Be aware of: Italia – Germania

Euro-2016-Aware

Venerdì pomeriggio, caldo asfissiante tipico dei primi di Luglio e ultimo esame da dare per terminare la solita e straziante sessione estiva universitaria; fossi stato uno studente modello quello sarebbe dovuto essere il mio unico pensiero da lì fino alla fine del mese… non è il mio caso!

Quel giorno (come anche quelli precedenti) l’unico pensiero che frulla nella mia testa è “LA” partita che si sarebbe giocata la sera dopo: quarti di finale di Euro 2016, Italia-Germania. Ancora una volta loro, i maledetti e temibilissimi tedeschi. Nei giorni precedenti avevo anche cullato l’idea di comprare i biglietti e andarla a vedere dal vivo a Bordeaux, con un gruppo di amici schiantati per il calcio esattamente come me… eresia! Sito ufficiale dedicato alla vendita dei biglietti completamente bloccato dal fiume di richieste arrivategli, siti alternativi (bagarini) con prezzi di partenza da 350 euro a salire… è stato bello per un attimo crederci ma alla fine dai, la partita da vedere non è male neanche davanti ad un ampio schermo al plasma e in compagnia di amici, una bella pizza e una birra ghiacciata. Torniamo sulla terra.

Quel venerdì pomeriggio però mi arriva una voce “C’è questo sito che ha avuto delle rimanenze invendute, se ti interessa ancora dacci un occhio!”, non ci voglio guardare, di false speranze ne ho le tasche piene e poi la birra ghiacciata della sera dopo non è un prospettiva così malvagia. Però ci guardo comunque, i biglietti ci sono davvero e trenta secondi dopo siamo tutti online su WhatsApp in preda ad una crisi isterica (non siamo normali e l’avevo già premesso):

“Sono quattro, posti vicini in curva e costano circa cento euro in più del prezzo di listino, cosa faccio?”

“COMPRA”

“Siete sicuri? Magari è pure una truffa…”

“COMPRA”

Due ore dopo siamo tutti in macchina, il mattino dopo a Bordeaux. Il viaggio della speranza al seguito della Nazionale tecnicamente più scarsa che la mia (seppur breve) memoria calcistica ricordi contro i meravigliosi, concreti e soprattutto Campioni del Mondo in carica tedeschi.

“Pensa te, ci stiamo facendo 12 ore di macchina per andare a prenderne quattro”.

Assomiglia molto a Davide contro Golia, noi lo sappiamo, ma ci crediamo lo stesso.

 

Non fosse sufficiente la superiorità tecnica la Germania conta pure di un ancor più abbondante superiorità numerica nel tifo, il centro storico di Bordeaux è un trionfo tedesco, ovunque ti giri vedi gruppi di persone armate di birra e maglia bianca della Nazionale. Le stime ufficiali davano circa ventimila tedeschi contro cinquemila italiani, a me la differenza sembrava ancora più marcata. Però ci siamo anche noi che orgogliosamente non ci tiriamo indietro, non vogliamo fare le vittime sacrificali e ogni tricolore visto in giro che spunta in mezzo alla marea bianca ci dà speranza. Stasera diciamo la nostra!

I tedeschi ci temono, molto più di quanto riescano ad ammetterlo, lo vedo nei loro occhi quando li incrocio per strada. Glielo consiglia la storia che ricorda severamente che quando conta loro possono anche essere più forti, ma noi vinciamo. Quindi cercano di imbonirci, fanno i simpatici e ci offrono qualcuna delle loro amate birre: si respira una bella aria, aria di sana competizione sportiva, c’è profondo rispetto tra due Nazionali con rispettive tifoserie consapevoli di essere la storia del calcio.

Entriamo nello stadio, meraviglioso, i biglietti non erano una truffa e a noi sembra di camminare in un luogo non troppo diverso dal paradiso, ci sediamo e mancano più di due ore al fischio d’inizio: non vogliamo perderci neanche un istante. L’inno è un momento di una solennità commovente e la partita procede esattamente come ce l’eravamo immaginata: i tedeschi, forti dei loro palleggiatori sopraffini gestiscono e dettano i tempi del gioco mentre noi stiamo rintanati, raddoppiamo chiunque e cerchiamo la ripartenza giusta. Siamo feroci e più uniti che mai, in una parola: squadra.

Ci tradisce solo un rimpallo sfavorevole, la fiumana bianca urla di gioia, sono certi di aver già vinto, troppo superiori a noi e convinti che finalmente il Dio Pallone farà giustizia delle tante vittorie italiane del passato su di loro. Abbassano la guardia, pareggiamo. Viviamo un momento di pura estasi, torno a vedere la paura nei loro occhi che vedevo in centro a Bordeaux. Mai dare per morta l’Italia. Adesso ci facciamo sentire noi, all’interno dello stadio si sentono solo i sostenitori azzurri, pure i francesi venuti lì imparziali son tutti dalla nostra parte nonostante il Mondiale 2006, il cuore di questa squadra ha rapito tutti (mi sforzo inconsciamente di pensare che il motivo non sia che preferiscono affrontare noi in semifinale piuttosto che la Germania). La portiamo prima ai supplementari poi ai rigori e nel frattempo abbiamo intanto scoperto di avere un cuore che ha la capacità di raggiungere un numero di battiti cardiaci al minuto che nemmeno sospettavamo. Ce la possiamo fare.

 

Vincono loro. Dopo una serie interminabile di rigori e un finale thrilling sono gli uomini in maglia bianca ad esultare mentre i nostri beniamini in azzurro escono dal campo tra le lacrime, dopo aver dato tutto quello che avevano da dare. I tedeschi sono ubriachi di gioia, hanno sconfitto la loro bestia nera dopo un’interminabile e meravigliosa battaglia e hanno spezzato l’egemonia calcistica italiana contro di loro. Provano anche a consolarci ma a caldo la delusione è enorme, troppo grande.

 

Durante il viaggio di ritorno, ci penso e ci ripenso senza però riuscire a capacitarmene, la delusione è quasi completamente sparita facendo spazio alla gioia di un’esperienza magnifica condivisa con gli amici di una vita che mi accorgo che pensano esattamente la stessa cosa. Arrivati a Parma, dopo milleduecento chilometri di strada penso che me ne farei volentieri altrettanti, è una sensazione splendida e allora lì capisco il potere di questo sport di cui mi sono follemente innamorato da bambino: potrai anche perdere una partita ma i tifosi, quelli veri, loro no… loro non perderanno mai!

 

Grazie Italia.

 

Articolo di: Matteo Mori.

 

 

 

 

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