Coppa Italietta

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Chiedo innanzitutto scusa per questo sfogo molto informale ma la nausea che mi hanno dato questi quarti di finale di Coppa Italia non vuole passare.

Lunedì è andato in scena il primo quarto di finale della nostra unica e bistrattata coppa nazionale tra il La Spezia e l’Alessandria e tutti quanti abbiamo pensato a quanto incredibile fosse il percorso di queste due squadre che dalle serie minori sono arrivate così in alto. Tutto molto esaltante, molto “romantico”, due storie simili che ricordano come mai il calcio è lo sport più bello del mondo (probabilmente); le due piccole che ad ogni turno compiono l’impresa, le due squadre che con il cuore sono arrivate dove nessuno avrebbe pensato.

Quasi tutto vano purtroppo. E non per colpa loro.

Lunedi accendo la tv e scorro tra i canali Rai. Non trovo la partita; capisco subito cosa sia successo: spostata su uno di quei canali introvabili qual è rai sport, sul 57 del digitale terrestre. Purtroppo non fanno audience e allora non ne vale la pena raccontare la loro storia al pari delle “big”. Meglio aspettare il nome della vittima sacrificale del Milan. Se la Coppa Italia è, ora come ora, quasi solo una scusa per far giocare le riserve almeno poteva essere l’occasione per due squadre minori di avere il loro momento di gloria ma per una di esse così non è stato e la Rai ne ha tutte le colpe.

Al seguito i vari siti sportivi in prima pagina hanno messo in risalto il mercato e le varie indiscrezioni su i vari Guarin, Luiz Adriano, Cerci etc… Scorrendo la Rosea online (potete vedere come si presentava il sito ieri) trovo il resoconto della partita dopo l’articolo sul tifoso dell’Arsenal che si sposa in divisa. Non ho più parole. Il calcio affascina perché esistono storie come quella del La Spezia, come quella del Wimbledon in F.A. cup e del Leicester in Premier League e sono tutte ugualmente degne di essere raccontate. Purtroppo l’audience è l’unica cosa che conta.

Per chiudere un appunto sul match tra Napoli ed Inter di ieri sera: pietoso il teatrino di Mancini che accusa Sarri di “razzismo” (parola evidentemente sconosciuta al tecnico jesino), affermando che andrebbe allontanato dal calcio in quanto gli avrebbe dato del “frocio”. Per quanto Sarri abbia sbagliato (ed ha subito chiesto scusa) Mancini si è mostrato per quello che è: un subdolo vanaglorioso senza rispetto per il lavoro altrui che porta davanti alle telecamere normali situazioni di campo. Non sarà “frocio” ma sicuramente non è un vero uomo.

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