Esatonica time

Gli Esatonica arrivano a Milano!

Breve viaggio alla scoperta di questo gruppo di Cremona

I fantastici 6 (ora rimasti in 5) ragazzi cremonesi arrivano a Milano per il loro primo concerto nella città della moda. Gli Esatonica dichiarano: “Siamo nati in sei ma il mese scorso abbiamo perso un membro storico del nostro gruppo, Matteo Tessoni (tastiere, pianoforte) a causa di qualche divergenza artistica e problemi di tempo: suona anche con altri gruppi (con cui magari guadagna anche qualche soldo in più), quindi diventava difficile organizzarsi per provare settimanalmente anche con noi, sebbene suoi compagni storici.”

Una nuova formazione dunque, quella che Venerdì 17 Aprile incendierà il palcoscenico del noto locale “Le Banque” situato nel centro di Milano a pochi passi dal Duomo (precisamente in Via Porrone Bassano 6 – Cordusio). La serata partirà alle ore 20.00 con un aperitivo (cos’altro se no? Nella città degli aperitivi) e proseguirà con il live alle ore 20.30 per andare a concludersi in grande bellezza intorno alle 23.00.

Gli Esatonica ringraziano doverosamente Simone Casarin di Uniglobe che ha reso possibile l’evento.

Genere: Rock – Blues – Pop. Tante, tante cover oltre che qualche pezzo estratto dal disco “Bello oggettivo”. Cover del tipo Beatles, Dire Straits, Oasis, Red Hot Chili Peppers….

Per ulteriori informazioni consultare la pagina Facebook dell'evento

Formazione attuale

Andrea Ferrari (voce-clarinetto-sassofono-tastiera) Logo Esatonica - Aware
Matteo Galvani (chitarra elettrica solista)
Federico Magnifico (batteria)
Leonardo Ravelli (basso elettrico)
Federico Maffezzoni (chitarra elettrica ritmica, voce secondaria)

Intervista ad Andrea Ferrari, cantante e musicista del gruppo.

  • Domanda forse sciocca e scontata ma fondamentale; come nascono gli Esatonica? Chi siete? 

Gli Esatonica nascono nell’ormai lontano novembre 2010 a Castelverde (provincia di CR) da un’idea del nostro batterista Federico Magnifico che ha iniziato ad appassionarsi di batteria, ma in generale di musica, grazie a un videogioco: The Beatles Rock Band. I quattro ragazzi di Liverpool erano (e sono tuttora) i suoi idoli e praticamente sono stati loro stessi a trasmettere questa esigenza di dover formare con amici una rock band. Si è unito fin da subito al gruppo Leonardo Ravelli, bassista, amico storico di Fede.
Fede si è impegnato a trovare gli altri elementi: Federico Maffezzoni fu preso come chitarra d’accompagnamento e inizialmente anche per la voce principale; Matteo Galvani fu preso per chitarra solista e Matteo Tessoni per le tastiere. Tutti musicisti con tanti anni di studio addietro, specialmente gli ultimi due citati, che hanno cominciato davvero intorno ai 6/7 anni lo studio del proprio strumento. Fede voleva come voce principale una ragazza, ha fatto varie ricerche ma tutte vane. Io non conoscevo nessuno di loro a parte Galva, colui che ha insistito per portarmi in questo progetto: gli altri inizialmente non erano d’accordo, poi hanno visto che potevo entrare fin da subito in sintonia con tutti quanti! E chi credeva di riuscire a fare così tanti concerti assieme per così tanti anni? Peccato aver perso Tex poco fa.. fino a marzo 2015 mai abbiamo cambiato la formazione! Per adesso decidiamo di proseguire in cinque…
Mi sono dimenticato: siamo nati col nome di Fools on the Hill (da “The Fool on the Hill”, canzone dei Beatles). A giugno 2014 abbiamo cambiato nome, logo e stile: siamo gli Esatonica!

  • Esatonica, suona come il principio attivo di un medicinale. Come mai avete deciso di chiamarvi così?

