Come trarre piacere dalla scrittura

Il 6 aprile la scrittrice Alessia Gazzola è stata ospite presso l’università Cattolica di Milano in occasione della presentazione dell’offerta didattica del corso “Il piacere della scrittura”. Nata a Messina, medico legale, ora stabilitasi a Verona, ha esordito con L’allieva, romanzo edito da Longanesi nel 2011, dal quale ha tratto altri quattro libri (Un segreto non è per sempre, Sindrome da cuore in sospeso, Le ossa della principessa, Una lunga estate crudele) aventi la stessa protagonista, Alice. Durante l’incontro ha dato dieci consigli pratici destinati ad aspiranti scrittori, tra i quali abitudini personali e “segreti” dell’autrice, che conducano ad unico denominatore: come trarre piacere dalla scrittura.
Come trasformare la propria idea in un libro?

1 CREARE L’ATMOSFERA: per concentrarsi. Fermo restando che c’è chi scrive dove gli pare, la musica è essenziale, perché spegne il resto del mondo e avvia uno stato emotivo che dà forma alla nostra idea. Non manchi la tazza con il caffè, perché è quanto di più utile possa esserci, sfidando i medici e la tachicardia. Aggiunge anche le candele.  Tre elementi che le bastano per dare inizio a questo flusso di creatività.

2 METTERSI IN ASCOLTO: “rubare” da tutte le persone che si incontrano. Lo scrittore è un ladro perché qualsiasi cosa attragga di una persona, deve diventare lo spunto per affinare e costruire i personaggi. Ha anche inserito l’immagine del treno, un mezzo attraverso il quale guardare le persone e ascoltare i dialoghi, un modo con cui scrivere dialoghi verosimili. Perché mettersi in ascolto degli altri è l’unico modo per ottenere la realtà.

3 LEGGETE, LEGGETE, LEGGETE: partire dai grandi scrittori; scrivere senza leggere è privarsi di un confronto, di un espediente didattico che è troppo importante. Leggendo ci si rende conto non solo di un discorso di lingua e di trama, ma anche se la nostra idea è già stata avuta da qualcuno.

4 PREPARATE LA BACHECA DELL’ISPIRAZIONE: una bacheca che sia in continuo aggiornamento, in cui mettere tutti i punti cardine della nostra idea, che aiutai a comporre organicamente una storia. Sono i dettagli che nella mente della scrittrice innescano il punto di partenza e lo snodo fondamentale attorno al quale costruire una storia.

5 SCALETTA Sì SCALETTA NO: in alcuni romanzi lei stessa l’ha utilizzata, in altri no. Ken Follett la ritiene indispensabile, Alessia pensa che dipenda molto dal libro che bisogna scrivere. Suggerisce però anche una via di mezzo, “la scaletta in progress”, in cui va di tre capitoli in tre capitoli; sa quale è il punto di partenza ma non sa cosa seguirà a cosa, quindi ad un capitolo segue il terzo rispetto a questo. Fermo restando che una mappa mentale bisogna averla, con quelli che sono i punti fondamentali attorno ai quali costruire la storia. Per scrivere un giallo, suggerisce di partire dalle “sette W”: Who, What, When, Where, Why, With what, Which manner.

6 COSTRUITE, DEMOLITE E RICOSTRUITE: aggiunge, “demolite senza pietà, anche quello che sembra il capitolo migliore”, senza affezionarsi alle cose scritte perché la scrittura deve esser un processo di meditazione molto lungo. Bisogna avere il coraggio di radere al suolo e ripartire.

7 PERCORRETE SENTIERI IMPERVI: nel cercare sempre una composizione insolita si accosta ad Umberto Eco. Quel che conta è scegliere una strada alternativa o almeno proporla. Percorrere strade impervie però, significa non tradire mai se stessi.

8 VIVETE LA SCENA CHE STATE SCRIVENDO: mettendo in allerta tutti quanti i sensi; se si vive la scena, e non ci si limita ad immaginarla, la storia sarà di tutt’altro livello.

9 NON FERMATE MAI IL FLUSSO DELLA CREATIVITÀ’: nel momento in cui si sta scrivendo e creando, bisogna lasciare che la storia venga scritta così come nasce dalla mente e dal cuore. Tutte le riflessioni, se la trama va bene o se va male, seguiranno dopo.

10 SOGNATE: ad occhi aperti, perché la scrittura è ispirazione; significa fantasticare, porsi degli obiettivi da sogno. Scrivere come se si avesse in tasca un contratto pazzesco con un super editore e per il miglior pubblico possibile. 

Una volta terminata la presentazione, la scrittrice ha risposto ad alcune domande. In merito a come sia nata l’idea e l’occasione della scrittura de L’allieva, Alessia ha risposto sottolineando l’urgenza per la scrittura. Specializzanda in medicina legale nel 2010, trascorreva la mattina
in istituto e il pomeriggio scriveva di Alice (anche lei nelle vesti di specializzanda) degenerando quello che le era realmente successo durante il precedente arco della giornata. Ha poi inviato tutto ad una agenzia letteraria, ciò che ad oggi consiglia di fare a chi scrive pensando alla pubblicazione.
Alla richiesta di maggiori informazioni “sull’etichetta” di giallo, Alessia si schernisce, considerandola più grande di lei. Ritiene inoltre di non aver mai scritto il giallo perfetto, ma ciò che tiene a focalizzare è il mistero delle relazioni.

Relativamente alla serialità, sostiene che quando i personaggi seriali sono ben riusciti, creano un appuntamento che è fonte di gioia per il lettore, quindi essa non può essere solo un discorso di furbizia. “Un personaggio le caratteristiche della serialità o ce le ha o non ce le ha” e a deciderlo sono i lettori.

 

La Rai, dopo aver acquistato i diritti de L’allieva, ha iniziato le riprese nel 2015 per una serie televisiva. La scrittrice a questo proposito ha accolto la notizia con molta elasticità, oltre che con gioia, senza porsi particolari problemi, né convivendo con la paura che qualcosa possa essere snaturata. “Fa parte del gioco. Diventa un’allieva che sarà di tutti, di chi la interpreta e la dirige. Anche perché uno su mille riesce ad avere la trasposizione del proprio romanzo.”

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