Harriet Tubman sui 20 $: Il valore a chi se lo è meritato.

Tutti i giorni usiamo i soldi per i nostri acquisti. Quasi mai però li guardiamo pensando alle storie che stanno dietro i volti che vi sono raffigurati. Se prendiamo un caffè al bar e ne offriamo un altro a un nostro amico ci dimentichiamo che Dante Alighieri in persona passa dalla nostra mano a quella del barista, con l’Inferno, il Purgatorio, il Paradiso, e tutto il resto; se invece ci accontentiamo di un caffè solitario l’uomo vitruviano di Leonardo attraversa la nostra giornata senza che ci pensiamo. Dante e Leonardo sulle monete da 2 e 1 Euro: scelta che onora la nostra identità culturale italiana. Mercoledì 20 Aprile, il Ministero del tesoro USA ha annunciato che sui 20$ comparirà il volto di Harriet Tubman; Per la prima volta una donna su una banconota americana. Chi si è meritato fin ora il ritratto sui dollari? George Washington, Abraham Lincoln, Thomas Jefferson, tutti uomini, politici, avvocati, scienziati.

Harriet Tubman invece era una schiava. Nata nel 1822 nella Contea di Rochester, passò un’infanzia nella quale la violenza era quotidiana, e le frustate e bastonate le procurarono danni irreversibili. Nella sua vita passò da un padrone all’altro, finché nel 1849 non riuscì a fuggire a Philadelphia. Ciò che provò, dopo una vita di schiavitù, quando entrò nello stato della Pennsylvania è descritto dalle sue parole:

Quando mi resi conto di aver passato il confine, mi guardai le mani per vedere se fossi la stessa persona. C’era un qualcosa di glorioso in ogni dove; il sole giungeva come oro attraverso gli alberi, e oltre i campi, e mi sentii come in Paradiso.

Dopo essersi conquistata la libertà la volle regalare agli altri: tornò nel Queensland e da quel momento organizzò più di tredici missioni, servendosi della rete di attivisti Underground Railroad, per liberare amici e familiari dalla schiavitù, e ci riuscì: il coraggio di Harriet fu la guida di dozzine di persone che riacquistarono la libertà.

Porre un volto su una moneta o una banconota è una scelta importante per uno Stato: anche se questa non ha grandi conseguenze pratiche, è comunque lo specchio dei valori che quello Stato vuole esporre a baluardo della sua identità. E’ bello pensare all’evolversi della società : prima c’era il baratto, poi la schiavitù, poi il presidente afroamericano, poi Harriet Tubman sulla banconota da venti dollari. Un riscatto per chiunque sia mai stato chiamato “inferiore”; perché donna, perché di minoranza etnica, o perché nato nella schiavitù.

E se la cultura degli USA è specchio e influenza per quella dell’intero mondo occidentale, c’è da sperare che quei valori vengano seguiti, elevati dal resto del mondo. E se è sempre vero che questo è un piccolo passo, un aspetto formale, di poco conto, io mi riempio di emozione a pensare che se Harriet Tubman, mentre sentiva le frustrate, avesse saputo che un giorno il suo volto sarebbe stato su una banconota, e che in molti avrebbero parlato delle grandi cose per cui stava combattendo, ne sarebbe stata molto felice, e forse rincuorata, più consapevole che i grandi sforzi di piccole grandi persone come lei lasciano davvero il segno in questo mondo in evoluzione, aiutandolo a crescere.

 

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