Mah, più che un medicinale ricorda una bibita! [Ahahahah!] Ad aprile 2014 abbiamo partecipato a un evento di scala nazionale dal titolo “Music Village”, in quel di Rimini. Siamo entrati in contatto con molti produttori discografici e musicisti professionisti: quando hanno sentito il nostro progetto, allora ancora senza un nome, ci hanno detto: “Ma se cantate quasi sempre in italiano, perché avete scelto un nome in inglese, fra l’altro quasi impronunciabile e difficile da ricordare?”. Anche tutti i giornali locali sbagliavano sempre a scriverlo… Così abbiamo ragionato su queste frasi per un paio di mesi prima di giungere al definitivo mutamento: Esatonica. “Esa” significa 6, mentre “Tonica” è un grado della scala. Inoltre, esiste proprio in musica la “scala esatonica”. Suona bene, è corto, facile da ricordare, è d’impatto e soprattutto difficile da sbagliare [ahahah!] Certo, ora siamo cinque e forse dovremmo chiamarci “Pentatonica”, ma abbiamo comunque deciso di lasciare tutto così. Chissà, magari prenderemo di nuovo un sesto elemento…

  • Il vostro pentagramma: 5 parole che rappresentino la Vostra musica!

Bizzarra, originale, eclettica, effervescente [come l’acqua (esa)tonica] e… oggettiva!! [Ahahaha]

  • Il processo di composizione per un artista è come il trucco del mago; spesso non viene svelato volentieri e cambia ogni volta. Nel vostro caso nascono prima i testi o la musica?

Dipende, il primo disco è nato tutto con prima la musica, poi il testo. E’ sempre stato più comodo così: un membro porta la linea musicale iniziale, con parti di default, poi ognuno sente e sviluppa la propria. Tutti abbiamo lavorato a tutte le canzoni, e per la musica e per il testo. A proposito di quest’ultimo, solitamente sono io a comporlo, poi lo leggo agli altri e provo a cantarlo sulla base già “costruita”. Gli altri suggeriscono cambiamenti e mi aiutano con la linea vocale.
Ora abbiamo anche i mezzi tecnologici perfetti per provare a creare musica e testo insieme. Registriamo con GarageBand ogni partitura e provo anche in sala prove a inserire simultaneamente il testo. Poi certo, lo sviluppo a casa con tranquillità e la giusta dose di fantasia.

  • Aiuta suonare in un gruppo con le donne?

Eh… bella domanda! Non abbiamo mai avuto donne a titolo definitivo nella band. Sappiamo bene che sono in grado di creare problemi di ogni tipo!! [Ahahahah]…. a parte gli scherzi, non l’abbiamo mai fatto perché siamo nati tutti uomini ed è stato, è e sarà difficile evitare che ciò cambi. Vanno bene alcune collaborazioni con voci femminili per dare un tocco di novità e per spezzare un po’ la monotonia maschile, ma non sempre, qualche volta. Per il concerto al teatro Bellini di Casalbuttano (CR) dello scorso 16 novembre abbiamo addirittura chiamato a cantare con noi 3 coriste femminili (fra cui Luna, fidanzata del nostro chitarrista Federico). E’ stata una bella esperienza che potremo ripetere sicuramente, ma la formazione ufficiale rimane invariata. In futuro mai dire mai.

  • Vi definireste famosi? Avete già un vostro album in vendita su iTunes.

No, famosi no. Mattone dopo mattone stiamo costruendo un’esperienza bellissima e speriamo non possa mai spezzarsi. Abbiamo iniziato da impacciati come tutti, poi ci siamo evoluti molto con le nostre forze, quelle dei nostri parenti (genitori soprattutto, che ci sopportano e supportano da anni) e quella dei fans, in numero sempre maggiore. Al momento non ci possiamo lamentare, non in tanti gruppi di Cremona sono usciti con un disco di pezzi inediti, per cui siamo decisamente soddisfatti del difficile – ma all’ennesima potenza gratificante – lavoro svolto. Siamo lontanissimi dall’essere famosi, ma non siamo nemmeno sconosciuti. A Cremona, anche solo per sentito dire, ci conoscono quasi tutti. Che poi abbiano un bel parere o un brutto parere su di noi non lo so! Certamente il primo live a Milano ci darà moltissima visibilità e chissà… potrebbe aprirci nuovi orizzonti interessanti.

