Be Aware Of: Gender Equality

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Gender Equality

Quando Barbie colpisce ancora

Durante un pomeriggio qualunque mi è capitato di assistere ad un rimprovero a suon di minaccia da parte di un padre rivolto al suo figliuolo al Disney store . ” Guarda che se non ti comporti bene ti compro una bambola”, esclama il genitore.
<<Ciò suona come : ” Guarda che se non fai il bravo ti applico la teoria del gender ”>> replica l’amica con cui mi ero recata in quel posto, affermazione che per me si è rivelata un ottimo spunto di riflessione e di partenza per delle ricerche inerenti a ciò.

Aldilà della visione di alcune pubblicità progresso e di qualche campagna contro il sessismo e l’omofobia del comitato Lgbt, non mi ero mai resa conto a tutti gli effetti dellla portata del fenomeno e appare interessante come in prospettiva socio-semiotica l’analisi si possa incentrare sui dei banali giochi per bambini.
Rientra in scena qui la mia amata bambola prodotta da Mattel, per generazioni rivelatasi un’icona di stile e una fedele compagna di giochi, che si fa ancora una volta interprete dell’evoluzione estetica e culturale della società rompendo uno stereotipo di genere secondo cui Barbie apparterrebbe solo all’universo femminile.

Il designer Jeremy Scoot con la collaborazione della casa produttrice di Barbara Millicent Robert a seguito di 56 anni di storia di questo balocco globalmente riconosciuto ha mostrato infatti con l’efficace spot ”Moschino Barbie” dell’ottobre del 2015 la neutralità di genere nei giochi per i più piccoli, introducendo accanto a due bambine un soggetto maschile che trova che la nuova versione del gioco sia ”so fierce!” (tanto eccezionale!).

Il mio quesito sorge spontaneo.
E chi lo dice che una bambola non possa essere così considerata oggetto di consumo e di divertimento da parte di un bambino nella sua sfera privata?
Sappiamo a partire da Walt Disney che giocare è il lavoro dell’infanzia e conseguentemente perchè ciò avvenga bisognerebbe lasciare che gli infanti giochino felici e in completa libertà come primo approccio di sviluppo della libera espressione della personalità.

Si muove così una pedina misteriosa all’interno del sistema: fanciulli e fanciulle preferiscono giocattoli proposti dalla pubblicità o sono a priori condizionati nella loro scelta? A mio parere il direttore artistico del commercial in questione ha colto il suo bersaglio.

 

Articolo di Lucilla Viola Vella

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