Cosa vuol dire aver perso Harper Lee e Umberto Eco

La firma di Umberto Eco
La firma di Umberto Eco

Capita almeno una volta nella vita di pensare a quante cose avremmo voluto dire o chiedere a una persona cara che ci ha lasciato da poco. Nel caso di Umberto Eco e di Harper Lee non è proprio così: sono loro che sicuramente avranno avuto altre cose da dire a noi.

Entrambi se ne sono andati il 19 febbraio: la notizia della loro morte ha fatto il giro del mondo e ha rattristato i cuori di milioni di lettori. I particolari sono stati già detti, la cronistoria è stata già fatta, e ciò che ci rimane è la curiosità su quello che le loro menti avrebbero potuto partorire in futuro. Harper Lee e Umberto Eco erano personaggi longevi che fino all’ultimo hanno rivelato il loro talento con la pubblicazione di due romanzi nel 2015.

La scrittrice statunitense nata nel 1926 ha pubblicato un nuovo romanzo uscito nel novembre dello scorso anno. Edito da Feltrinelli, Va’, metti una sentinella ha attirato tantissimi lettori che erano rimasti abbagliati dalla storia raccontata in Il buio oltre la siepe, opera maggiore di Harper Lee e anche suo capolavoro. Pubblicata nel 1960 negli Stati Uniti con il titolo To Kill a Mockingbird, venne tradotta immediatamente in Italia nello stesso anno. Due anni dopo, arrivò il film omonimo prodotto dalla Universal Pictures, con un Atticus Finch interpretato dallo straordinario Gregory Peck. A quanto sembra dalle dichiarazioni della scrittrice stessa e dalla casa editrice, Va’, metti una sentinella (titolo originale Go set a watchman) in realtà venne scritto prima di Il buio oltre la siepe e per motivi controversi fu lasciato da parte.

Rimaniamo col sorriso sulle labbra quando pensiamo che, o per casualità, o per altre ragioni, pochi mesi prima di morire Harper Lee sia riuscita a vedere pubblicato e anche acclamato un romanzo scritto tanti anni fa, e come si suol dire, chiuso in un cassetto. Ritornando in terra patria, non possiamo non considerare la perdita di Umberto Eco. Dopo l’uscita del romanzo Numero Zero, pubblicato nel 2015, Eco stava lavorando a un nuovo libro: Pape Satàn Aleppe.

Non è un romanzo, ma un’ opera di saggistica che raccoglie gli interventi di Eco nella sua rubrica Le bustine di Minerva che usciva su L’Espresso. L’autore li ha selezionati e consegnati alla casa editrice La nave di Teseo, fondata recentemente anche grazie alle direttive e ai consigli del semiologo italiano. Il sottotitolo sulla copertina rivela il significato del lavoro di Eco, in uscita il 27 febbraio: Cronache di una società liquida. Come ha dichiarato lo stesso autore,

Il titolo sarà “Pape Satán Aleppe”, citazione evidentemente dantesca che non vuole dire niente e dunque abbastanza “liquida” per caratterizzare la confusione dei nostri tempi.

Basta leggere una breve citazione come questa per capire quante opere, fra romanzi, saggi, articoli e opinioni, avremmo potuto aspettarci da un uomo geniale come Umberto Eco. Per ora, possiamo solo leggere e rileggere la moltitudine dei lavori che ci ha lasciato.

 

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