Caro Fedez ti scrivo

Ciao Fedez, i convenevoli non mi sono mai piaciuti, suppongo tu stia molto bene e mi piacerebbe arrivare direttamente al dunque: sai, capisco perfettamente la posizione di chi è no expo, anche a me non sono andate giù tante cose: i soliti giochini per le gare d’appalto, i lavori lasciati a metà e le conseguenti opere di camouflage  che sono costate più di quanto si sarebbe speso completando le strutture in tempo e il lavoro retribuito offerto ai giovani che con il tempo è diventato “volontariato” che fa curriculum, ma non per questo vado in giro ad imbrattare i muri di Milano.

Non mi fraintendere: sono la prima a dire che se c’è un problema, un disagio, un torto che hai subito dall’alto, devi protestare e gridarlo ad alta voce quel problema, perché un carnefice, o molto più semplicemente qualcuno a cui far risalire quel tuo problema, esiste. Sempre.

Però vedi, c’è un’impalpabile linea sottile tra il “mi incazzo ergo protesto” e il “mi incazzo ergo arreco danni”. Sì, Fedez, lo so, lo so che tu hai detto che i gesti di vandalismo dei manifestanti del 30 aprile sono legittimi perché hanno arrecato danno a multinazionali che hanno a che fare con gli affari loschi legati alle vicende expo, però ragioniamoci: la vernice sui muri delle banche porterà a qualche forma di miracolosa redenzione dei potenti che le possiedono? Le vetrine rotte di una qualsiasi sede di multinazionale incriminata ci metterà tutti su una macchina del tempo e ci farà tornare al momento in cui gli imbrogli sono stati fatti in modo da cambiare le cose? I potenti sono stati veramente sconfitti? No. E allora perché non fermarsi alla protesta a voce alta e finire invece nell’irrimediabile parte del torto?

So che hai successivamente preso le distanze dalle proteste del primo maggio, quelle dove sono state sfondate le vetrine delle panetterie e incendiate le auto di gente che non c’entrava niente, però capisci che ormai i due tipi di protesta considerate da te (in modo opinabile ,permettimelo eh) diverse erano ormai accostate e considerate della stessa matrice violenta?

Capisci, caro Fedez, che noi abbiamo il diritto e il dovere di protestare se qualcosa non va, ma per colpa di uno scemo che incendia auto perché di un ricco che però poi non c’entra niente (e poi da quando in qua essere ricchi è una colpa?), che rovina le strade di Milano perché “governo ladro”, che sfonda vetrine in perché c’è la mafia dietro expo, tutte le buone ragioni di chi è altrettanto incazzato ma lo fa capire pacificamente vengono deliberatamente ignorate?

Capisci, caro Fedez, che dietro ogni scemo c’è un villaggio?

 

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