Chi vuol mettere l’abito da sposa ai gay?

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Anche nel 2015 la discussione sui diritti delle persone omosessuali in Italia riesce a suscitare scalpore: è di queste settimane la notizia secondo cui la maggioranza PD/ NCD si stia incrinando proprio sul tema delle unioni civili.

Ma chiariamo meglio la vicenda: i termini da tenere a mente non sono molti, prima di tutto viene il termine unione civile, ossia la registrazione davanti alle autorità dello stato di una forma di generica convivenza nella quale i contraenti decidono volontariamente di non legarsi in matrimonio per motivi personali o perché impossibilitati a farlo, che in Europa è molto diffusa. In Italia però non esiste una legislazione in merito alle unioni civili, che quindi è come se non esistessero; solo in pochissime regioni e in alcuni comuni italiani si è provveduto ad istituire un registro di tali unioni, che però è amministrato ogni volta in maniera differente e non necessariamente fornisce ai contraenti particolari diritti. A questo punto nel nostro paese non resta che parlare di coppie di fatto, ossia un termine che resta sul livello non legislativo e che, oggettivamente non gode di alcun riconoscimento formale.

Come accennato, questo discorso sta spaccando la maggioranza di governo, in quanto l’attuale disegno di legge proposto dal Partito Democratico, prevede il riconoscimento delle unioni civili per le persone omosessuali con diritti equiparati a quelli del matrimonio civile escluso quello riguardante le adozioni. In questo decreto è però inserita la “stepchild adoption” ovvero la possibilità di adottare il figlio del proprio partner. Ed è proprio su questo tema che si è scatenato il finimondo, con tutti i poteri forti del nostro paese in campo per frenare il decreto, con la Chiesa che ha condannato le adozioni per gli omosessuali facendo stralunati discorsi su un’ipotetica messa all’angolo della famiglia tradizionale e il Nuovo Centrodestra di Alfano che, se da una parte ha aperto uno spiraglio sulle unioni, ha fermamente negato la possibilità di votare a favore delle adozioni.

Ci troviamo così in una scena di quelle che solo noi italiani siamo in grado di offrire. Si proprio noi che amiamo tanto definirci stato di diritto, abbiamo lasciato passare più di vent’anni dal primo disegno di legge in tema per parlare di unioni tra omosessuali. E stiamo riuscendo a bloccarci di nuovo.
Navigando in rete si trovano commenti che farebbero rabbrividire anche un concorrente del Grande Fratello: gente che prevede di trovare le navate delle chiese italiane invase da omosessuali in vestito da sposa (naturalmente rosa) che celebrano le loro unioni sulle note di it’s raining men; mamme spaventate dal fatto che con questa legge tutti i loro figli diventeranno gay e fedeli mariti con tre amanti e due divorzi alle spalle che diventano immediatamente paladini della famiglia tradizionale (quella della nonna che la domenica prepara le tagliatelle col sughetto della Barilla).

Sembra quasi che tutti si stiano affrettando a dare una risposta ad una questione che non conoscono, sembra che tutti stiano criticando il programma elettorale di un politico senza averlo prima letto. Sia chiaro, non sono io a dover dare una risposta a questa questione, ma sicuramente un po’ di dibattito sensato nel nostro paese bisognerebbe farlo. Abbiamo accettato che dei bambini nel nostro paese passassero la vita in istituti perché avere due mamme e due papà li turberebbe e li renderebbe oggetto di scherno e, facendo il ragionamento che in molti ora fanno, se un bambino con genitori omosessuali diventa automaticamente gay non mi spiego perché, con tutti i bambini che crescono ad oggi in istituti religiosi, abbiamo una percentuale così bassa di cittadini che diventano frati o suore.

Provocazioni a parte, l’Italia in fatto di unioni tra persone dello stesso sesso è terribilmente arretrata, ma non modificheremo alcunché fino a quando tu, caro italiano medio, non avrai capito alcune cose:

1) Gli omosessuali non hanno alcuna intenzione di venire nelle chiese a te molto care (tanto che non ci vai mai) a sposarsi, sinceramente non vedo neanche perché dovrebbero farlo.
2) Nessuno vuole che tuo figlio diventi gay e nessuno può insegnargli come lo si diventa; probabilmente se sarai un buon genitore non avrà problemi a parlarne con te
3) Se tu e la tua compagna convivete e avete dei diritti derivanti da ciò, perché altre due persone che si amano devono esserne privati?

Se non cambierà la mentalità, saremo pronti ad arenarci di nuovo, e le persone omosessuali non godranno ancora a lungo di diritti civili che nella quasi totalità degli altri paesi europei sono definiti inalienabili. Vi prego, almeno su questo tema, possiamo fare finta di non essere italiani?

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