Guns N’ Roses, lettera di una fan

Cari Guns N’ Roses,

è la prima volta che scrivo un articolo in prima persona, anzi, so che in teoria questo attacco non è affatto giornalistico e Indro Montanelli si rivolterebbe nella tomba, ma oggi su Awaremagazine voglio raccontarvi una cosa di cui sono parecchio “aware”.

Già da tempo si sentiva parlare di una reunion dei Guns N’ Roses, e i fan si sono immediatamente ingegnati per procurarsi più informazioni possibili sul futuro di un gruppo che forse si andava ricomponendo. È stato proprio così: dopo 23 anni Axl Rose, Slash e Duff si sono riuniti, hanno lasciato in sospeso tutto il resto (anche se per ora Axl non aveva sotto mano nulla di che) e si sono dati alla pazza gioia prima con una serata a Los Angeles e poi al Coachella Festival.

Ora Axl Rose sembra aver ripreso in mano la sua vita, è dimagrito visibilmente, forse si è “stirato” le rughe intorno agli occhi, ed è tornato sul palco, affrontando addirittura il concerto seduto con il piede rotto e opportunamente ingessato.

E ora, niente di meno, ha preso l’incarico di sostituire Brian Johnson, il veterano cantante dei gloriosi AC/DC che ultimamente ha dovuto interrompere la sua attività per problemi di udito. Con questo atto felino, il cantante dalla criniera fulva è ritornato in scena, recuperando quasi al 100% le sue doti canore di un tempo. Il falsetto graffiato lo ha riconquistato, facendo vibrare i cuori dei fan che per tanti anni hanno potuto ascoltarlo solo sui cd o nelle registrazioni dei concerti passati.

Ma dopo tutto ciò, il problema dov’è? Sicuramente molti fan dei Guns N Roses non saranno d’accordo con me, ma ora come ora, se in programma ci fosse una data italiana di un concerto, forse non ci andrei. Ovviamente i biglietti finirebbero in un battibaleno, ed è proprio questo che i Guns N’ Roses di ora certamente vogliono. Mi chiedo fino a che punto questa reunion sia stata spontanea, guidata da una seria volontà di ricominciare daccapo, di riappacificarsi, di fare della buona musica insieme.

Ho la sensazione, guardando i video dei concerti recenti e leggendo le loro dichiarazioni, di essere presa in giro. E questa è la cosa più triste che un gruppo possa fare ai suoi fan. Ormai sono finiti i tempi di venerazione sconfinata, per ora vedo più che altro l’obiettivo di ricreare un marchio e un’icona che può fruttare cifre esorbitanti.

Non si possono cancellare decenni di silenzi e di rancore, e tantomeno l’avanzare dell’età, facendo finta di essere giovincelli “sex drugs rock n’ roll” sul proprio profilo Instagram (da notare le foto cariche di valori musicali di Slash). Guns N’ Roses, siete stati dei miti, avete fatto follie, ma ora il millennio è cambiato e non siete più obbligati a essere quello che non siete più: siate solo voi stessi.

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