilità espressive diverse, capace ancora di stupire e emozionare nel profondo.

Sicuramente, anche a causa di nuovi media emergenti sempre più immediati e con resa in “rempo reale”, ha un rapporto difficile con la società e con un paese per molti aspetti arretrato e chiuso come l’Italia.

Il Teatro del Cerchio di Parma è una realtà fresca, giovane e innovativa che riesce a fare teatro arrivandoIl Teatro del Cerchio non si ferma mai! - Aware alla gente, aprendo un varco nuovo nella mentalità chiusa di chi vede il teatro come qualcosa di vecchio, stantio o non “alla moda”.

E’ una grande famiglia aperta a tutti, con un occhio molto attento e accogliente nei confronti dei giovani.

Il Teatro del Cerchio è dinamico e sempre presente tra la gente proponendo continuamente spettacoli, laboratori, scuole di formazione, seminari, incontri, per dare tanto e ricevere tanto allo stesso tempo.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Mario Mascitelli, attore, regista e direttore artistico del Teatro del Cerchio per cercare di capire dove si colloca il teatro oggi, quali sbocchi lavorativi ci possono essere nel mondo dello spettacolo, come è cambiato il ruolo dell’attore o di chi lavora nel settore e toglierci qualche curiosità.

Mascitelli, classe 1968, ha incominciato la sua carriera artistica da musicista incidendo a 17 anni il suo primo 45 giri e, nello stesso anno, ha debuttato come attore nello spettacolo “Musica sotto le stelle”, trasmesso in mondovisione dalla RAI, con Vittorio Gassman e suo figlio Alessandro.

Oggi, dopo aver scritto, diretto e interpretato moltissimi spettacoli (anche in ambito televisivo e cinematografico), aver ricevuto moltissimi premi e riconoscimenti ed esser diventato allenatore di baseball della nazionale juniores italiana, ha intrapreso un suo percorso teatrale producendo regie e spettacoli che portano la sua firma e cifra stilistica e ha creato uno spazio fertile e propositivo a Parma dando a tanti l’opportunità di innamorarsi del teatro.

Appuntamento da non perdere!

Il 9 e il 10 Maggio, alle ore 21.00, presso il Teatro del Cerchio di Parma (precisamente in Via Egidio Pini, 16) sarà in scena César Brie, indiscusso artista argentino, con la sua ultima produzione autobiografica dal titolo “ERO”.

Per info:

349 5740360 - info@teatrodelcerchio.it - www.teatrodelcerchio.it

Pagina Facebook Teatro del Cerchio

 

 La nostra intervista a Mario Mascitelli

 

  • “Fare teatro” e’ un espressione che vuol dire tutto e non vuol dire nulla allo stesso tempo. Cosa vuol dire fare teatro?

“Fare teatro”, a mio parere, non è soltanto partecipare all’allestimento di uno spettacolo, che sia come attore o come direttore, ma piuttosto far parte di una categoria di persone che ha scelto di mettere al servizio degli altri una presunta abilità. Credo, infatti, che il teatrante non possa esimersi dal suo ruolo sociale di restituire al pubblico un’emozione, una storia da raccontare che sia di natura sociale, tratta da classici, d’intrattenimento puro o, perché no, politica.

  • Lei è anche un allenatore di baseball… Ci sono punti comuni tra il teatro e lo sport? In entrambi i casi si va “in scena”…

Dopo un passato da giocatore di serie A di baseball, ho iniziato ad allenare, e 13 anni fa, un allenatore americano mi chiese di affiancarlo nella conduzione della nazionale juniores italiana. Conosceva la mia duplice vita di giocatore/attore e credeva che il teatro fosse il linguaggio migliore per permettere a una squadra composta da atleti provenienti da società sportive diverse, di amalgamarsi il più possibile, e in poco tempo, per raggiungere un obiettivo importante quale un campionato europeo o mondiale. Direi che ha funzionato visto che in questi anni ne abbiamo vinti ben 3 su 6. In fondo una partita si gioca in diretta (hic et nunc) nella stessa maniera di uno spettacolo teatrale.

  • “Che lavoro fai?” “L’attore” “No seriamente, che lavoro fai?”… È una situazione molto comune in cui ci si può trovare per chi lavora nel mondo dello spettacolo. Come si giustifica questa dinamica? Il teatro è ancora oggi poco considerato nel contesto sociale? Viviamo in un periodo in cui tanti nuovi media diversi si trovano a convergere. C’è ancora spazio per il teatro?