  • Da Cremona a Milano! Un grande passo. Siete emozionati? Quali sono le vostre aspettative per il concerto di Venerdì sera?

Grandissimo passo… è un’occasione veramente fantastica per farci conoscere in una delle città più importanti d’Italia (se non la più importante). Ringrazio doverosamente Simone Casarin di Uniglobe che, grazie alla sua attività di pubbliche relazioni, ci ha inserito in questo giro. Prima volta a Milano… a pochi passi da piazza Duomo. Sicuramente il live più importante da quando ci siamo formati e ne abbiamo fatti davvero tanti! La tensione sale e sarà un’esibizione particolare, anche perché sarà la prima in cinque!
Ci aspettiamo – o meglio ci piacerebbe avere – tanto calore ed entusiasmo da parte dei presenti. Noi siamo carichi e arriviamo con un bel repertorio da ostentare, ma per far girare bene tutto ci vuole complicità assoluta fra le due componenti: noi dovremo essere bravi e galvanizzati a mille per meritare gli applausi del pubblico, ma allo stesso tempo il pubblico dovrà farsi sentire e mostrare attenzione per conferirci una grinta sempre maggiore. Noi sicuramente ci divertiremo, e il primo obiettivo è impressionare – ovviamente in positivo – il pubblico del Le Banque.

  • A cosa pensate mentre vi esibite?

Bella domanda… pensiamo a fare bene! I chitarristi e il bassista pensano a inserire il giusto suono, a calibrarlo, poi a fare giuste tutte le note. Il batterista pensa alla canzone, a non sbagliare mai il ritmo e i vari passaggi; io penso all’impostazione vocale e, in secondo luogo, a non sbagliare nulla del testo. Dovendo poi suonare insieme la tastiera in alcuni pezzi, devo cercare di coordinare attentamente le due cose, ed è tutt’altro che semplice. Siamo consapevoli che se riusciamo a fare tutto ciò, il pubblico saprà apprezzare e l’avremo conquistato.

  • Siete già in cantiere con un nuovo album?

Da dicembre circa abbiamo già composto altri 3 pezzi inediti. Erano già pronti, ma l’uscita dal gruppo da parte di Matteo Tessoni ha rallentato il tutto. Il congedo è arrivato nello stesso momento in cui abbiamo saputo della data di Milano, quindi abbiamo al momento accantonato le nuove creazioni per dedicarci al ripasso del repertorio di cover. E’ stato abbastanza arduo riadattare tutte le cover senza tastiera… in alcune la tastiera è rimasta, con il sottoscritto all’opera. Premetto che non ho mai in vita mia studiato pianoforte, quindi non so cosa verrà fuori venerdì sera! [Ahahaha] E’ toccato a me perché ero l’unico ad avere ancora le mani libere per uno strumento. Certo, suono anche clarinetto e sassofono, ma di rado.

  • La prima canzone di un disco è (solitamente) il biglietto da visita dell’artista. La vostra si intitola Qualcosa nellaria, un titolo quasi evocativo Cosa comunica questo brano?

Esatto, essendo la prima canzone del disco è quella che subito colpisce l’ascoltatore. A maggior ragione se si tratta di musicisti professionisti o produttori, che non hanno sicuramente il tempo di ascoltare tutti i dieci pezzi visto che hanno decine di dischi da sentire ogni giorno.
E’ un brano sostanzialmente breve, con una bella impronta pop-rock. Tutto si concentra in pochi minuti in cui si vuole trasmettere coraggio in un’atmosfera abbastanza “cupa e misteriosa”.
Si parla di una storia d’amore vissuta attraverso le metafore della montagna, difatti si parla di sentieri, umido, tenda, ruscelli, comignoli fumanti, animali selvaggi, banchi di nebbia, ecc.
Quel “Qualcosa nell’aria” del titolo è, come si dice nel ritornello, una sensazione che il protagonista avverte: forse conviene ritornare dalla donna amata. La solitudine avvertita in montagna alla fine serve al protagonista per ripensare alla “complicità sentimentale” che c’era fra i due innamorati. Alla fine, decide di tornare.

Logo Esatonica - Aware

Qualcosa nell'aria

Bello oggettivo

 

Pagina Facebook Esatonica

Le Banque

Uniglobe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *