Chi l’ha vinto? Un mondiale da archiviare subito

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Siamo un popolo calciofilo e maledettamente abitudinario. Siamo un popolo che vive la domenica sera con l’occhio già rivolto a quella successiva, studiando azioni, formazioni e elogiando giocatori che probabilmente finiranno nel dimenticatoio dopo una partita sbagliata. Siamo un popolo diviso in schieramenti ben definiti, rossoneri o nerazzurri che siano. Allo stesso tempo però siamo un popolo che si dimentica di tutto questo in poco tempo, e si unisce quando il ragazzo di Tavullia con il numero quarantasei scende in pista.

Sarà perché siamo appassionati veri, sarà che ci facciamo prendere da una sorta di “moda” del momento, dalle polemiche che di solito non riguardano uno sport come questo, saranno tante cose. Ma ognuno di noi ci ha creduto fino all’ultimo giro. La gara di Valencia ha lasciato in noi Italiani un amaro in bocca difficile da dimenticare. E’ stata una gara unica (e ci auguriamo che sia stata anche l’ultima di questo genere) e mai vista prima nella storia del motociclismo. Il mondiale è andato a Jorge Lorenzo, per 5 punti di vantaggio su Valentino, che mi permetto di dire che se lo sarebbe meritato tutto. Non lo dico perché sono italiano e allora devo tifare gli italiani in ogni situazione. Lo dico pensando all’intera stagione, che a carte alla mano l’ha visto sempre in testa al mondiale, dalla prima fino alla penultima gara. Sì, la penultima gara. Ciò che è successo a Sepang ha senza dubbio dell’incredibile. Un appassionato si immagina la bagarre tra i due ragazzi in Yamaha che stanno lottando testa a testa per il titolo, ma purtroppo così non è stato. Marquez ha deciso di mettersi in mezzo, forse per la poca esperienza o forse per un po’ di notorietà, non lo sappiamo. Quel che è sicuro è che con il suo comportamento antisportivo ma comunque conforme al regolamento ha compromesso, o meglio, ha deciso le sorti del mondiale. Un mondiale che non sapremmo neanche a chi assegnarlo.

Lorenzo, che possiamo definire “beneficiario” di questa situazione, senza dubbio ha condotto una stagione straordinaria. Sette vittorie, più di chiunque altro quest’anno e tante gare che hanno dimostrato che lo spagnolo lì davanti ci poteva stare. Certo, se vogliamo fare i pignoli avrebbe potuto risparmiarsi alcune dichiarazioni, rimanendo così parte neutrale di una telenovela di cui sentiremo parlare per ancora molto tempo. Jorge non ha responsabilità, se non quella di essersi trovato nella situazione giusta al momento giusto, e per giunta nella migliore forma possibile. Marquez invece non era il diretto interessato di questa sfida all’ultimo respiro, e l’unica domanda che ci possiamo porre è “perché?”. Perché avrebbe dovuto intromettersi e decidere così le sorti del campionato? Potremmo scannarci degli anni interi formulando varie ipotesi che mai ci potranno portare a una verità ufficiale. Questo mondiale in qualche modo l’ha vinto anche Marc, e tutti ci auguriamo che non sia nata una sorta di motociclismo di squadra, ma piuttosto che sia stato solo un brutto episodio fine a sè stesso. Parliamo infine di Valentino, che a dirla proprio tutta, non è mai stato uno stinco di santo. è una di quelle persone nate per fare quel mestiere lì, che è cresciuta a suon di impennate e strisciate sull’asfalto e che si è creato la reputazione di miglior pilota italiano degli ultimi 30 anni. Però credo che sia la peggiore persona da avere come avversario. è uno che non si risparmia mai, ti attacca e ti contrattacca, ad ogni giro, ad ogni curva. E quando pensi che sia finita la gara è sempre pronto a pungerti con una dichiarazione tanto diretta quanto di sfida. Proprio questo suo modo di fare l’ha reso quello che è, quella persona in cui ogni italiano si riconosce. Il dottore è stato portato all’esasperazione, e sicuramente ha fatto un errore che un campione con la sua esperienza non avrebbe dovuto fare. Giusta la penalizzazione dunque. E la rimonta della Gara di Valencia è qualcosa che siamo sicuri di non vedere per un bel po’ di tempo. Non è bastato, peccato. Cosa ci rimane? sicuramente un mondiale nelle mani di Lorenzo e un biscotto amaro da buttare giù.

Il mondiale è finito ormai da una settimana, e non possiamo fare altro che tornare alle nostre benedette domeniche calcistiche.

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