Il teatro è un mondo che pur vivendo d’arte non può esimersi dall’essere considerato un mondo lavorativo. C’è ancora molta ignoranza sull’argomento ma in questi anni di precariato sempre più dilagante, il mondo degli operatori teatrali è diventato sempre più simile a quello di un comune lavoratore a contratto a termine. Come in tutti i settori ci sono volpi e volponi che cercano di approfittare della situazione economica attuale ripagando il lavoro con “promesse labili” ma c’è un sottobosco nazionale, fatto di tanti artisti bravi e seri, che giornalmente lotta per mantenere vivo il settore con professionalità e serietà.

  • Il Teatro del Cerchio e’ una vera e propria realtà. Una casa, una grande famiglia accogliente sempre in pista con moltissime iniziative aperte ai giovani. I giovani e il teatro hanno spesso un rapporto complicato. Come si comporta Mario Mascitelli nell’approccio verso i giovani?

Il Teatro del Cerchio è in maggioranza composto da under 30. Negli anni ci vantiamo di aver dato spazio ai tanti giovani che si sono approcciati al teatro e che ci hanno dato fiducia nella formazione. Se non consideriamo i 3 soci fondatori dell’Associazione, tutti gli altri facenti parte si sono formati nelle nostre scuole di teatro e lavorano come professionisti in pianta stabile nella compagnia interna. Inoltre, ogni anno produciamo uno spettacolo di un giovane regista per dargli l’opportunità di mettersi in mostra senza dimenticare il grande impegno destinato alla formazione dei giovanissimi ed i vari programmi didattici e sociali, spesso gratuiti, attuati in scuole ed Enti.

  • Il mondo dello spettacolo e’ davvero inaccessibile come sembra? Le accademie, le scuole di teatro e le strade da percorrere sono tante ma molto difficili e spesso ci si scoraggia ancora prima di tentare.

Il mondo dello spettacolo risulta inaccessibile come qualsiasi altro mondo lavorativo. Purtroppo il sistema “Italia” ha spesso privilegiato il raccomandato a discapito del talentuoso. Manca sostanzialmente la possibilità di far vedere cosa uno sia capace di fare anche se i concorsi e i bandi sono tanti. Oggi bisogna essere capaci di specializzarsi ma al tempo stesso di sapersi proporre nel migliore dei modi. Un artista, purtroppo, non può essere solo bravo ma deve anche sapersi proporre.

  • “Merda! Merda! Merda!” Si alza il sipario, si accendono i riflettori e si va in scena. Perché prima di iniziare gli attori utilizzano questa espressione?

Il “Merda! Merda! Merda!” nasce dal periodo in cui a teatro andavano solo i signori, spesso in carrozza e la quantità di letame lasciato dai cavalli fuori dai teatri, in arrivo o in attesa che finisse lo spettacolo sanciva il numeri di spettatori presenti: tanta merda= tanto pubblico. I teatranti sono una delle categorie più scaramantiche che si conoscano.

  • Il suo approccio alla regia: nel suo caso lei come si pone di fronte alla regia di un nuovo spettacolo? Sceglie prima titolo, testo, attori, scenografia…? Da cosa nascono i suoi lavori?

Il mio approccio alla regia si è modificato, come credo sia giusto, nel tempo divenendo una creazione di scrittura scenica in collaborazione con gli attori (che mi piacciono propositivi) quando impegnato anche nella drammaturgia o, altrimenti, “visionaria” qualora si tratti di un testo già scritto. In entrambi i casi parto da una “necessità” di costruire un nuovo spettacolo. A volte passano anche 2 o 3 anni prima di una mia nuova regia se non ne sento l’esigenza.

  • Come è cambiato il teatro negli ultimi anni? Che direzione sta prendendo il teatro dei giorni nostri?

Il teatro, come la moda, cerca sempre di rinnovarsi, di esplorare nuovi materiali, nuovi gusti ma poi non può separarsi dalle sue radici, dal suo “essere teatro”. Prima o poi si incontra nuovamente con se stesso per poi separarsi un’altra volta.

  • Come si colloca l’Italia nel panorama dell’offerta teatrale?

L’Italia, come sempre, ha grandi artisti, grandi creativi che spesso trovano più credito all’estero ma che con coraggio continuano a contribuire alla cultura sociale del nostro paese.

Il Teatro del Cerchio non si ferma mai! - Aware

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *