ARTE E FOTOGRAFIA ALLA MIA FAIR: UN POMERIGGIO BEN SPESO

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Sono cinque anni che Milano ospita la mostra d’arte e fotografia Milan Image Art (MIA) Fair e solo ora mi chiedo perché ho aspettato tutto questo tempo a visitarla.
Userei come scusante il fatto che è sempre breve il periodo per cui è allestita, dal momento che anche quest’anno è durata soli tre giorni, ma riconosco dopo esserci stato che nulla può giustificare la nostra pigrizia nel non visitarla.

Nel 2015 la mostra ha occupato i 4200 mq del The Mall di Porta Nuova dall’11 al 13 Aprile, ed ogni angolo di quell’enorme locale era occupato da vere e proprie opere d’arte, qualunque fosse il genere.
I miei occhi, seppure inesperti, hanno trovato tutto perfetto ed al posto giusto, a partire dal luogo della mostra: la ultra moderna Porta Nuova mi ha lasciato a bocca aperta. Il quartiere milanese è riqualificato da palazzi progettati da importanti studi di architettura, tra cui il “Bosco verticale” , progetto di Stefano Boeri, vincitore dell’International Highrise Award di quest’anno come grattacielo più bello del mondo.

Alla mostra camminavo per i corridoi pieni di fotografie disposte alla perfezione e riuscivo solo a pensare a quante me ne sarei comprate da appendere in camera. La cifra di ogni opera contava almeno tre o quattro zeri, quindi i miei sogni sono svaniti presto, nonostante avessi la percezione che, in realtà, ognuna di quelle le opere valesse realmente quei soldi.

La MIA Fair è nata nel 2011, un format originale, un progetto innovativo, dove ogni artista ha un suo stand e un suo personale catalogo tecnologico anche in formato e-book.
Sono rimasto stupito del fatto che ciascun artista fosse presente, che interagisse con i visitatori e spiegasse i significati delle opere ed il contesto in cui sono state realizzate.
In mezzo a tutti gli artisti moderni e contemporanei, erano esposte anche opere di fotografi del secolo precedente come il francese Jean Dieuzaide, deceduto nel 2003, autore dello scatto di Salvador Dalì con le margherite intrecciate nei baffi.

Ho avuto la fortuna di trovare al suo stand la fotografa olandese Lin De Mol che ha spiegato come, in preda all’ispirazione, si estraniasse dal mondo in distese, foreste o spiagge desolate e realizzasse autoscatti malinconici.
Lin De Mol è artista e modella di se stessa. Celebre è un suo autoscatto realizzato dopo essersi ritirata in una foresta, per esprimere la sofferenza in seguito al suicidio del fratello.

E’ stato stupendo potermi congratulare di persona con artisti di fama internazionale. I miei complimenti non erano (forse) abbastanza per elogiare il loro talento, ma sicuro che fossero, in una qualsiasi misura, graditi.

Se state già pensando di visitare la MIA Fair 2016, sperando che l’ideatore Fabio Castelli la riproponga, fatemelo sapere e verrò con voi.

 

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