Gli insulti a Iannone e la nostra fantastica cultura sportiva

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“Scherzi e fai il simpatico con Lorenzo, ora. Pupazzo”. E’ probabimente il più dolce dei centinaia di messaggi postati sul profilo Facebook di Andrea Iannone, pilota Ducati. La sua “colpa” è stata quella di essere arrivato davanti a Valentino Rossi, togliendo al Dottore punti preziosi nella lotta al Mondiale con Jorge Lorenzo. Insomma, è colpevole di avere fatto il proprio dovere. Surreale.

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E dire che domenica la gara era stata spettacolare. In Australia niente fuga solitaria o battaglia a due, ma arrivano in fondo in quattro tutti attaccati dopo una lunghissima battaglia durata tutta la gara. Nell’ordine, tagliano il traguardo Marquez, Lorenzo, Iannone e Rossi. Quello che viene rinfacciato ad Andrea è aver resistito all’arrembaggio finale di Vale, mentre davanti Marc faceva il record della pista e strappava all’ultima tornata il quinto successo stagionale al connazionale. Il ragionamento è: hai fatto una buona stagione, ma perché devi metterti a resistere a un mostro sacro come Rossi, italiano come te, mentre lui sta lottando per il Mondiale?

Al netto di tanti che hanno speso belle parole per difenderlo, ecco una piccola rassegna indicativa. Avvertenza: i termini irriferibili sono sostituiti da parole con la stessa iniziale ma con significato differente.

– “Non farai mai nulla in carriera, c’è solo un italiano ed è Rossi. Dopo che Rossi andrà via, Marquez ti aprirà il cacciatorpediniere e tu non vincerai più nulla. Cattivone.

– “Iannone sei un pilota inutile. Proprio oggi dovevi rompere il ciliegio a Rossi che si sta giocando il Mondiale? Dai, tornate a lottare con piloti come Bradl e non rompete il cavolo cappuccio a Vale. Ciao fallito!”

– “Un vero parassita, che se non si aggrappa a qualcuno non va una mazza”.

– “La domenica amici, ma al sabato ci si ruba la bici” (probabimente riferito alla polemica con Lorenzo nelle prove, ma la forma sibillina del post non permette di comprendere oltre)

– “Maremmamaiala! Il tuo connazionale lotta per il mondiale e tu vai a fare il fenomeno per un terzo posto?”

– “Serpeverde! Gli spagnoli ti ringraziano, madonnina. Emigra!! Non sei degno di essere italiano”

– “Iannone stupid, you can not have the oportunity to be a champion, finding shower!!!”

Ora, se voi foste Iannone cosa avreste fatto? Semplice, quello per cui siete pagati e a cui avete dedicato la vita. Nel suo caso, il pilota. Nel mondo delle corse, la regola d’oro è una sola: se sei più veloce, passi. E Iannone era più veloce. Chiedere a un pilota di farne passare un altro, anche per un motivo più urgente che vincere un Mondiale (“ho lasciato il gas aperto”, ad esempio), è umiliante già se si tratta del tuo compagno di squadra, figuriamoci se non lo è! Se sei Valentino Rossi e hai vinto nove Mondiali ma vai più lento, o semplicemente io stacco più forte e ti tengo dietro, rimani dietro finché non mi passi. Punto.

Questo è tutto meno che scorretto. Anzi, questo è lo sport.

 

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