Borderlife – Gader Haya

BORDERLIFE

Borderlife (Gader Haya), una grande storia d’amore che continua a far parlare di sé, è il romanzo dell’israeliana Dorit Rabinyam, tradotto in italiano da Elena Loewenthal per Longanesi.

A New york è autunno e Liat, traduttrice di Tel Aviv che si trova lì grazie ad una borsa di studio e che in passato ha servito l’esercito israeliano non avrebbe dovuto incontrare Hilmi, pittore arabo di Ramallah che vive a Brooklyn dove si è trasferito dopo aver trascorso 4 mesi in prigione per aver dipinto la bandiera palestinese sui muri di Hebron.

Nel 2015 una commissione di docenti israeliani delle scuole superiori aveva chiesto che il libro venisse aggiunto al curriculum per le classi di letteratura, ma il Ministro dell’Istruzione Naftali Bennet lo ha impedito, bandendolo, perché sentito come una minaccia all’identità ebraica, dal momento che promuove l’assimilazione, i matrimoni misti e rappresenta i soldati israeliani in maniera fortemente denigratoria. Eppure il libro “proibito” ha sortito l’effetto contrario: le vendite hanno fatto il giro del mondo e non pochi celebri nomi della letteratura, come Amos Oz, ne hanno preso le difese.

<<Io sto con Dorit Rabinyam. Non sarà l’odio a salvarci, ma l’amore. L’odio semina odio, ma l’amore è capace di abbattere le barriere.>> Svetlana Aleksievic (Premio Nobel per la letteratura 2015)

Nel libro, la nostalgia di casa, è un preciso sentimento che pervade la storia. Talvolta è motivo di conflitto, poiché Hilmi e Liat si confrontano sulla guerra dei propri paesi, in cui emergono i pregiudizi con i quali sono cresciuti; talvolta è più convincente di qualsiasi altro spiraglio amoroso. Ramallah e Tel Aviv diventano un unico luogo che richiama i due protagonisti lontani e li porta a vivere sul confronto continuo dei ricordi.

Non è una storia d’amore come tante perché il fatto di appartenere a terre diverse, tormentate, non può che frenarli già sul nascere. Eppure il loro Amore, o quanto meno la scia di questo, li seguirà ancora per qualche stagione, sia pure lontani da New Jork, sia pure sotto il sole e vicino a quel mare che desideravano nella Grande Mela, sia pure a Jaffa.

 

 

 

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